Visualizzazione post con etichetta Salotto Letterario. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Salotto Letterario. Mostra tutti i post

13 febbraio 2017

Blogtour "Strider - La grande foresta" di Andrea Grassi. Presentazione, Intervista all'autore e Giveaway

febbraio 13, 2017 19 Comments
Bentrovati Viandanti! Torno dall'oblio con un blogtour a cui tengo davvero molto! Ringrazio l'autore per aver gentilmente messo a disposizione una copia in regalo per voi e per la sua disponibilità a prestarsi a questo piccolo progetto. Spero che possa piacere anche a voi quanto è piaciuto a me! La mia recensione del libro potete trovarla QUI.

Strider – La Grande Foresta è il primo libro di una saga fantasy ricca d’azione e mistero, ambientata in un mondo originale. Il volume, disponibile su Amazon in versione cartacea ed e-book, vanta la preziosa collaborazione di Ivan Calcaterra, noto illustratore di Nathan Never che ha arricchito il libro di splendide illustrazioni. La copertina è resa unica dai colori del grande Giuseppe Di Dio.
Titolo: Strider - La grande Foresta
Autore:
Andrea Grassi
Editore: CreateSpace IPP (Amazon)
Pagine: 340
Prezzo: 8,22 € ebook:
0,99 €
Data di uscita: 24 giugno 2013
Trama:  Un tempo vi fu una guerra terribile, un conflitto tra gli uomini... e qualcos’altro.
La Storia è un susseguirsi d’invasioni e soprusi, ma nessuno era preparato ad affrontare ciò che uscì dalla nebbia che un giorno avvolse il Nord. Da quel momento qualcosa cambiò per sempre, nel mondo e nelle persone.
Ma, per due ragazzini di quello che potrebbe essere l’ultimo villaggio ancora esistente, la Nebbia Nera ed i guerrieri conosciuti come Strider sono solo vecchie storie…
Un giorno, durante una battuta di caccia un po’ avventata, Ian ed Elana incappano in qualcosa di eccezionale: un trovatello, svenuto nel peggior posto in cui si possano perdere i sensi.
Il ragazzo non ha alcuna memoria del proprio passato né del mondo che lo circonda, eppure da quel momento i loro destini saranno intrecciati, perché la Progenie non è solo un ricordo e la guerra… forse non è mai davvero finita. Tre amici saranno costretti ad intraprendere un viaggio che li cambierà radicalmente; un racconto di eroi, creature mostruose e cospirazioni.

L’autore: Andrea Grassi, classe 1981, è laureato all’Università Cattolica di Milano e lavora come Product Manager. Vive con sua moglie in un minuscolo paesello pieno di vecchini.


Da quando ho aperto il blog ho ricevuto tantissime mail di esordienti, tra queste rimasi piacevolmente colpita da quella ricevuta da Andrea Grassi che mi proponeva la lettura della sua "storiella" con un'umiltà e una gentilezza raramente incontrate nel mondo degli scrittori. Si vedeva che aveva letto con attenzione il mio blog per capire se il libro poteva essere di mio gusto e me l'ha presentato dettagliatamente senza imporsi e senza pretendere. Questo mi ha spinto a leggere i libri nonostante avessi molti impegni in quel periodo. Il risultato? Ho scoperto una saga che mi ha conquistata, una storia dal grande potenziale e che spicca tra i tanti libri autopubblicati in giro nel web. Oltre ad essere una persona gentile e disponibile Andrea si è dimostrato un autore capace e io credo molto in questa storia che spero di vedere al più presto pubblicata per una grande casa editrice. Ecco il motivo per cui sono felice di presentarvelo e regalarvene una copia!

Ciao Andrea! Benvenuto nel salotto letterario del Portale Segreto! Ti andrebbe di presentarti ai lettori del blog? Parlaci un po’ di te…
Grazie mille per l’invito! Sono dell’81 e lavoro come product manager, con un po’ d’esperienza anche nella supervisione di serie animate. Sono sposato da un annetto e vivo in un paesello davvero piccolo.
Mi piace scrivere (ma dai!) ed amo qualunque forma di narrazione, dai libri, ai fumetti, all’animazione ed i videogiochi, anche se non sono un critico granché affidabile: spesso mi basta un dettaglio che trovo affascinante per adorare qualcosa.
Mi piace anche moltissimo viaggiare, ci sono pochi posti al mondo in cui non andrei a vivere almeno per un po’. Non sono invece uno tanto da social, ma ci provo!

