Citazioni del giorno:

Giveaway del Portale Segreto

AVVISO: in questo periodo ci sono poco purtroppo quindi non sempre riuscirò a pubblicare spesso i post o rispondere ai commenti.

martedì 17 marzo 2015

Recensione "Simboli di potere" di Felicitas H. Nelson

Era molto che avevo adocchiato questo libretto e non vedevo l’ora di sfogliarlo. Si è rivelato un po’ diverso da come mi aspettavo e purtroppo non c’è la bibliografia in fondo, cosa che trovo fondamentale per accertarmi della veridicità delle affermazioni, ma sono comunque felice di averlo e penso che lo consulterò spesso.

Titolo: Simboli di Potere
Autore:
Felicitas H. Nelson
Editore: Il Punto d'Incontro
Pagine: 288
Prezzo: 9,90 €

voto:
Trama: Fin dalle origini, l'uomo ha creato simboli e indossato oggetti dotati di particolari poteri allo scopo di attrarre eventi specifici, acquisire forza e determinazione, proteggersi da influssi di vario tipo, affrontare le situazioni più difficili e le questioni più insolubili. Anche al giorno d'oggi questa forma di "tangibile scongiuro" ha conservato i suoi effetti e la sua fama. Tuttora, infatti, talismani e amuleti vengono utilizzati come protezione o per richiamare determinati eventi. D'altro canto, viviamo in un mondo materiale e dunque abbiamo bisogno di riscontri visibili, di corrispondenze concrete alla nostra fiducia.
Simboli di potere presenta un'ottima scelta di talismani e amuleti antichi e moderni, dai quali trarre ispirazione per creare il proprio simbolo. Per essere precisi, un talismano è un portafortuna, mentre un amuleto è un protettore. Ambedue vanno legati a propositi specifici: amore, fortuna, energia, conoscenza di sé e armonia, la cui concretizzazione è frutto di un corretto impiego dei simboli, i quali possono così trasferire il loro potere su di noi.
In questo prezioso vademecum su talismani e amuleti da tutto il mondo, sono stati selezionati oltre duecento simboli di potere da diverse tradizioni, dagli antichi Egizi ai Taoisti della Cina, dalla Cabala ebraica ai Maya, dall'Islam all'India dei Veda, fino alle Rune. Un'ampia gamma di esempi pratici facilita la consultazione, offrendo la descrizione dettagliata dei significati e degli utilizzi di ogni simbolo. Inoltre, la varietà di simboli qui proposta permette di scegliere l'amuleto o il talismano con cui più ci sentiamo in sintonia o che ci occorre al momento, per indossarlo e perpetuare così una tradizione senza tempo.


 RECENSIONE: Simboli di potere non è altro che un piccolo manuale in cui vi sono inseriti un elenco di simboli di varie epoche e culture usati comunemente come amuleti o talismani. Ogni simbolo ha la sua immagine, la spiegazione sulla sua origine e il suo utilizzo nella storia e infine un’indicazione pratica sul suo effetto magico sia come amuleto di protezione che come talismano di aiuto. Dopo una brevissima spiegazione sulla differenza tra un amuleto e un talismano e l’importanza di caricare d’intenzione l’oggetto creato, il libretto parte subito con l’elenco diviso per culture.
In ordine sono:
- Divinità della preistoria
- Egitto
- I-ching
- Zodiaco Cinese
- Celti
- Rune
- Medioevo
- Le 12 pietre principali della Gerusalemme Celeste
- Zodiaco occidentale
- Maya
- Animali feticci del Sud-Ovest dell’America del Nord
- Spiriti Totem del Nord-Ovest americano e dei territori subartici
- Animali forti delle stirpi della prateria dell’America del Nord
- Talismani e Amuleti
Infine è corredato da un comodo indice analitico per trovare il simbolo che può aiutarvi.
Il libro è piccolo e maneggevole, 300 pagine tascabili in cui vi è un simbolo per ogni pagina in un formato comodo e curato. In realtà mi aspettavo di trovare una parte dedicata alla creazione dei vari talismani o amuleti, mentre non è così. Nonostante questo però mi sento soddisfatta e penso che valga la pena averlo perché se avete voglia di creare qualche oggetto portafortuna o avete bisogno di simboli adatti ad uno scopo magico che vi siete prefissati, può essere utile consultarlo. È molto chiaro e semplice e i simboli variano dai più comuni fino ai più particolari, inserendo anche eventuali varianti meno conosciute come ad esempio il pentacolo della rosa che non avevo trovato da nessuna parte.
Ci sono molti simboli che non conoscevo e ho apprezzato molto la parte sulla borsa medicina e i vari sigilli. Non è un manuale completo ma è un’ottima base varia e interessante da tenere con sé.

