18 aprile 2018

Recensione "La magia delle rune" di Jean-Paul Ronecker

aprile 18, 2018 2 Comments
Dopo tante letture accademiche sulle rune, mi sono buttata su un paio di testi più divulgativi a riguardo. Uno di questi è "La magia delle rune" di Ronecker di cui mi avete chiesto in tanti. Ringrazio per l'interesse che mostrate continuamente verso le mie letture e i miei consigli! Ho letto questo libro per rispondere alle vostre domande e spero di riuscire a soddisfare la vostra curiosità.


Titolo: La magia delle rune. Teoria e pratica
Autore: Jean-Paul Ronecker

Editore: L'Età dell'Acquario
Pagine: 172
Prezzo: 19,00 €
Data di uscita: 2°ed. 2017

voto:
Argomento: Le rune, l'antico alfabeto che Odino donò ai popoli del Nord, sono anche e soprattutto uno strumento magico che il runista, o vitki, utilizzava per conoscere il futuro e per indirizzare le forze occulte. Dietro ciascuno di questi segni si cela un significato che intreccia elementi naturali e mitologici: un'onda, l'oceano primigenio, il martello di Thor, la ierogamia tra cielo e terra. Ma le rune esprimono anche i principi a cui il vitki deve attenersi per conquistare il sapere e per poterlo utilizzare - e ciascuna di esse rappresenta una tappa del suo percorso iniziatico. Così, non è possibile servirsene per compiere il male, che inevitabilmente si ritorcerebbe contro chi l'ha evocato; né il vitki otterrà un qualche effetto se non è libero da false credenze, o se non ha fiducia nei propri mezzi e nelle rune. In questo libro Ronecker ci guida attraverso i diversi valori di questi segni remoti e suggestivi, ci mostra il loro potere e ci insegna a combinarli in formule e crittogrammi da incidere o dipingere per condizionare il destino.


Nell'ambito New Age le Edizioni L'Età dell'Acquario pubblica titoli interessanti ed è una delle poche case editrici a occuparsi anche di rune in ambito spirituale. Di loro sulle rune ho già letto "Introduzione alle rune" di D'Apremont e "Runemal" di Carmignani e Bellini di cui potete leggere la recensione QUI. Premetto subito per chi mi conosce, che questo libro non è un testo accademico per cui tenterò di valutarlo per lo scopo per cui è stato creato e per il tipo di pubblico a cui si rivolge.
Il testo, corredato da illustrazioni in bianco e nero, si divide in cinque capitoli. Il primo tratta brevemente l'origine storica delle rune in maniera abbastanza corretta, infatti vengono indicate le ricerche di molti studiosi importanti nel campo come Dumezil, Musset, Eliott, per indagare le varie ipotesi sulla nascita delle rune e il loro possibile utilizzo magico. L'autore collega le rune alla scrittura di Hallristinger dell'epoca neolitica e i vari accenni stimolano il desiderio di approfondire i vari temi come i poemi runici o le varie etimologie.
Il secondo capitolo si concentra sull'origine mitica delle rune e ho apprezzato molto questa distinzione. Tratta brevemente l'origine del mondo, il sacrificio di Odino e la scoperta delle rune senza inserire rielaborazioni personali.
Nel terzo capitolo si parla del potere delle rune. Esse vengono prese in considerazione esclusivamente per un uso magico, dunque viene fornita un'immagine generale per l'impiego delle rune come talismani magici. Si ripercorrono varie credenze sulla loro creazione, sulla funzione magica e il fine della pratica, avvertendo quanto sia importante studiare a lungo e approfonditamente le rune prima di utilizzarle. Le spiegazioni sono corredate da esempi tratti da saghe e iscrizioni.

Nella pratica magica, nulla è più pericoloso di evocare uno spirito che si è incapaci di controllare.

Nel capitolo quattro troviamo le ventiquattro rune dell'elder futhark spiegate una a una nel dettaglio. Ronecker divide le rune in tre oett. Esse sono viste infatti non solo come singole, ma anche come un sentiero di iniziazione diviso in tre fasi di comprensione ed elevazione spirituale. Dopo un'introduzione per ognu oett, per ogni runa vi sono le schede comprensive di nome nelle varie lingue, le grafie runiche e le corrispondenze di piante, colori, divinità, numero, pietra, astrologia, tarocchi e il valore fonetico. Infine una spiegazione con narrazioni mitologiche e rituali annessi, i vari culti e celebrazioni e consigli per l'uso magico.
Nel capitolo cinque, si parla di magia con le rune affidandosi alla teoria della magia del Caos, dunque considerando i simboli come dei canali attraverso i quali il mago dirige l'energia spirituale verso uno scopo. Ho apprezzato il lasciar scegliere al lettore il suo concetto di magia, indicando tre principali filoni di pensiero moderno. L'autore insiste molto sullo studio delle rune, sul meditare ogni runa e vederle nell'insieme perché interdipendenti. Esse sono parte di un sistema coerente e unificato. Inoltre aggiunge che non basta studiare le rune da sole, ma è fondamentale documentarsi sulla storia della cultura di cui fanno parte, i miti, la religione, il pantheon, le leggende ecc... Ma egli non ritiene indispensabile scegliere necessariamente la via nordica per usarle, cosa su cui non sono molto d'accordo.