Adesso parliamo del tuo romanzo. Come è nata l’idea di scrivere “Strider”? Cosa ti ha spinto a scrivere?
Strider è nato principalmente a causa della mia mania di scarabocchiare personaggi e mostri.
Da sempre, ovunque… tipo che se conto tutte le volte che sono stato richiamato tra le elementari e l’università (mettiamoci anche un paio di riunioni di lavoro) non sono sicuro che negli anni a venire il mio nome venga pronunciato altrettante volte –e vorrei campare il giusto-.
Ma tant’è, non ne posso fare a meno. Il bisogno di disegnare e creare storie attorno alle mie rozze linee è stato il regalo della mia nonna quando ero bambino, e nessuno me l’ha mai potuto togliere.
Fra le storie che avevo abbozzato, un giorno ho deciso di dare forma a questa. Il motivo per cui ho scelto Strider è stata l’età dei protagonisti: mi sembrava più sincero raccontare di anni che personalmente avevo già vissuto. E poi… “Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?”

Come sono nati i tuoi personaggi? Ti sei ispirato a persone reali?
Non credo di poter fare molti paragoni diretti ma di certo in ognuno di loro c’è qualcosa di persone che ho conosciuto, o di cui mi sono fatto un’idea del tutto personale ed arbitraria. Tanto per dirne una, Daron nella mia testa ha la faccia di Ed Harris!
Posso dire con certezza che scrivere dei protagonisti mi ha riportato un po’ indietro nel tempo.



So che hai avuto delle esperienze nel nord europa e da amante e studentessa del mondo nordico mi farebbe piacere sapere se questo ti è servito per creare certe atmosfere del libro.
Sì, il fatto di essere ospite in un altro Paese ha avuto le sue ripercussioni sulle atmosfere della storia, anche se in Strider ci sono più rimandi a piccole esperienze personali che riferimenti diretti ad una specifica cultura.
Ad esempio il cibo è fortemente ispirato alle megacolazioni maxipercaloriche che a volte preparavano i miei padroni di casa, invitandomi a far loro compagnia.

Hai sempre avuto la passione per la scrittura?
Bene o male ho sempre scritto raccontini o storie, ma prima di Strider non avevo mai pensato di provare a pubblicare qualcosa.
E anche quand’era finito ci ho pensato e ripensato: era abbastanza buono? Abbastanza onesto?
Alle medie scribacchiavo storielle che dovevano essere lunghe “un quaderno”: quello era il mio criterio qualitativo prima di farle leggere ai compagni.
Un parametro facile, chiaro, oggettivo. Nessuna costruzione, scrivevo a braccio e mi divertivo un sacco ad andare dove mi portavano i personaggi, gli avvenimenti, una scena particolarmente ispirata che volevo buttare nel calderone ad ogni costo. Ho deciso di provare a pubblicare Strider quando mi sono reso conto che mi ero divertito a scriverlo quanto quelle storie… solo, l’avevo fatto con un lavoro di preparazione alle spalle!

Adoro le illustrazioni del romanzo! (di cui parleremo in una prossima tappa del blogtour) È vero che oltre che scrittore ti diletti anche nel disegno? Come leghi le due passioni?
Le meravigliose illustrazioni che hai potuto ammirare sono opera del grande Ivan Calcaterra, un mito del fumetto italiano d’autore, illustratore per Bonelli di Nathan Never e presto della bellissima serie Dragonero… sono eccitato ed ancora incredulo per questa collaborazione!
Per quanto riguarda me… di base mi piace scarabocchiare ed è il modo in cui riesco a dare forma ai miei pensieri. Molto semplicemente, per scrivere ho bisogno di riempire di appunti e disegni di dubbia qualità quaderni, fogli di recupero e margini di fotocopie. I quaderni di Strider sono molti, disordinati e pieni di cartacce… ma mia moglie è paziente e prima di buttare via i fogli scritti male che trova sparsi in giro chiede sempre se mi servono ^____^’

Come ti sei sentito quando hai finito di scrivere il primo libro? E come ti senti all’idea di darlo in mano ai lettori?
In realtà ho scritto “La Grande Foresta” e “I marchiati di Minhran” insieme, e quando ho terminato li ho riletti. Poi li ho riletti ancora. Poi basta… no, non è vero, ancora.
Non mi sono sentito per niente sollevato quando ho scritto la parola “fine”, perché c’erano ancora moltissime cose che dovevo dire. La storia andava avanti, ma avevo deciso di fermarmi: volevo capire se era giusto che scrivessi e per capirlo avevo bisogno che altre persone leggessero la mia storia.
 Nella pubblicazione, un contributo molto importante è stato da parte della mia editor, Sara, che ha limato le sbavature del testo e dato a Strider un’impaginazione curata, mettendoci una passione davvero non indifferente.