Voi lo avete letto? Che ne pensate?

martedì 10 marzo 2015

Recensione "Ho lasciato entrare la tempesta" di Hannah Kent

Questo libro l'ho desiderato dal primo momento, lo ritrovavo ovunque e qualcosa mi richiamava inesorabilmente. È una storia che colpisce profondamente e che aveva qualacosa da dirmi, un sussurro per trovare la forza attraverso una storia vera e triste.

Titolo: Ho lasciato entrare la tempesta
Autore:
Hannah Kent
Editore: Piemme
Pagine: 350
Prezzo: 17,50 €
Data di uscita: settembre 2014

voto: 
Trama: Strega, seduttrice, colpevole, assassina: Agnes Magnúsdóttir è accusata di molte cose. Perché nell'Islanda dell'Ottocento - immersa nella nebbia come in mille superstizioni - lei, con la sua bellezza, il suo animo ribelle, la sua intelligenza troppo vivace, è diversa da tutte. Diversa anche per l'uomo che si è scelta: Natan Ketilsson, un uomo più vicino ai diavoli dell'inferno che agli angeli del paradiso, come mormorano nel villaggio, capace di risuscitare i morti con pozioni a base di erbe conosciute solo da lui. E ora che Natan è morto, ucciso da diciotto coltellate, il villaggio decide che la colpevole dell'efferato omicidio non può che essere lei, Agnes. La donna che lo amava. E mentre, ormai condannata, attende la morte per decapitazione, Agnes racconta la sua versione della storia alle uniche persone amiche che il destino le concede nei suoi ultimi giorni: la moglie del suo carceriere, e un giovane e inesperto confessore. E anche se la morte sarà la fine inevitabile, per Agnes la vita continua altrove: nei pensieri, nei sogni, nelle storie che ha letto, e nell'amore per Natan. Le cose che appartengono soltanto a lei, e che nessuno potrà toglierle.