Dovete impregnarvi del senso sacro delle rune, le quali devono diventare parte di voi stessi, costituire un aspetto del vostro linguaggio. [...] un simbolo diventa un agente magico solo dopo essere stato perfettamente assimilato all'immaginario, alla coscienza. [...] devono diventare come esseri viventi che popolano il vostro universo magico.

Egli suggerisce l'uso di talismani runici che chiama crittogrammi sotto forma di formule per fini ben precisi. Tratta la pratica del Fachwerk con cui venivano composte rune nelle travi delle case.

Le rune rappresentano un aspetto delle forze fondamentali dell'universo e possono essere utilizzate a fini magici.

Dopo un riepilogo con schede da consultazione rapida delle singole rune, parla della pratica dei crittogrammi runici indicando come si compongono le formule runiche mostrando diversi esempi e un rituale di consacrazione. Ronecker non dimentica di parlare di etica magica, ricordando che ogni azione ha una conseguenza da non sottovalutare.
Personalmente trovo che non si debbano usare se non si segue un percorso spirituale nordico e suggerisco sempre di studiare prima su testi accademici e i testi di mitologia.
Dunque ritengo che per chi si avvicina per la prima volta al mondo delle rune per una pratica magica, dopo aver studiato i miti nordici e testi più accademici, possa essere un inizio e uno spunto per capire se è ciò che fa per loro. Ci sono molte idee e molti concetti interessanti, il libro è semplice scorrevole e utile in ambito magico per chi comincia per la prima volta. Insieme a "Introduzione alle rune" di D'Apremont credo che sia uno dei testi base migliori per semplicità che si trovano in italiano riguardo l'uso delle rune in ambito magico, pur con tutti i limiti di un testo molto introduttivo da approfondire che non pretende di essere un testo accademico ma rimane in ambito new age.


Voi lo avete letto? Che ne pensate?

03 aprile 2018

Recensione "Fame" di Knut Hamsun

aprile 03, 2018 7 Comments
"Fame" è stato il primo libro che ho letto di Knut Hamsun nel 2013 e il suo stile di scrittura mi ha subito conquistata, nonostante sia una lettura dal ritmo lento che non sono riuscita a inquadrare subito. È stata una lettura la cui comprensione è maturata solo una volta completata. Finire questo libro mi ha fatto sentire come purificata e mi ha portato a riflettere molto. Più passa il tempo e più mi rendo con di quanto Hamsun sia un autore forte, doloroso e magnifico. Questa recensione, già apparsa anni fa qui sul blog, è stata pubblicata sul primo numero della rivista Psinapsi del Progetto Studentesco Indipendente dell'Università di Firenze di cui vi parlerò a breve. Dunque la ripubblico oggi, su gentile e pacata insistenza del professor Luca Taglianetti, che ringrazio.



Titolo: Fame
Autore: Knut Hamsun
Editore: Adelphi
Pagine: 186
Prezzo: 10,00 €
Data di uscita: 2002

voto
Trama: I solitari deliri e le tortuose riflessioni di un giovane scrittore errante nella vita urbana, accompagnato dalla sua inesorabile antagonista, la fame. Un romanzo che sta sulla soglia della grande letteratura del Novecento. «Un capolavoro di naturalismo visionario, la versione moderna e tragica dell'idillio anarchico-romantico del perdigiorno».


«A quel tempo ero affamato e andavo in giro per Christiania, quella strana città che nessuno lascia senza portarne i segni... »