Quali sono i tuoi libri, generi e autori preferiti?
A dispetto di quanto mi affascinino le suggestioni visive del fantasy, non sono un appassionato fruitore di letteratura di questo genere… in linea di massima (salvo importanti eccezioni) preferisco i romanzi d’avventura, di fantascienza e dell’orrore.
A proposito degli autori che preferisco leggere, ho gusti abbastanza comuni: Tolkien, Stephen King, Douglas Adams, Dan Simmons, Ammaniti, Terry Pratchett… 



“Strider - La grande foresta” è il primo libro di una serie (il secondo già pubblicato in attesa della seconda edizione), ci sono notizie sui prossimi libri? Sai già quanti saranno in totale? Puoi farci qualche anticipazione sulla trama o sulle pubblicazioni?
Il progetto è di cinque libri, la cui trama è già definita. Il terzo ed il quarto libro sono in lavorazione, porteranno il lettore in una nuova Città e i protagonisti ancora più vicino al prologo de “La Grande Foresta”.
Purtroppo devo ritagliare il tempo per scrivere tra mille cose, per cui non sono veloce… ma sono determinato. Non credo mi sarà possibile finire i due libri quest’anno, ma cercherò d’impegnarmi per concludere nel minore tempo possibile. Intanto, potrebbe esserci qualche sorpresa.



Ti ringrazio per avermi dedicato un po’ del tuo tempo con questa chiacchierata interessante, sono felice di aver avuto l’occasione di ospitarti sul Portale Segreto per fare quattro chiacchiere insieme!

Grazie a te, è stato un piacere! 



GIVEAWAY
Regole per partecipare al Giveaway e aggiudicarvi una copia cartacea di “Strider”:

Obbligatorie:
Compilare il form lasciando un indirizzo email valido a cui contattarvi in caso di vincita e commentare almeno due tappe del blogtour a vostra scelta.

Opzionali:
Per avere più possibilità di vincere potete a vostra scelta commentare tutte le tappe, diventare follower dei blog e delle loro pagine Facebook e pubblicizzare l’iniziativa sui social.

Il Giveaway scade il 26 febbraio 2017
Il vincitore sarà contattato tramite email entro il 1 marzo 2017

Prossime tappe:
 Mercoledì 15 - Never Say Book: ambientazione
Venerdì 17 - Gaiman in the tardis: personaggi
Martedì 21 - Ombre Angeliche: recensioni strider
Giovedì 23 - Libri di Cristallo: illustrazioni



17 ottobre 2013

Intervista a Cristiano Ciardi

ottobre 17, 2013 2 Comments
Bentrovati Viandanti! Oggi sono felice di accogliere nel mio Salotto Letterario Cristiano Ciardi che ha gentilmente accettato di parlare con noi del suo primo libro fantasy che ho recensito poco tempo fa sul blog.
Potete leggere la recensione QUI.



Ciao Cristiano! Benvenuto nel salotto letterario del Portale Segreto! Ti andrebbe di presentarti ai lettori del blog? Parlaci un po' di te...

Un saluto a Tutti e un ringraziamento sincero a Reina, donna generosa e di autentica passione per la scrittura.
Dunque, parlare di me....
Ho 43 anni, sposato con una moglie dolce e paziente, padre di due magnifiche bambine, una terra a cui affido gran parte della mia salute mentale, 10 pecore, 4 galline, un pony.
Il mio passato di studi (e di vita) poco si addice a quanto attualmente mi permette di vivere: scuole superiori presso la Ragioneria e Laurea in Economia e Commercio. A metà della carriera universitaria riuscii fortunatamente a capire che forse dovevo dare retta alla mia natura e non al “trovare un lavoro”. Così mi girai un po' intorno e mi capitò tra le mani un bando del Corpo Forestale; il caso ha sempre un suo “motivo”: dopo 3 anni di attesa passati a lavorare come ragioniere e a studiare per finire gli studi, entrai nella Forestale.
Gli alberi e i boschi sono la mia passione, ormai da quando ho preso coscienza di me. Il fresco della montagna, un pascolo verde, una casetta in pietra e un gregge di pecore, magari un cavallo....non chiederei niente altro. Confesso che sembra un paesaggio celtico, eppure in Scozia o in Irlanda non sono mai stato, forse perchè la tentazione di non ritornare verso sud sarebbe grande! Scherzi a parte. Quasi una decina di anni fa ho acquistato finalmente un pezzo di terra, la passione su cui poggia tutta la mia fantasia e, come ho detto prima, ciò che mi permette di resistere a questo mondo così “in corsa”.

Adesso parliamo del tuo romanzo. Ti va di dirci qualcosa a riguardo? Di cosa parla?