 RECENSIONE: Fuori infuria la tempesta, raffiche di vento si abbattono sulle finestre causando rumori sinistri e poco rassicuranti, in questa notte di luna piena, mentre io sono rintanata in casa chiudendo fuori l’oscurità. Eppure una parte di gelo e ombra si è accomodato nel mio cuore, una sensazione di perdita e dolore per la storia di Agnes Magnusdottir. Il suo nome risuona nella mia testa come un monito, un richiamo, un saluto e un abbraccio. Percepisco il freddo del Vento nel Nord nei miei pensieri, la neve tra i piedi e le nuvole pesanti sul cielo.
Sono qui, a chiedermi come poter parlare di lei, come far capire il legame che si è creato in questo breve periodo e l’unica risposta che trovo è il silenzio. Solo il silenzio può contenere le parole che non trovo e le emozioni che ho provato. Non esiste un modo giusto per affrontare la morte e ancora meno per raccontarla. Ma possiamo parlare della vita, di quella vita che tanto diamo scontata e che siamo sempre pronti a giudicare senza prenderci il tempo necessario per capirla davvero, quasi come se fosse un gioco. E forse è questo il bello della vita, perché non possiamo capirla fino in fondo, non è possibile. Ognuno avrà nascosto nel suo cuore delle verità che non potrà spiegare o raccontare a nessuno.
E quali parole può dire una donna condannata a morte? Quali segreti può nascondere nelle sue notti agitate, quali segreti ci sono in un omicidio misterioso e ambiguo? Cosa possiamo dire noi a chi non ha più speranza e aspetta solo il momento di dire addio al mondo? Agnes Magnusdottir assassina. Agnes Magnusdottir strega. Agnes Magnusdottir colpevole di incendio doloso. Agnes colpevole. Ma chi è Agnes? I suoi chiari occhi azzurri che contrastano con i lunghi capelli scuri, tanto inusuali nella fredda Islanda, le sue mani rovinata dal duro lavoro, la sua voce profonda che tanto ha visto e tanto ha sofferto. Arriva indesiderata alla fattoria di Kornsà. Negli abiti luridi, spettinata, sporca e piena di lividi viene accolta dalla famiglia che in lei vede solo un’assassina che si trovano a dover tenere in custodia fino all’esecuzione. Margret e Jon sono preoccupate per le sue figlie, per l’ingenua e sbadata Steina e per l’intelligente e caparbia Lauga. Eppure non possono tirarsi indietro, così come il reverendo vicario Thorvardur Jonsson incaricato di accompagnare Agnes nel cammino della redenzione fino al momento della sua morte. Sono questi i giorni in cui la sua vicenda viene narrata, il periodo di custodia a Kornsà in cui il reverendo Toti tenta di avvicinarsi alla prigioniera per cercare di capirla e conoscere la sua storia. 
Agnes non si apre facilmente, ma attraverso una narrazione divisa tra un narratore esterno e i suoi propri pensieri, riusciamo a capire meglio questa donna ambigua e misteriosa che ha ucciso l’uomo per il quale lavorava, l’uomo di cui si era innamorata, Natan Ketilsson la cui reputazione è quasi leggenda. Natan era un guaritore, da alcuni adorato da altri odiato e accusato di stregoneria. Quel che è certo è che qualcosa di strano è accaduto e in una terribile notte nel 1828 qualcuno lo ha assassinato con 18 coltellate. Un omicidio terribile, violento, che sconvolge il paese e per il quale l’intendente reale Blondal desidera una pena esemplare nel proprio paese. Per lei e per i suoi complici. La verità viene narrata lentamente, durante gli amari giorni di permanenza nella fattoria e la sua presenza influenzerà molto la vita in quella famiglia. Eppure più ci avviciniamo alla verità del fatto e più che le cose sembrano sfuggirci dalle mani e ci troviamo sempre più trepidanti di conoscere ciò che è avvenuto e perché. Hannah Kent è riuscita a creare una storia potente e poetica, profonda e unica, la storia di una donna vissuta realmente e l’ultma condannata a morte in Islanda. Tutti conoscono il suo nome nel suo paese eppure non si hanno certezza sulla sua persona. 
L’autrice è riuscita a darle una voce vera, potente e capace di divenire portavoce di tutte le donne uccise, tutte le persone accusate, tutte le storie conosciute a metà. È una storia che ti entra nel cuore e ti cattura in un vortice da cui non riesci più a staccarti finché non arrivi ad essere con Agnes, accanto a lei a tenerle la mano nel momento più critico della sua vita, a sentirla come un’amica da cui hai appreso molto e a cui ti sei affezionata nonostante la sua distanza o addirittura a sentirti lei. Ho sentito la paura di Agnes, i suoi desideri, la sua follia, il suo dolore, il suo amore. Ho sentito ogni suo muscolo tendersi e le sue lacrime in me. È una storia semplice eppure bellissima anche se dolorosa. Ma è un dolore che non ti annienta, anzi, pervade il corpo attraverso la sua storia per diventare parte di noi e darci la forza di accettare l’inevitabile fine. Subito dopo ho sentito il desiderio di accendere una candela non solo per Agnes ma per tutte le anime che hanno subito la stessa sentenza. Sono felice di averlo letto, è un libro che merita davvero, anche grazie all’attenta documentazione dell’autrice. Ho apprezzato davvero moltissimo questo libro, lo stile è particolare, ma trovo che sia stata un’ottima scelta dovuta non solo a un puro gusto personale, ma anche per ribadire il concetto di ciò che gli altri possono sapere e di ciò che invece si nasconde dietro la superficie delle apparenze. Non dimenticherò questa storia. Non dimenticherò Agnes. 