E questo libro il segno lo lascia a noi lettori, spettatori di un racconto che è quasi interamente un monologo interiore, probabilmente ispirato ad alcune esperienze realmente vissute da Hamsun, autore premio Nobel per la letteratura.
Fame è il romanzo che gli ha dato notorietà, un libro che mostra le inquietudini dell'uomo moderno del novecento, anticipando così i temi ricorrenti del nuovo secolo.
Il protagonista vaga per Christiania (l'attuale Oslo) assediato dalla Fame con cui lotterà durante tutto il racconto, una fame non solo fisica ma anche mentale, una lotta contro la società nella speranza di ritrovare l'affermazione personale e una connessione pura con la natura, la propria verità soggettiva e psicologica.
Fame è scritto in maniera allucinata, quasi onirica, in cui i fantasmi perseguitano il protagonista ed ogni avvenimento viene visto e vissuto attraverso i suoi occhi, la cui fame lo porta vicino alla pazzia. Il dolore fisico quasi scompare quando si immerge nella bellezza della natura divina per cui ha una concezione panteistica.
La natura infatti si fonde con i sentimenti del protagonista, diventando essa stessa non un fatto estraneo alla vicenda, ma una identificazione dell'animo umano.
L'individuo in Hamsun è una persona in costante lotta, lacerato ed angosciato in cerca di un posto nella società, agognando al contempo una fuga da essa perché vissuta come una situazione irreale, estraniante e crudele. Una società che ti accetta per annientarti, inglobarti in meccanismi fasulli annullando l'individualità, i sogni e le speranze.
E sono proprio gli ideali e i sogni del protagonista di Fame che vengono messi alla prova continuamente, distrutti, disprezzati, incompresi.
"I tanti rifiuti, le promesse dette a mezza voce, i tanti «no», le speranze illusorie di cui m'ero per tanto tempo nutrito, i nuovi tentativi, che ogni volta si dimostravano vani, avevano fiaccato il mio coraggio."
Questo porta il protagonista all'isolamento da cui non riesce a uscire, attaccato com'è ad una etica personale e profonda. Non accetta compromessi e finisce per fare pazzie pur di non perdere stima di sé stesso, per non cadere così in basso e diventare vile oltre ad essere miserabile e senza speranza. La scrittura è l'unica cosa che ama, l'unica che lo fa sentire vivo e che lo avvicina alla natura, ma il dover trovare del cibo per sopravvivere rende la scrittura ansiosa, macchinosa e porta ogni suo tentativo al fallimento.
C'è un vero rifiuto del sopravvivere fine a sé stesso e anzi quasi una soddisfazione nel soffrire di stenti, come se ci fosse una purificazione nel suo dolore fisico ed emotivo.
In questa storia non c'è un viaggio, ma un eterno vagabondare errando tra i meandri della psiche con i suoi irrazionali alti e bassi, fugaci pensieri, sentimenti contrastanti e gli effetti terribili della fame e del senso di sconfitta.
I suoi tentativi di guadagnarsi da vivere scrivendo, la sua fame e il suo rapporto con Dio contro il quale si scaglia nei momenti di disperazione per poi ripartire nel tentativo di non farsi vincere da una società che sembra averlo rifiutato in quanto lui stesso non ha accettato di farne davvero parte.
I pochi soldi che guadagna finiscono per essere sperperati nei modi più assurdi e si dispera più di non essere compatito che di mangiare. L'unica soluzione la trova nella fuga, febbricitante e disperato capisce che non può essere accolto dalla sua patria finché non imparerà a trovare il suo posto.
Lo stile scorrevole e lirico rendono questa lettura un momento intimo e profondo, lontano eppure vicino a noi e alla condizione moderna dell'uomo e del suo modo di vivere.
Un libro incentrato sui "mondi segreti che si fanno, fuori dalla vista, nelle pieghe nascoste dell'anima, quei meandri del pensiero e del sentimento, quegli andirivieni estranei e fugaci del cervello e del cuore, gli effetti singolari dei nervi, i morsi del sangue, le preghiere delle nostre midolla, tutta la vita inconscia dell'anima."
Si tratta quasi di una poesia in cui l'amore di Hamsun per la scrittura, per la natura, per l'anima si ergono contro tutto il resto. Nella storia c'è il protagonista e poi c'è il resto. Un resto che esiste attraverso di lui, ma che rimane estraneo.

"E intorno a me covava sempre la stessa oscurità, quella stessa eternità nera e imperscrutabile, contro la quale si inalberavano i miei pensieri incapaci di afferrarla. Con che cosa potevo paragonarla? Feci sforzi disperati per trovare una parola abbastanza grande per definire quel buio, una parola così crudelmente nera da annerire la mia bocca quando l'avessi pronunciata."

Voi lo avete letto? Che ne pensate?


23 marzo 2018

5 film che ho visto prima di leggere i libri da cui sono tratti

marzo 23, 2018 21 Comments

Finalmente torno a scrivere sul Portale, ho delle recensioni pronte da pubblicare e tante novità! Ormai sto ultimando la tesi e la fine si avvicina, ma avendo ripreso a lavorare sono sotto pressione e con davvero poco tempo disponibile. Cercherò di fare del mio meglio... Nel frattempo vi anticipo che sto organizzando un evento interessante per tutti coloro che sono appassionati di mitologia nordica e storia vichinga! Ma ve ne parlerò meglio più avanti... Tornando a noi, oggi vi parlo di 5 film che ho visto prima di leggere i libri da cui sono tratti... Di solito come tutti gli appassionati lettori, tendo a leggere il libro prima di guardare il film ma ogni tanto capita o mi è capitato di sgarrare a questa regola per vari motivi.


❥ Via col vento diretto da Victor Fleming nel 1939 con Vivien Leigh e Clark Gable è tratto dall'omonimo libro di Margaret Mitchell (1936) ed è uno dei miei libri preferiti in assoluto. Il film ha vinto ben 10 premi oscar e io l'ho visto e rivisto non so quante volte da bambina senza capirci molto. Alcune battute le ricordo ancora a memoria, tuttavia il film ormai oggi risulta lento e lungo e rispetto al libro non mostra neanche un decimo di ciò che viene narrato, quindi se avete visto il film ma non avete letto il libro vi consiglio di rimediare perché scoprirete un mondo intero! Adoro le storie in cui si parla anche della tratta degli schiavi o della loro lotta per la libertà e poi c'è Rhett... il mio personaggio preferito in assoluto! Lo amo! Una storia unica che non tratta d'amore. QUI potete trovare la mia recensione.