Il libro racconta la trasformazione del Regno delle Madri, un Regno di uomini (visto che siamo in ambiente fantasy mi sembra il caso di specificare) con richiami ai Regni Nordici/celtici e anche alla Grecia antica.
Lo sfondo: una natura aggressiva, forte, che condiziona ogni essere vivente, dispensatrice di gioia e dolore; l'uomo costretto a modellare il proprio modo di vivere e la propria società per convivere con questa forza immensa.
Il romanzo si snoda intorno ad un personaggio principale, un uomo scelto tra gli altri per guidare il popolo, descrivendo l'intreccio tra il suo cammino interiore e ciò che avviene intorno a sé. Il Regno è percorso da mutamenti profondi e al contempo sottili, ma che sono distanti da ciò in cui il protagonista crede e che obbligheranno il suo senso del dovere a confrontarsi con il proprio“sentire”.
Nella storia del Regno ogni avvenimento e ogni scelta è condizionata da questa esigenza di trovare un'armonia con la natura dominante: la sacralità della donna e della sua capacità di procreare e di essere fonte di maternità e di equilibrio; la cura verso i “Figli del Regno”; l'esigenza di far emergere i migliori tra loro, per poter trasmettere più forza ai discendenti; la convivenza tra le diverse etnie che non sono altro che l'adattamento del genere umano all'ambiente in cui è nato.
L'accento è sempre mantenuto sulla ricerca di trovare con equilibrio e rispetto, un posto tra gli esseri viventi.


I confini di Trisa” è la tua prima opera. Come è nata l'idea di scriverlo? E come ti ha cambiato quest'avventura?
Potrei dire che questo romanzo c’è sempre stato, anche se in modo inconsapevole. Il primo indizio risale a vent’anni fa. L’ho ricordato rivedendo un filmino di famiglia dove raccontavo a mio fratello di una mappa che avevo disegnato e di una storia che avevo iniziato a scrivere. Era la mappa di un’isola dove immaginavo personaggi muoversi e vivere tragici avvenimenti.
Ma poi la vita ti coinvolge e così quella mappa andò nel “baule degli hobby tralasciati”. Naturalmente la mente viaggiava spesso in altri luoghi; d'altra parte studiavo economia e lavoravo come ragioniere, la mia testa cercava spesso e in ogni modo di “respirare”.
Poi una sera di 4 anni fa finalmente qualcosa è risorto.
Ricordo esattamente il momento: ero seduto sul divano, pensavo a qualcosa di poco reale come spesso mi accade, magari perchè particolarmente colpito da un film e, d’un tratto, mi venne voglia di andare a ritrovare quella mappa e quell’inizio di racconto. Lo lessi con attenzione e, pian piano, si materializzò in me l’idea che quelle poche pagine potevano far parte di una storia più grande, un’epopea di un Regno. Scrissi il prologo, la parte più difficile di tutto il romanzo e più volte rivista; poi, nelle sere successive, ridisegnai la mappa. Una mappa più ampia, di un mondo in cui svolgere gli eventi. Perché per me è importante “vedere” i luoghi dove i personaggi agiscono e fanno evolvere la trama. La mappa è importante quanto un personaggio, perché determina le azioni e la trama stessa con il dovuto realismo. Se immagino un personaggio cavalcare in una zona montuosa, ho bisogno di “vedere” in che periodo dell'anno e in quale momento della giornata sta viaggiando, rapportando il tutto rispetto al versante del monte, alla sua altitudine al tipo di formazione rocciosa, etc. Un’immaginazione quasi ossessivamente “visiva” che entra nei particolari e li disegna con pazienza. Devo trovare un luogo realistico per far crescere la mia immaginazione. E’ così che nascono le mie descrizioni, le mie trame e i miei personaggi.
Devo dire che concepire una storia e un mondo, scrivere un libro e riuscire a vederlo in libreria, sono cose che non erano contemplate nelle mie più alte aspirazioni. Diciamo che mi sono meravigliato di me stesso e ne sono lieto, anzi contentissimo! Ora il mio prossimo obiettivo è scrivere la seconda parte perchè il tempo e i quotidiani impegni sono tiranni.

Perché hai scelto di scrivere un fantasy? C'è un autore o un libro in particolare che ti ha ispirato?
Non l'ho scelto volutamente, diciamo che tutto quello che concepisco si inserisce in un humus fantastico. Per me sarebbe difficile inserirlo in un'epoca contemporanea o storicamente reale. Il mondo immaginato è la mappa che ho disegnato, quei “tratti” sono il mio “reale”. Invento avvenimenti, personaggi che, come molti mi hanno detto, sono molto “poco fantasy”, ma li inserisco in un ambiente completamente inventato. Ho bisogno di concepire luoghi e spazi sganciati dalla realtà quotidiana, di essere libero di immaginare, di trasfigurare l'esperienza reale, infatti i processi mentali dei personaggi e le loro reazioni alle emozioni sono molto realistici .
E' per questo forse che il libro è stato letto e apprezzato anche da persone non vicine al mondo fantasy e credo sia la caratteristica che può distinguere questo romanzo da altri.
Per quanto riguarda l'ispirazione, come ho già detto, ho una immaginazione molto visiva e quindi mi sono reso conto che la mia mente trova ispirazione dalla potenza evocativa del cinema. I film che adoro sono la mia principale fonte di ispirazione.
E poi, naturalmente, la realtà.