"Io resto muta. Determinata a chiudermi al mondo, a serrare il mio cuore e a tenere stretto quel poco di me che non hanno ancora rubato. Non posso perdere tutta me stessa. Mi aggrapperò a chi sono e stringerò le mani intorno a tutto ciò che ho visto e udito, e provato. Seppellirò tutto quel che mi rimane per immergermi negli abissi. Se parlerò, saranno solo bolle d'aria. Non riusciranno a carpire le mie parole. Vedranno la sguardrina, la pazza, l'assassina, la femmina che gronda sangue sull'erba e ride con la bocca piena di terra. Diranno «Agnes», e vedranno il ragno, la strega rimasta impigliata nella sua stessa letale ragnatela. Potrebbero vedere l'agnello circondato dai corvi, che bela per invocare la madre perduta. Ma non vedranno me. Perché io non ci sarò."

COSIGLI DI LETTURA DEL PORTALE:
PER CHI: ha voglia di una storia vera e dolorosa nel freddo nord
COLORE: blu oceano
CLIMA E AMBIENTE: una notte di tempesta di neve

Voi lo avete letto? Che ne pensate?

sabato 7 marzo 2015

In My Mailbox - 07/03/2015

libri acquistati, regalati, prestati o ricevuti dalle case editrici e gli autori.
creata da The Story Siren

Eccoci qua! Era tantissimo che non postavo questa rubrica! Moltissimi libri si sono aggiunti nel frattempo, ma oggi vi mostrerò solo gli ultimi sette, di cui sono estremamente felice! Due li ho già finiti e le recensioni sono pronte per essere pubblicate! :D Che ne pensate? Vi interessano?


Ho lasciato entrare la tempesta e il cuore selvatico del ginepro li ho desiderati moltissimo da quando sono usciti, sono il tipo di storie che generalmente amo, ho grandi aspettative e non vedo l'ora di leggerli!
Simboli di potere l'avevo trovato su un blog e mi aveva incuriosita, visto che adoro conoscere i talismani e gli amuleti da poter fare.
Runemal è un libro di cui ho sempre sentito parlare con opinioni contrastanti e finalmente mi sono decisa a leggerlo perché vorrei farmi la mia personale idea.
Il fuoco nella testa e costellazioni rituali li desideravo tantissimo, e dopo tutto questo tempo finalmente sono riuscita ad averli e decidermi a leggerli. Non vedo l'ora di parlarvene!
Astrologia esoterica è il mio primo libro sull'argomento, era parecchio tempo che volevo provare a cominciare a studiarla o almeno saperne di più quindi ho deciso di cominciare da questo libro.

E adesso raccontatemi di voi. Mi piacerebbe molto sapere cosa avete ricevuto/comprato questa settimana!

venerdì 6 marzo 2015

Girando nel blu


Dopo la serata folle di ieri sono un po' fusa (basta vedere il titolo insensato che ho dato al post per capire che forse non dovrei scrivere niente oggi :P), ma visto che non ho preparato Weekly Life, ho pensato di farmi perdonare con qualche foto. Perché anche se ho poco tempo e moltissimi impegni comunque vi penso e ho pronte delle novità per voi oltre a recensioni di libri che spero riterrete interessanti :D Domani ve li mostrerò mentre oggi vi lascio curiosare un po' nel mio privato.
Anche se non l'ho mai reso pubblico ho finalmente deciso di mostrarvi qualche dietro le quinte di un cortometraggio a cui ho partecipato come semplice comparsa. Ma altri progetti video sono in lavorazione...

Giuro questa qua con i capelli blu non sono io, è la mia gemella cattiva ù_ù
 Ma che ci faccio io con i capelli blu? È una sorpresa, per adesso non svelo altro, ma tenetevi pronti!

E ora qualche dietro le quinte del cortometraggio "Un uomo d'altri tempi" :)
Proprio delle facce serie e professionali XD
 Il cast della serata al completo

Al minuto 1:27 riconoscete qualcuno? :P 

Bene oggi non aggiungo altro, non sono in condizioni di intendere e di volere :P

martedì 3 marzo 2015

Recensione "La maledizione di Odi" di Maite Carranza

Ed eccoci qua al terzo ed ultimo volume della saga della Guerra delle Streghe di Maite Carranza, ho letto, apprezzato e recensito i primi due. Potete leggere la recensione del Clan della Lupa qui, e quella del Deserto di ghiaccio qui. Se non avete letto i primi due libri vi avviso che qui potreste trovare degli spoiler.