La storia infinita è un altro film della mia infanzia, diretto da Wolgang Petersen nel 1984, anche questo è tratto dal libro omonimo per ragazzi di Michael Ende (1979). Un film che mi ha segnata e che mi è rimasto nel cuore... ma mi ha anche lasciato dei traumi terribili! Insomma vogliamo parlare della morte di Artax nelle paludi della tristezza? Hanno creato una generazione di ragazzi traumatizzati e fatto arricchire così gli analisti! E insomma, Gmork come si dimentica? Il nulla che divora tutto... un bambino che legge un libro e deve salvare il regno della fantasia... c'è tutto ciò che può far sognare (e traumatizzare) un bambino. E del libro? Devo ammettere che il libro mi ha molto deluso... l'ho letto ormai adulta e mi aspettavo di ritrovare il film, tuttavia il film affronta solo la prima metà del libro e la seconda metà (che se non sbaglio ha dato spunto al secondo film che ho trovato davvero pessimo) non mi è proprio piaciuto. Bella l'idea dei ricordi persi da recuperare e il messaggio che c'è dietro ma mi ha lasciato un senso di angoscia e oppressione che non me ne ha fatto apprezzare la lettura, non so perché... e tra l'altro l'ho trovato lento e un po' noioso se non fastidioso. Mi dispiace perché l'autore mi piace, il suo libro "Momo" è uno di quelli che ho amato di più da bambina. Chissà magari potrei ritentare una seconda lettura un giorno...

❥ Dal libro Piccole donne di Louisa May Alcott (1868) sono stati tratti molte versioni filmiche, io ho visto la versione del 1994 diretta da Gillian Armstrong con un cast di attori famosi come Winona Ryder e Susan Sarandon. La storia mi piaceva tanto perché mi ricordava me e le mie sorelle (anche se noi siamo tre). Ricordo che era l'unico romanzo che avevamo quando ero molto piccola e mia sorella maggiore me lo raccontava mentre io osservavo le illustrazioni, quindi sono molto affezionata a questa storia. Solo molti anni dopo sono riuscita a leggerlo da sola e ho scoperto che il film tratta anche Piccole donne crescono e non si ferma ai racconti di Piccole donne, tuttavia il seguito devo ancora leggerlo, ma è così doloroso per me pensare alla storia che rimando sempre. Potete leggere la mia recensione al libro QUI.

❥ Cruel Intentions, diretto da Roger Kumble nel 1999, è la trasposizione cinematografica rivista in chiave moderna del libro "Le relazioni pericolose" di Choderlos de Laclos. Quando lo vidi la prima volta non avevo idea che fosse tratto da un libro, avevo 11 anni e mi piacque davvero molto, nonostante fosse un film abbastanza forte per una ragazzina della mia età e con tematiche controverse. Il film mi ha fatto piangere e anche se è un film poco valido ne ho comunque un bel ricordo e l'ho sempre rivisto volentieri. Lo scorso anno ho finalmente letto il libro e devo dire che l'ho apprezzato moltissimo! Avevo sentito pareri discordanti sul testo, ma personalmente trovo che sia una lettura da fare, fa riflettere è intrigante e parla di persone intelligenti e perfide! Che possiamo volere di più?

❥ Tuck Everlasting è un film del 2002 diretto da Jay Russel tratto dal romanzo "La fonte magica" di Natalie Babbitt (1975) che non conoscevo. Questo film lo noleggiò mia sorella quando uscì e lo vidi senza aspettarmi molto. Ad oggi posso affermare che è uno dei miei film preferiti! Uno di quelli che mi fa piangere ogni volta che lo vedo... Non so perché sia passato inosservato e quasi tutte le persone che conosco e che l'hanno visto non l'hanno apprezzato o almeno non particolarmente. Ma io trovo che sia bellissimo e lasci un messaggio profondo e importante. Dopo averlo visto ed essermene innamorata ho deciso di leggere il libro che è davvero carino, un libro per ragazzi dolce e magico... Ho scoperto che è stato tratto anche un altro film da questo libro negli anni '80 e cercherò di recuperarlo e vederlo.
E voi che ne pensate? Avete visto questi film o letto i libri?

"Il profumo del mosto e dei ricordi" di Alessia Coppola - Release Party + Extra

marzo 23, 2018 2 Comments

Riemergo dall'oblio per parlarvi di un libro di prossima uscita, si tratta di un romanzo di narrativa contemporanea molto dolce scritto dalla blogger e illustratrice Alessia Coppola. Ho deciso di partecipare a questa release con le altre colleghe blogger e lasciarvi un piccolo extra dell'autrice su questo suo ultimo romanzo.

Alessia racconta...
Il nonno dell’autrice aveva un vigneto, ettari ed ettari di terreno. La madre le raccontava spesso di quando da bambina correva tra i filari. Questo ricordo dell’infanzia appartenente al genitore le si è stampato in mente, ponendo il primo seme del romanzo.

Titolo: Il profumo del mosto e dei ricordi
Autore: Alessia Coppola
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 320
Prezzo: ebook 4,99€; cartaceo 10€
Data di uscita: 29 marzo 2018