I personaggi sono ispirati a personaggi realmente esistenti o sono il frutto della tua fantasia? Che rapporto hai con loro? E qual è il tuo preferito?
Non sono nato scrittore, ho scoperto il miracolo della scrittura e la sua impagabile bellezza strada facendo. Così ho capito che i personaggi nascono con un'idea ma poi prendono vita in modo quasi autonomo diventando, nella tua immaginazione, entità a sé. La scrittura è eccitante e sbalorditiva: scoprire di tendere per affinità più ad un personaggio rispetto ad un altro; accorgersi, durante un dialogo, di far emergere un aspetto del carattere rispetto ad un altro; sentire che ognuno di loro ha parti di te stesso; sentire il desiderio, attraverso un personaggio, di descriversi migliori.Questa è la bellezza della scrittura, immaginare emozioni e vite diverse.

Nel libro parli del rapporto tra l'uomo e la natura selvaggia soprattutto attraverso l'incontro tra uomo e animale. Che ne pensi del modo di vivere di oggi? Quanto è importante ritrovare le proprie radici naturali?
    Al giorno d'oggi, secondo me, stiamo vivendo cercando di allontanare dalla nostra vita quotidiana l'interazione con la natura. Io spesso rimango colpito dal comportamento di genitori quando i figli provano ad interagire con qualche elemento naturale; o del rapporto che hanno molti bambini con la terra e con gli insetti che ci vivono dentro.
    E' come se l'uomo voglia essere estraneo all'ambiente, lo vuole usare, lo vuole ammirare, guardare, ma da agente esterno. Non ne vuole essere “toccato” o soprattutto “condizionato”, e abbia completamente perso la capacità di adattare la sua vita al mutare della natura. Ecco, questo “rapporto” ho provato a ribaltarlo. Nel mio mondo l'uomo è fortemente soggetto alle intemperanze della natura e se non è grado di adattarsi ne esce sconfitto. Volevo esprimere questo, mi piaceva immaginare il modo umano sotto pressione per vedere come evolveva dal punto di vista sociale e pratico.

Quale canzone e quale colore abbineresti al tuo romanzo?
Sicuramente una musica celtica, davanti ad un fuoco, immersi nel ventre del bosco.... in una radura, circondati da un “verde brillante di pioggia”.

Solitamente quali sono il momento e il luogo che preferisci per scrivere?
Non è questione di preferenza purtroppo, ma di esigenza.
Gli impegni sono tanti, mi trovo a scrivere quasi solo la sera e ho dovuto abituarmi a rendere durante quelle ore serali.

È stato difficile portare a termine questo libro? Cosa hai provato quando hai scritto la parola "fine" alla tua storia?
Si è stato difficile soprattutto far prevalere la fiducia dei momenti migliori sullo sconforto sempre in agguato. Devo dire che spesso, a darmi lo stimolo decisivo, sono state le pagine già scritte e i personaggi e le emozioni che popolavano quelle pagine. Smettere di scrivere nella testa di un narratore sembra un tradimento, nei loro confronti e nei tuoi.
Quando la sera riesci a ritagliarti tre ore per scrivere, sapendo che sono le uniche disponibili fino al giorno dopo, i primi venti minuti sono duri. Ti devi rilassare, entrare nella storia, nel personaggio, nell'ambiente...insomma una gran fatica. Ma poi, una volta iniziato, la scrittura è un miracolo: scrivi cose che fino ad un momento prima non erano presenti in te e che affiorano con una naturalezza sorprendente.
Effettivamente vedere il mio libro esposto in libreria è stata un'emozione indimenticabile anche perché, avendo scelto l'autopubblicazione, quel punto di arrivo ( che poi è un altro inizio) è stato solo frutto della costanza e della dedizione delle persone che hanno creduto in me.

Come ti senti all'idea di sapere che il tuo libro è in mano al pubblico? Temi il giudizio dei lettori? Che ne pensi delle reazioni avute dai tuoi primi lettori?
Il mio “amico libraio”, a cui sono infinitamente grato, mi ha sempre detto che, una volta sullo scaffale il libro “non ti appartiene più”. In effetti devo dire che aveva ragione. Ogni lettore legge e assimila dal libro le “sue” parole e le “sue” emozioni, e tu scrittore non hai nessun controllo su questo.
Temo” non è la parola adatta; diciamo che alcune persone a cui tengo, influenzano temporaneamente l'opinione su quanto fatto. Ma credo sia una cosa normale.
I primi lettori? Coloro che lo hanno letto lo hanno apprezzato molto, in alcuni casi moltissimo. Quindi sembra che il problema sia distribuirlo e non è certo una novità per chi conosce un pò l'editoria.
C'è un messaggio che vorresti mandare ai tuoi lettori?
Non scrivo per mandare messaggi, non fa parte della mia personalità.
Mi piacerebbe però che un lettore, camminando in una zona boscosa, immaginasse di essere braccato dalle belve come accade nel Regno, immaginasse la sua reazione di fronte al pericolo, si sentisse emotivamente vicino ad uno dei miei personaggi, magari al suo preferito, mentre vaga per le lande....Mi piacerebbe sapere che un lettore, nello scorgere un capanno di pietra isolato dall'umano, in mezzo al “tutto” che non è umano, pensasse di essere sui Pascoli di Fela, vicini alla salvezza....
Questo vorrei.