Titolo: La Maledizione di Odi
Autore:
Maite Carranza
Editore: TEA
Pagine: 414
Prezzo: 8,90 €
Data di uscita: 2011

voto:
Trama: Dopo aver appreso le straordinarie circostanze in cui sua madre Selene la dette alla luce, Anaid Tsinoulis, la giovanissima eletta del clan della lupa, vuole compiere ciò che le profezie hanno in serbo per lei: impadronirsi dello Scettro del Potere e porre fine alla Guerra delle Streghe, distruggendo per sempre le Odish che con la loro sete di sangue minacciano i clan Ornar e gli stessi esseri umani. Ma la giovinezza è irruente e contraddittoria, e prima della sua missione Anaid desidera l'amore di Roc e quello di Gunnar, il padre finalmente ritrovato. E lo Scettro del Potere sembra assecondarla, rendendola più potente come mai. Ma l'eletta sta per imparare una dura lezione: il suo destino è segnato, la Maledizione di Odi sta per compiersi, e lei dovrà scontrarsi con il suo stesso clan, il suo sangue e il Consiglio dei Morti... Il volume conclusivo della saga mediterranea di Maite Carranza che racconta l'ultimo atto di una trilogia fatta di personaggi e luoghi indimenticabili, di donne guerriere e sapienti, di mondi fantasticamente reali e realisticamente immaginari. Età di lettura: da 13 anni.

RECENSIONE: Dopo il clan della lupa e il deserto di ghiaccio che finiva proprio nel momento di inizio dell’azione, mi sono precipitata a continuare questa saga prendendo subito tra le mani il terzo volume. Abbiamo scoperto la storia di Selene, le circostanze particolari della nascita di Anaid e la sua missione nella lotta contro Baalat e le Odish. Anaid dovrà percorrere il cammino dei morti per sconfiggere la temibile dea, imparare a usare il potere dello scettro senza venirne posseduta e porre fine alla guerra delle streghe. Ma Anaid ha solo quindici anni, tanti sogni, un ragazzo che ama e che non ha potuto baciare prima di partire e un padre che ha appena scoperto di avere. Una volta scoperta la verità sulla sua identità e incontrato suo padre, Anaid decide di prendere in mano la sua vita e di affidarsi alle sue scelte scappando da sua madre e nascondendosi al clan, andando contro tutto e tutti per ritrovarsi a dover scegliere tra il dovere e i suoi desideri. Si troverà in bilico tra il clan nemico e il suo clan, tra la sua famiglia e i suoi amici, tra l’amore e lo scettro. Ma c’è una profezia che nessuno le aveva mai rivelato, una profezia pericolosa di amore e morte che la riguarda da vicino e che la porta a rischiare tutto ciò che ha e le persone che ama. Riuscirà a compiere il suo destino di eletta?
Dopo i primi due libri ero ansiosa di leggere il terzo, eppure nonostante l’azione che non manca mai da queste pagine, ma che anzi passa da un evento all’altro senza dare un attimo di tregua, stringendo nella morsa il lettore, la prima metà del libro mi ha fatto più volte impazzire. Selene e Anaid si comportavano in maniera assurda e se da una parte capivo il loro comportamento, dall’altra mi sembrava una follia visto la missione che dovevano compiere. Era come se tutta la storia narrata da Selene non fosse servita a niente ad Anaid e invece di imparare dagli errori di sua madre avesse deciso di impegnarsi per farne di più grandi rovinando tutto. Selene invece era tornata adolescente e sembrava non voler ragionare, affidandosi completamente a vecchi rancori. E così, invece di concentrarsi su Baalat e la guerra delle streghe, la protagonista si concentra su sé stessa, sulle sue domande, sui suoi desideri e si affida a degli sconosciuti invece di chiedere aiuto a coloro che l’hanno cresciuta. Allo stesso tempo, il suo clan non sembra trattarla come una persona, ma quasi la usano come pedina per i loro scopi per cui il suo comportamento è quasi giustificato. Come ho detto, inizialmente ero un po’ confusa e non facevo altro che lanciare esclamazioni di sorpresa, sconcerto o disapprovazione mentre leggevo, ma a parte questo ero sempre più presa dalla lettura sopratutto perché niente sembrava andare come avrebbe dovuto e non vedevo l’ora di sapere che sarebbe successo.
Dopo la prima metà l’irritazione sui loro comportamenti ha cominciato piano piano a diminuire anche se non è svanita del tutto fino alle ultime cento pagine in cui tutto mi è sembrato chiaro e logico e in quel momento sono riuscita ad apprezzare tutto ciò che prima non capivo fino in fondo. È stato un finale epico, emozionante e sconvolgente. Alcune cose le speravo, altre le temevo e altre ancora mi hanno sorpreso e commosso. Sicuramente un finale degno di questa trilogia tutta da scoprire. Ho apprezzato molto i riferimenti a varie antiche culture scismatiche e di stregoneria, alle leggende sopratutto del Messico, ma anche ai messaggi di speranza e coraggio che mi sono arrivati. Bisogna dare prima di ricevere e solo se diamo con amore e disinteresse in maniera spontanea possiamo trovare la via della salvezza. Questa è una trilogia che ricorderò sempre con piacere e affetto, una saga originale che ho apprezzato davvero molto, anche se ho preferito i primi due.