Ogni famiglia ha i suoi segreti
I legami familiari non si spezzano mai
Lavinia vive a Firenze, dove studia e lavora come restauratrice. Quando un telegramma le annuncia la morte del nonno, che non ha mai conosciuto, sarà proprio lei a partire per la Puglia per valutare l’eredità ricevuta. Al suo arrivo trova un’antica masseria da ristrutturare, terre e vigneti in stato di abbandono, ma trova anche una grande famiglia pronta ad accoglierla. Abituata alla città, Lavinia si sente quasi a disagio in quell’ambiente rustico, e mal sopporta le premure e l’affetto che tutti le riservano, convinti che lei sia lì per risollevare le sorti della tenuta. E invece Lavinia è pronta a venderla, anche se non ha il coraggio di confessarlo. Quel viaggio in una terra sconosciuta, selvaggia e vigorosa, ha però in serbo delle sorprese. Alessandro, il giovane agronomo che lavorava a fianco del nonno, le farà conoscere ogni angolo della proprietà, la guiderà alla scoperta delle sue radici, narrandole storie che nessuno le ha mai raccontato. Ripercorrere insieme a lui quel passato, avvolto nel mistero e capace di risvegliare tanti ricordi, le farà cambiare idea su molte cose…

Un’eredità inattesa
Un viaggio alla scoperta di legami familiari sconosciuti
Un amore capace di vincere le ombre del passato

BIOGRAFIA
Alessia Coppola
È un’autrice, blogger e illustratrice pugliese. Artista poliedrica, ha all’attivo numerose pubblicazioni che spaziano dalla narrativa per l’infanzia, al fantasy e alla narrativa contemporanea. Il profumo del mosto e dei ricordi è il suo primo romanzo per Newton Compton Editori.




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Voi che ne pensate? Avete già letto qualcosa di suo?

23 febbraio 2018

Recensione: "Cento passi per volare" di Giuseppe Festa

febbraio 23, 2018 2 Comments
La montagna è una grande insegnante di vita e imparare a vivere senza la vista porta a rivedere la propria vita e ad affidarci agli altri sensi permettendoci di assaporare ciò che con la vista spesso dimentichiamo. E questo libro ci mostra quanto l'amicizia sia importante.

Titolo: Cento passi per volare
Autore: Giuseppe Festa
Pagine: 128
Prezzo: € 12,90
Editore: Salani
data di uscita: Narrativa
voto:
Trama: Lucio ha quattordici anni e da piccolo ha perso la vista. Ricorda ancora i colori e le forme delle cose, ma tutto adesso è avvolto dal buio. Ama la montagna, dove va spesso con Bea, la zia che adora, quella della sciarpa di seta, perché lì i suoi sensi acutissimi gli mostrano un mondo sconosciuto agli altri. In montagna tutto è amplificato, e il vento porta profumi, suoni e versi di animali, cui non facciamo quasi più caso. Lucio se ne inebria, li conosce meglio di quanto conosca se stesso, cammina e si arrampica per i sentieri con più sicurezza di molti ragazzi di città. Ed è proprio tra quei monti, sulle Dolomiti, che, durante una passeggiata sul Picco del Diavolo con la sua nuova amica Chiara, la storia di Lucio si intreccia a quella di un aquilotto, Zefiro, rapito da bracconieri senza scrupoli. Tutto sembra perduto, ma la Montagna freme di vita e indizi, e potrebbe rivelare la verità a chi, come Lucio, la sa ascoltare…
Un romanzo da sentire con tutti i sensi, un’opportunità unica di intuire quei messaggi della natura che spesso rimangono segreti, e che accende la consapevolezza di quanto sia ricca la diversa normalità di chi non vede con gli occhi. Un’esperienza da vivere spiegando le ali. Età di lettura: dai 10 anni.
Libro realizzato in collaborazione col C.A.I. - Club Alpino Italiano


Ci sono momenti della vita in cui l'unica cosa di cui avrei bisogno è una vacanza in montagna. Passeggiare tra i boschi, ascoltare il canto degli uccelli, immergere le mani nei fiumi e assaporare l'odore degli alberi, vedere i suoi colori... Tutto questo mi fa rinascere e in qualche modo mi sento sempre rigenerata. Il problema è quando fuggire dalla città per andare in montagna non è possibile. È in questi casi che so di potermi rifuguare tra le pagine di un libro di Giuseppe Festa. In qualche modo riesce sempre a farmi sentire un po' di quella montagna lontana in cui non posso essere al momento. Ed è per questo motivo che aspetto con ansia ogni nuova uscita.
"Cento passi per volare" è il primo libro di una nuova collana editoriale della Salani Editore, "I caprioli", in collaborazione con il Centro Alpino Italiano.
In fondo leggere un libro è quasi come salire una montagna. Pagina dopo pagina, passo dopo passo, si compie un percorso che ti promette avventure, emozioni e conoscenze, e più ti addentri nella storia più ne vieni coinvolto e non vedi l'ora di scoprire cosa c'è in fondo. È così anche quando sali una montagna (...) Man mano che sali la vista si amplia sempre più e sulla vetta abbracci l'intero orizzonte. Ti prende un senso di appagamento, senti che ti sei arricchito di un'esperienza che rimarrà per sempre un tuo patrimonio. È simile alla sensazione di quando alla parola fine chiudi la copertina del libro che hai letto: in quel momento rivolgi il tuo sguardo interiore sulla storia che hai concluso e senti che ti sei arricchito di emozioni e di sapere.
E mai parole furono più azzeccate di questo piccolo libro che in poche pagine tratta importanti tematiche, utili soprattutto ai giovani ragazzi che di montagna conoscono poco. La storia di Lucio, un ragazzo non vedente si intreccia a quella del piccolo Zefiro un cucciolo di aquila sotto mira da due bracconieri senza scrupoli. Entrambi dovranno imparare a volare e la loro crescita sarà di esempio per gli altri. La storia di Lucio è una storia dolce e commuovente. Pur non vedendo il giovane ragazzo di appena quattordici anni non si perde d'animo e con il suo entusiasmo e il suo impegno ci insegna a
non dare niente per scontato ma anzi ad apprezzare ogni momento che viviamo, ogni colore che vediamo, ogni sensazione che proviamo. Giuseppe Festa ci fa assaporare la montagna in un modo tutto nuovo, dandoci la sensazione di essere lì. Ci priva della vista per donarci qualcosa di più profondo, un'esperienza che va oltre questa lettura e ci fa capire quanto è importante il mondo oltre le apparenze. Quella che viene vista come una disabilità, per Lucio diventa un punto di forza e dimostra quanto ogni ostacolo possa diventare il gradino verso la felicità e il successo. Anche la storia di Zefiro mi ha toccato molto, ho sofferto e sperato per lui e adesso so che per affrontare il mondo abbiamo bisogno di affidarci agli amici ma anche avere il coraggio di prendere il volo.
Cento passi per volare è una storia breve, semplice, dolce, ma che racchiude in sé la potenza di un messaggio profondo e un insegnamento che va oltre questa storia. Un libro per i piccoli ma che è piacevole a tutte le età e leggerò sicuramente a mio nipote per spiegargli che vedere non è scontato e che la montagna è un'insegnante dura ma i suoi insegnamenti rimangono per la vita.
Consapevole delle emozioni, ma anche dei rischi; della bellezza, ma anche del rispetto dell'ambiente; dell'opportunità di nuovi incontri e amicizie, ma anche del senso di responsabilità. In questo modo potrai anche compiere un percorso di crescita personale.
Solo conoscendo le montagne potrai viverle con sicurezza e ‘riconquistarle', quasi ripercorrendo le orme dei primi esploratori. Non riceverai solo emozioni, perché la natura alpina è come un grande libro aperto e se saprai leggerlo ti arricchirai di innumerevoli saperi.