Hai qualche consiglio da dare agli aspiranti scrittori? Ti va di raccontarci come hai deciso di pubblicare su amazon?
Intanto l'unico consiglio credibile è quello di scrivere: se si ha qualcosa da dire o da raccontare, bisogna scrivere, scrivere e ancora scrivere. Magari, se non abbiamo continuità nella motivazione, bisogna augurarsi (ma questo dipende dalla fortuna) di trovare una persona che si innamori del tuo progetto più di te. Questo sarà di grande aiuto e uno sprone ad andare avanti.
A tale proposito non posso non nominare una persona che ha “creduto più di me” in quello che facevo: Elena Rapisardi, che ha seguito il mio lavoro dalle prime righe fino alla stampa della locandina della mia prima presentazione.
Pubblicare su Amazon è stata una scelta diciamo concordata insieme a lei. Elena ha realizzato anche il sito del libro, un ottimo sito! (www.cristianociardi.com) così da poter essere rintracciato facilmente sul web.
Per la pubblicazione ho escluso le case editrici che pubblicano a fronte di un “contributo” in denaro e scoprendo che potevo pubblicare senza dipendere da nessuno e soprattutto gratuitamente, la scelta è stata logica. Ma una volta arrivati alla pubblicazione devi impegnarti di più nella ricerca di contatti e presentazioni, per promuovere il lavoro. Per quanto riguarda un editor che potesse “raffinare” il libro, questo effettivamente non lo ho avuto (almeno in termini ufficiali) e mi sono affidato all'opinione di alcuni pochi lettori, scelti per capacità, sensibilità e passione.
E poi avevo decisamente voglia di far leggere quello che avevo creato! Non potevo più tenerlo nascosto...


Qual è il tuo libro o autore preferito?
Nel fantasy, forse è inutile dirlo, è Tolkien. Diciamo che per un lungo periodo della mia “esperienza fantasy” sono stato un Tolkeniano puro, inteso nel senso letterario del termine, non associando alle sue opere ideologie di parte che, a mio modesto parere, contribuiscono solo a svilire il suo indiscutibile valore artistico, poetico e creativo. Naturalmente ho letto altri libri del genere ma il riferimento è decisamente Tolkien con una predilezione per il Silmarillion e i Racconti Incompiuti.
Altri autori? Direi sopra ogni altra cosa John Steinbeck, per me insuperabile, Jack London e Dumas.

I libri: cosa sono per te?
Per rispondere a questa domanda devo per forza attingere dalla mia personale visione sul perché scrivo.
Diciamo che spesso mi rendo conto di essere fatto per un altro “tempo”, un'altra epoca. Spesso le cose che desidero sono talmente distanti dalla società attuale che, per realizzarle, dovrei seguire scelte che mi porterebbero ad isolarmi dalla società stessa.
Non ho fatto questo tipo di scelta, ma ho deciso di scrivere e di raccontare questa realtà sognata. Quindi per me la scrittura credo sia desiderio di evadere.


Hai altri progetti letterari in futuro? Puoi darci qualche anticipazione?
Uno su tutti: scrivere il secondo volume e farlo senza far aspettare anni coloro che, con così tanta passione, hanno letto e si sono innamorati dei miei personaggi.

So che oltre a scrivere crei dei bellissimi lavori sul legno. Come è nata questa passione? Ti va di mostrarci qualche lavoro?
E' una delle mie passioni più vecchie. Avevo un amico, un vero artista, che lavorava il legno per passione; osservandolo mi è cresciuto il desiderio di creare qualcosa. Niente in confronto alla bellezza dei suoi lavori, ma comunque è una cosa mi ha sempre dato soddisfazione. Per i curiosi esiste un sito: www.skudde.org in cui alcuni lavori sono esposti.

Hai altro da aggiungere per i lettori del Portale Segreto?
Facile: leggete il libro.


Ti ringrazio per avermi dedicato un po' del tuo tempo, sono felice di aver avuto l'occasione di ospitarti nel mio salotto per fare quattro chiacchiere insieme!



16 maggio 2013

Lettrice del Mese: Clody! - Salotto Letterario

maggio 16, 2013 3 Comments
Ciao viandanti! Sono felicissima oggi di fare quattro chiacchiere con Clody, una Viandante del Portale Segreto! È bello poter conoscere alcuni di voi più assidui lettori più da vicino e darvi uno spazio all'interno del Portale Segreto per farvi conoscere e confrontarci insieme.