Voi lo avete letto? Che ne pensate?

venerdì 27 febbraio 2015

Weekly Life 27/02/2015

Rubrica ideata da me e Rowan. 
Ogni venerdì scriverò le tre cose migliori e le tre cose peggiori accadute durante la settimana

1) Tanti nuovi bellissimi libri di cui vi parlerò presto

2) dei video in programma per voi di cui per ora mantengo il segreto ma vi darò forse qualche indizio

3) La voglia di rinascere che spero possa aiutarmi



1) Ho avuto una settimana difficile e sfortunata su tutti gli ambiti

2) Mio nipote ha la febbre

3) Troppi impegni che non so come gestire



Come è stata la vostra settimana, Viandanti? raccontatemi le vostre cose migliori e peggiori accadute!

mercoledì 25 febbraio 2015

Recensione: "Il deserto di ghiaccio" di Maite Carranza

Questo è il secondo libro della saga della Guerra delle Streghe di Maite Carranza. Potete leggere la recensione del primo libro qui. Se non lo avete letto non leggete questa recensione per evitare possibili spoiler.

Titolo: Il deserto di ghiaccio
Autore:
Maite Carranza
Editore: TEA
Pagine: 333
Prezzo: 8,90 €
Data di uscita: 2010

voto:
Trama: Anaïd Tsinoulis ha quindici anni, ed è una strega. Nell'ultimo anno ha affrontato pericoli inimmaginabili, ha salvato sua madre Selene dall'oltretomba, ha conquistato lo scettro del potere con cui porrà fine alla millenaria guerra tra le Omar benevole e vitali e le Odish vampiresche e predatrici. E nel frattempo si è innamorata pazzamente del bellissimo Roc, e non pensa ad altro che alla festa di compleanno in cui potrà rivelargli i suoi sentimenti. Ma sua madre Selene ha altri piani per lei: vuole portarla via per incominciare l'impresa estrema, quella che porterà al compimento della profezia e ad affrontare le forze malefiche che faranno di tutto per distruggerla. E vuole che sia pronta a sapere la verità su di sé, su suo padre scomparso, su come è venuta al mondo. Così, il viaggio si trasforma in un tuffo nel passato, il racconto insieme romantico ed epico dell'iniziazione di Selene, della sua ribellione per amore, dei terribili eventi che segnarono la sua fuga verso il nord estremo, il deserto di ghiaccio in cui Anaïd, l'eletta dai capelli di fuoco, vide la luce. Età di lettura: da 13 anni.