E voi che ne pensate? Lo avete letto?

07 febbraio 2018

WWW Wednesday #1 - 2018

febbraio 07, 2018 6 Comments
La scorsa settimana la luna piena mi ha portato tanta confusione ed energie difficili da gestire. In compenso dopo qualche giorno inconcludente, mi sono trovata a recuperare mille cose finendo per essere sommersa da mille nuove idee e progetti. Intanto vi lascio un aggiornamento sulle mie letture attuali, sperando di tornare a leggere con il ritmo di un tempo che orami sembra diventata un'utopia. Per via della tesi sono concentrata più sulla saggistica ma cercherò di parlavi almeno qui di romanzi e letture personali.

Ho appena finito il terzo volume di una saga che ho amato moltissimo: "L'accademia del Bene e del Male. L'ultimo lieto fine" di Somain Chainani. So che questo mese esce il quarto volume e sono davvero curiosa di leggerlo! Per chi fosse interessato ho recensito il primo volume della saga QUI.

"Cento passi per volare" di Giuseppe Festa. Finalmente Giuseppe Festa ha pubblicato un nuovo libro! Chi mi segue sa che sono una sua fan accanita e tornare a leggere le sue storie è sempre un momento magico in cui posso estraniarmi dal mondo. Se non avete ancora letto i suoi libri vi consiglio di farlo! Vi lascio i link delle recensioni: Il Passaggio dell'Orso, L'ombra del gattopardo, La luna è dei lupi.

 Non so ancora cosa leggerò, sono talmente immersa nelle letture di saggistica che il tempo per leggere romanzi scarseggia parecchio... ma credo che leggerò "Beowulf" di Tolkien. Voi avete consigli?

E voi? Cosa state leggendo?

30 gennaio 2018

Recensione "Olga di Carta. Jum fatto di buio" di Elisabetta Gnone

gennaio 30, 2018 6 Comments
Sono reduce da una lieve ma lunga influenza e solo ora tra i miei viaggi e gli impegni, riesco a parlarvi della mia prima lettura del 2018 che mi ha accompagnato durante le vacanze. Ho letto il secondo volume delle avventure di Olga subito dopo il primo e adesso già mi mancano gli abitanti di Balicò! Inoltre adoro i paper cut di Linda Toigo che trovo perfetti per le storie di Olga Papel. Non vedo l'ora che esca una nuova avventura di Olga per conoscere altri segreti e scoprire nuove magiche storie.

Titolo: Olga di Carta. Jum fatto di buio
Autore: Elisabetta Gnone
Editore: Salani
Pagine: 225
Prezzo: 14,90 €
Data di uscita: novembre 2017

Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie oppure non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto la gente si metteva ad ascoltare...
È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto. Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro. Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere.
Dopo Olga di carta - Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.