Ciao Clody! Benvenuta al Salotto del Portale Segreto! Ti andrebbe di presentarti agli altri lettori del blog?
Ciao Reina, grazie per avermi invitata! Ciao anche a tutti i lettori!
Mi chiamo Claudia, ho 25 anni (compiuti da poco), e sto scrivendo la mia tesi per laurearmi in Storia dell’Arte e restauro dei libri antichi. Nel tempo libero mi dedico alla lettura oppure a creare oggetti vari e bigiotteria… è tanto tempo che non dipingo e mi piacerebbe riprendere anche quella passione. Ho tre cani che sono un pezzo del mio cuore!
Non so ancora cosa farò di preciso “da grande”… ma spero di poter fare un lavoro che mi appassioni. Nel frattempo mi godo la vita, la mia famiglia, il mio amore e i miei amici!


Sei una delle migliori lettrici della stagione. Come hai scoperto il Portale Segreto e per quale motivo hai scelto di seguirlo? Che ne pensi del blog? La cosa che ti piace di più e quella che ti piace meno?
Grazie, ne sono felice! Ho scoperto il tuo blog tramite il blog di una cara amica che abbiamo in comune: Rowan. Ho cliccato il tuo banner sul suo blog e sono giunta fin qui ^_^
Ho deciso di seguirti perché il tuo blog risponde molto ai miei gusti e sono anche io una grandissima fan di Tolkien… quindi non potevo non leggerti!
Cosa mi piace del blog? Bé la grafica (o le varie grafiche) mi piace sempre moltissimo, sempre adatta, sempre in linea con lo stile del blog. Poi mi interessano le rubriche, mi piace il fatto che anche tu sia appassionata di cultura e musica celtica come me e, cosa più importante di tutte, sento che dietro al blog c’è una persona… avverto la tua personalità, non è una pagina web qualunque con una manciata di informazioni. Sinceramente non saprei dirti cosa non mi piace sai? Di solito se qualcosa di un blog non mi piace, non lo seguo…


Avresti delle richieste o dei suggerimenti per il blog? (I consigli per migliorare sono sempre bene accetti!) Argomenti di cui vorresti parlare, proposte per nuove attività...

So che tu segui  la corrente spirituale della Wicca, a mio parere molto interessante ma che viene ancora giudicata male, secondo pregiudizi e falsi luoghi comuni. Magari potresti dedicare qualche post a questo argomento, illustrando bene le ricorrenze e i rituali. Sfatiamo il falso mito che si tratti di stregoneria che venera il diavolo!!!

Cosa significa per te leggere? Quando e come è nata questa passione?
La mia passione per la lettura è nata tardi rispetto a tanti altri credo. Molti hanno iniziato a leggere sin da bambini, io invece sono diventata un’accanita lettrice solo verso i 15 anni. Prima si, leggevo… ma solo le letture scolastiche obbligatorie.
E’ stata una cosa molto spontanea, è venuta da sé… un giorno mi sono presa un libro, l’ho letto e da allora non ho più smesso… semplicemente!
Devo dire, però, che una bella spinta me l’ha data la mia prof. di letteratura al liceo: ci faceva scegliere tra una serie di libri quello che preferivamo leggere e poi facevamo una piccola presentazione in classe con le nostre impressioni sul romanzo. Grazie a lei ho scoperto dei romanzi bellissimi e ho capito quanto mi piace leggere!
Per me leggere significa crescere, arricchirsi, anche sviluppare il proprio pensiero… alcune volte perfino trasformarlo. Quanti punti di vista ci possono offrire i libri!
I libri sono anche dei validi compagni di vita e ci permettono di vivere tutte quelle emozioni e avventure che forse in una vita intera non avremmo occasione di provare… leggere è una grande magia!


Qual è o quali sono i tuoi libri preferiti?
Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco, Cuore d’Inchiostro, Il giardino segreto, L’ombra del vento, Lo hobbit, La tredicesima storia, Jane Eyre, Stardust, Il Signore degli Anelli, Il ritratto di Dorian Gray, La casa degli spiriti, Mr. Zuppa Campbell, il pettirosso e la bambina, Il profumo del pane alla lavanda…

Cosa hai appena finito di leggere? Cosa stai leggendo? Cosa leggerai dopo?
Ho appena finito il quarto volume (Oscar Mondadori) de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, ora leggo un giallo ambientato a Torino scritto da un esordiente che vive dalle mie parti e cosa leggerò dopo ancora non lo so!

Il libro più brutto che hai letto? Perché non ti è piaciuto?
Non so se sia proprio il più brutto in assoluto, ma ora mi viene in mente Quattrocento di Susana Fortes… lo spacciano come un caso editoriale ma a me è parso molto piatto, non mi ha suscitato nessuna emozione e il finale è orrendo, un “mosciume” totale.