 RECENSIONE: Dopo aver letto il primo libro di questa originale e appassionante saga, mi sono subito fondata nel secondo, desiderosa di saperne di più e scoprire come avrebbe proseguito la storia.
Durante questo viaggio scopriamo una giovane Selene a 17 anni, desiderosa di allontanarsi dal Clan e da sua madre Demetra, capoclan e donna severa che vuole controllare la sua vita. La sua smania di ribellione e di vita normale la porterà a vivere con due ragazze, le sue più care amiche. Ma quando durante una festa di carnevale decide di travestirsi dalla temibile Baalat, le cose cambieranno per sempre. Non sa infatti che quell’azione porterà conseguenze imprevedibili e terrificanti, dando inizio a una serie di eventi disastrosi. Quella notte infatti Baalat viene risvegliata grazie al suo abito e lei conosce Gunnar, un vichingo bellissimo di cui si innamora perdutamente prima di scoprire di essere il fidanzato della sua cara amica Meritxell. Ma il suo cuore giovane e ribelle la travolgerà in una serie di scelte sbagliate e si troverà a fuggire da Baalat, dalla sua famiglia, dal suo clan e forse anche da chi ama di più per ritrovarsi fin nel lontano deserto di ghiaccio pronta a tutto per salvare il suo amore e la bambina che porta in grembo.
Se il primo libro mi aveva appassionato, il secondo mi ha completamente catturato. Tra intrighi, segreti, misteri, amori e magia, non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine senza mai riuscire ad essere sicura di quello che credevo fosse la verità. Ogni nuova scoperta lasciava aperti dei sospetti, dei dubbi e non avevo idea di cosa avrei scoperto più avanti. Un’avventura al limite della forza umana, tra bellissime leggende antiche e luoghi inesplorati.
È stato bello poter capire la verità su certe questioni, conoscere meglio Selene e vedere Demetra, mi ha aiutato a togliermi alcuni dubbi e ho scoperto personaggi belli e interessanti che spero di ritrovare nel terzo libro. In questo libro si parla di destino, di amore, di ribellione, di fiducia e di amicizia. Niente è dato per scontato e ogni scelta si riversa sugli altri dalle conseguenze inaspettate. Ci sono omicidi, maledizioni, segreti di famiglia, creature misteriose e pericolose. Ma c’è anche l’amore… l’amore delle madri verso i suoi figli, l’amore di una donna verso il suo amato, il senso di colpa e la paura della solitudine ma anche la forza di superare le avversità per quanto insormontabili sembrino. Tra vecchi rancori e nuovi amici, la storia di Selene è solo l’inizio di quella che sarà la battaglia decisiva per le streghe. Un romanzo da leggere tutta d’un fiato che mi ha donato piacevoli ore di avventura ed emozione. Ho apprezzato moltissimo le leggende nordiche raccontate, è stato bello ritrovare le storie che tanto amo. Come per il primo, questa saga è adatta ad un pubblico giovane e prettamente femminile, ma è piacevole a qualunque età. Se il primo vi è piaciuto, vi consiglio di continuare la saga!
Sapevo che avrei scoperto la verità sulla nascita di Anaid, l’Eletta della Profezia di Om, ma non pensavo che tutto il libro fosse incentrato completamente su Selene, la madre di Anaid. Sono rimasta piacevolmente sorpresa e grazie a questo libro ho potuto soddisfare le mie continue curiosità sul passato dei personaggi, cosa che mi appassiona sempre molto. Anaid, dopo aver scoperto di essere non solo una strega, ma addirittura colei che metterà fine all’eterna lotta tra i due diversi clan di streghe: Omar e Odish. Fino a poco tempo fa non sapeva niente di tutto questo, ne era stata tenuta all’oscuro e non sapeva niente nemmeno su suo padre o sul misterioso passato della bella e affascinante Selene. E ora si ritrova protagonista di una vicenda che non conosce e una notte dovrà fuggire con sua madre senza poter salutare nessuno, lontana dal suo primo amore che non è ancora sbocciato. Ma perché devono fuggire così nella notte? Chi le sta inseguendo? Qual è la misteriosa e pericolosa missione che deve compiere? Per saperlo Anaid dovrà affrontare il passato suo e di sua madre, scoprire chi è veramente. Selene è pronta a dirle tutta la verità, nella speranza di aiutarla a compiere un passo difficile e impedirle di commettere i suoi stessi errori.

Voi lo avete letto? Che ne pensate?

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