L'inverno si porta via le foglie e lascia gli alberi spogli. A volte mi chiedo se abbiano freddo mentre il vento gli accarezza i rami nudi. Ci sono dei momenti in cui mi sento come loro nel silenzio della notte. Quando i ricordi mi assalgono, spesso proprio vicino al Natale, mi torna in mente Jum. Quando sentiamo un enorme vuoto dentro e pensiamo di aver perso qualcosa di importante per sempre, lui è Jum. Quando ci sentiamo persi e non abbiamo ragioni per essere felici, arriva Jum. Se la sofferenza ci priva di vivere la nostra vita ecco che siamo accompagnati da Jum. Si dice che dare un nome a qualcosa gli impedisce di avere potere su di noi. Ed è questo uno dei doni che ho ricevuto dalla lettura di Jum fatto di buio. Quel buio che a volte ci divora dentro ha accompagnato tutti noi qualche volta nella vita, ma non dobbiamo averne paura perché il vuoto può essere riempito e la felicità può nascondersi negli angoli più impensabili se solo decidiamo di non legarci a Jum.
Tornare a Balicò con Olga, Bruco e tutti gli abitanti è stato un po’ come sentirsi di nuovo a casa. Sotto la neve invernale della festosa cittadina, Olga torna con una nuova storia, anzi no! Tante storie e tanti protagonisti tutti diversi eppure tutti accomunati dall’incontro con Jum. La magia della penna di Elisabetta Gnone è quella di farti sentire parte della storia, di partecipare come se fossi lì a vedere tutto ciò che racconta perché ogni storia in fondo parla anche di ognuno di noi. Nelle nostre differenze, nelle vite che abbiamo vissuto, siamo tutti accomunati da felicità e dispiaceri, amicizie e addii, impegni e divertimento. Attraverso questa favola dolce e malinconica ma potente come un fuoco che divampa, possiamo riconoscere il nostro buio, accoglierlo e accettarlo. È vero, il vuoto non svanisce ma può diventare piccolo piccolo fino a non sentirlo e se ci lasciamo aiutare dagli amici tutto può diventare migliore. Le storie di Olga sono magiche, e non perché narrano solo di avventure e fanno riflettere, ma perché curano. In Olga ci sono moltissime tematiche eppure nonostante l’importanza degli argomenti trattati non viene meno il piacere della lettura e la leggerezza delle fiabe. Perché di questo si tratta, fiabe narrate dentro la cornice di una grande fiaba di cui ci sentiamo alla fine parte anche noi.
Come gli abitanti di Balicò anche io amo le storie di Olga, ma quando narra di Jum fatto di buio tutti gli abitanti si spaventano, la voce di un mostro divoratore si sparge per il paese spaventando tutti e lasciando spazio a pregiudizi e superstizioni che creano solo confusione e problemi. Per questo è importante ascoltare, ma ascoltare davvero, prima di dare giudizi o di mettersi in allarme. Il costo è molto alto se lasciamo alla paura il potere di guidare le nostre azioni in cerca di un colpevole esterno pur di non vedere davvero cosa abbiamo nel nostro cuore. Se solo ci fermiamo un attimo ad accogliere quel buio e a riconoscerlo per ciò che è allora ne saremo avvolti per un attimo per scoprire che non è più minaccioso, ma dolce e confortevole perché fa parte di noi e siamo noi a decidere il ruolo che deve avere nella nostra vita. Avere paura di Jum gli da solo potere perché come dice Olga in realtà questa storia fa ridere! Ridere di cuore perché dopo i racconti di Olga rimaniamo pieni di coraggio, fiducia e speranza. Il dolore non va ignorato ma va compreso e accettato. Parlare di tematiche così difficili come la paura, il dolore, l’abbandono e la morte in libri per bambini non è mai un compito semplice. Eppure Elisabetta Gnone lo fa con una capacità straordinaria, la sua penna dipinge con dolcezza tutte le sfaccettature della vita senza nasconderci niente, senza proteggerci ma dandoci gli strumenti per affrontarla con tutti noi stessi. Questo secondo libro di Olga mi ha emozionato ancora di più del primo, è forse meno avventuroso perché la storia non è un viaggio straordinario ai confini del mondo, ma tante favole che portano diritto dentro noi stessi. Eppure dopo questa lettura mi sento arricchita e adesso che lo conosco non temo più Jum, so come sconfiggerlo e penserò sempre a Olga, Valdo e gli altri. In attesa della prossima avventura e della prossima storia.


"Siamo lumini che attendono di splendere, il buio non ci appartiene"
E voi? Avete letto Olga di Carta? Che ne pensate?

24 gennaio 2018

5 classici che mi vergogno di non aver ancora letto

gennaio 24, 2018 22 Comments
Eccomi! Ebbene si, sono tornata dal mio breve esilio oltre oceano... Ho molte novità ma anche tanti impegni quindi ho deciso di inaugurare il nuovo anno sul blog (lo so che siamo quasi a febbraio ma sono sotto tesi) con la mia prima puntata di una rubrica molto carina ideata dal blog Twins Books Lovers. Per sapere di che si tratta seguite il link per la presentazione!


La scorsa settimana il tema era:
5 classici che mi vergogno di non aver ancora letto
Ed ecco qua (in ritardo!) la mia lista.
A me piacciono moltissimo i classici, o meglio, adoro qualunque libro che mi faccia emozionare indipendentemente dal target o dal genere. Non mi vergono di ciò che leggo e nemmeno di ciò che non ho letto, al massimo mi agito perché è troppo tempo che desidero leggerli e per un motivo o per un altro non l'ho ancora fatto... ma speriamo che questo post mi dia magari l'ispirazione giusta!



Anna Karenina di Lev Tolstoj

Ero molto indecisa tra questo e Guerra e Pace, purtroppo mi mancano entrambi ma Anna l'avevo cominciato moltissimi anni fa leggendo voracemente in momenti di attesa a casa di un'amica e per anni non sono più riuscita a comprarlo e leggerlo, quindi spero di rimediare presto.

Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas

Ecco, questo è il libro che più di tutti mi dispiace averlo tra i libri ancora non letti. La cosa buffa è che inizialmente non ero particolarmente attratta da questo libro e poi un giorno mi sono svegliata con un desiderio di leggerlo che non mi ha più abbandonato e la certezza che lo avrei amato. Adesso è nella mia libreria che aspetta il suo momento ma finisce sempre che ho altro di più urgente. 

Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen

Ho sempre snobbato i libri della Austen per un'immotivata antipatia verso l'autrice. Ora per fortuna questa follia mi è passata e non vedo l'ora di leggere i suoi libri perché penso che mi piaceranno, tuttavia non ho ancora trovato il momento giusto sebbene quest'estate lo avessi cominciato.

1984 di Orwell

Di questo libro ne ho sentito parlare allo sfinimento tanto che mi sembra di averlo già letto, e invece è uno di quelli in attesa che devo assolutamente leggere. Allo stesso modo mi inquieto facilmente per cui devo trovare il momento giusto.

Al faro di Virginia Woolf


Questa autrice mi ispira molto eppure non ho ancora mai letto niente di suo. Ho letto molto su di lei ed è ora che mi avvicini alle sue opere sebbene sia più attratta dal suo saggio "Una stanza tutta per sé" credo sia più giusto cominciare con un romanzo.


E voi? Quali classici vorreste leggere che ancora aspettano il loro turno?

18 dicembre 2017

Anche le streghe prendono l'aereo

dicembre 18, 2017 0 Comments
Pensavate che le streghe volassero solo a cavallo delle scope? Ma immaginate che scomodità viaggiare sotto freddo e pioggia su un manico di scopa per ore! Quindi si, anche le streghe sfruttano la modernità e quando possono ne approfittano e scelgono un comodo aereo invece della scopa. Scherzi a parte, il motivo per cui ultimamente non ho avuto il tempo di pubblicare molto sul blog è che domani prendo un aereo per andare in Messico. Sono cinque anni che non ci vado e non vedo l'ora di tornare a visitare le piramidi e prendermi qualche giorno tranquillo lontano dallo stress dei mille impegni che ho. Ma non preoccupatevi! Continuerò ad aggiornarvi su facebook ma sopratutto su instagram con foto e anche qualche diretta (che sarà ovviamente caotica e insensata), quindi se avete voglia di seguirmi mi trovate lì e sarò felice di fare quattro chiacchiere con voi dall'altra parte dell'Oceano. Torno in Italia qualche giorno dopo befana, quindi non sarà facile per me stare sul blog, ma almeno sui social farò il possibile. Adesso mi metto a ricontrollare la valigia sperando di non dimenticare niente!
A presto!

13 dicembre 2017

WWW Wednesday #2 - 2017

dicembre 13, 2017 2 Comments
In questi giorni l'allergia non mi sta dando tregua, ma non riesco a stare lontana dalla mia gatta nel poco tempo che ho per coccolarla. Inoltre sto andando su e giù con il treno tra varie città a fare moltissime cose prima di... beh ve ne parlerò a tempo debito! Ma tornando a noi, ho finito il corso di Teatro all'Università di Firenze e già i ragazzi mi mancano, ma li rivedrò sicuramente il prossimo anno. Come avete visto non ho avuto molti aggiornamenti da fare, purtroppo ho avuto qualche problema con la tesi, cosa che mi ha portato via quasi tutto il tempo rimasto e dunque il blog è rimasto attivo solo per i post sui vichinghi (tra l'altro vi ringrazio per l'accoglienza positiva su questo argomento, farò sicuramente altri articoli a riguardo). Quindi... dove eravamo rimasti? Oggi mi perdo terribilmente in chiacchiere! Nei miei vari viaggi sono stata in biblioteca perdendomi tra molti bellissimi volumi e alcuni di questi sono riuscita a portarli via, per cui ve li mostrerò in In My Malbox, solo che essendo tanti li suddividerò in più puntate. Cominciamo con l'aggiornamento attuale delle letture:

Sto leggendo moltissimi saggi per la tesi, ma non credo possano essere di vostro interesse per cui ho deciso di mostrarvi un libro che ho trovato molto utile sulla scrittura della tesi ovvero "Come si fa una tesi di laurea" di Umberto Eco. Nonostante gli anni rimane comunque valido e aiuta chi comincia a lavorare alla tesi universitaria ma non sa dove mettere le mani.


"Olga di Carta" di Elisabetta Gnone. Era moltissimo tempo che volevo leggerlo e anche se ho davvero poco tempo ho deciso di cominciarlo in occasione dell'uscita del secondo libro che voglio leggere subito dopo. Ve ne parlerò sicuramente sperando di finirlo in settimana.

Ovviamente "Jim fatto di buio" di Elisabetta Gnone, il secondo di Olga di Carta appena uscito nelle librerie. Vorrei potermici dedicare completamente e non poterlo fare mi dispiace un sacco!


E voi? Cosa state leggendo?