C'è un libro che vorresti leggere prima di morire ma che ancora non è arrivato il momento giusto per farlo?
Uno solo???? Uuuuuuuu…. tanti, tanti, tantissimi: Il conte di Montecristo, I miserabili, I pilastri della terra, le opere di Shakespeare, Le mille e una notte… sono davvero troppi per fare un elenco completo!

Hai un blog personale? Di cosa parla?
Si, due blog in realtà: Locanda dei Libri in cui… indovinate un po’?... parlo di libri ^_^ e Clody Creazioni in cui posto le foto di tutto ciò che creo con le mie mani!

Oltre alla lettura, hai altre passioni/hobby? Ti va di parlarcene?
Come dicevo sono una creativa! Amo l’arte, il restauro, mi piace dipingere e dare vita a tutto quello che mi passa per la testa: gioielli, borse, scatole, segnalibri, miniature… faccio un po’ di tutto.
Mi piace sempre sperimentare tecniche e materiali nuovi.
Sto per provare a creare prodotti per il corpo totalmente naturali, appena avrò trovato tutti gli ingredienti che occorrono.
Non posso tenere le mani ferme troppo a lungo, è più forte di me!


Ti piace la musica? Che genere ascolti di solito? Quali sono i tuoi cantanti/gruppi preferiti?

Oh si, mi piace molto la musica: rock, metal, folk, celtica, irlandese, occitana, il violino di Lindsey Stirling.

Il tuo film preferito? Attore e attrice?
Il Signore degli Anelli - Il ritorno del Re… film spettacolare!
I miei attori preferiti sono Robin Williams, Dustin Hoffman, Robert Downey Jr. Due attrici che invece adoro sono Meryl Streep (grande donna!) e Natalie Portman (quanto le invidio la sua bellezza naturale e semplice!).


Il tuo colore preferito?
Rosso

Il tuo fiore preferito?
Pervinca

Il tuo cibo preferito?
Una bella lasagna sugosa, patatine fritte, cioccolato, pisellini in padella con burro e pancetta…

La tua citazione preferita?
"Qualsiasi cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. Il coraggio ha in sé il genio, il potere e la magia. Inizia ora!"
J. W. Goethe


L'intervista è finita. C'è altro che vuoi dire?
Si… vorrei ringraziarti molto per avermi dato questa possibilità di farmi conoscere di più attraverso la tua intervista e di avermi ospitata… per me è stato un piacere e un onore! E grazie anche a tutti coloro che leggeranno l’intervista e che vorranno visitare la mia Locanda dei Libri :-D

Clody, grazie mille per aver accettato l'invito nel mio magico salotto. Sono felice di aver avuto l'occasione di fare quattro chiacchiere insieme a te!
Si è stato proprio bello! Complimenti per il tuo bellissimo blog!!!

Condividete i suoi pensieri?

18 aprile 2013

Salotto Letterario - Intervista ad Alexander Hedera, illustratore

aprile 18, 2013 1 Comments
Ciao Viandanti! Poco tempo fa ho invitato un bravissimo illustratore nel mio salotto per prendere un thé e fare quattro chiacchiere... Ritardataria come sono mi sono ritrovata all'ultimo minuto a preparare i biscotti e per fare prima ho chiesto al mio drago di aiutarmi con il fuoco... bé ho rischiato di offrirli carbonizzati! Quindi scrivetevi questo promemoria: mai chiedere a un drago un aiuto in cucina! (senza contare l'alto rischio di diventare voi il pasto principale).
Ma torniamo a noi... Sono davvero felice di raccontarvi il piacevole incontro con Alexander Hedera illustratore dei libri di Alessandro Fusco (a proposito questo mese esce il secondo volume della saga del Sole di Alur!) e ho l'immenso piacere di mostrarvi due illustrazioni del nuovo volume in anteprima!
Guardate con i vostri occhi e ditemi se non sono disegni da lasciare un drago senza fuoco!


  Ciao Alexander! Benvenuto nel salotto letterario del Portale Segreto! Mettiti comodo a prendere il thé e serviti pure i biscotti. Ti andrebbe di presentarti ai lettori del blog? Parlaci un po' di te...
Un saluto a tutti i visitatori di questo stupendo salotto letterario! Mi chiamo Alex vivo a Verona e sono un illustratore/ grafico e tatuatore. il disegno mi accompagna da quando sono nato e sta alla base di ogni mia creazione, che sia un'illustrazione tradizionale, digitale o un tatuaggio. Come appena accennato mi occupo anche di grafica, illustrazioni digitali o artworks per gruppi musicali.

  Quando è nata la passione per il disegno? E come hai capito che disegnare sarebbe diventato il tuo lavoro?
Fin da piccolo mia madre mi ha fatto entrare in contatto con l'arte, da lei ho preso la manualità e l'osservare con attenzione il mondo che ci circonda, soffermarsi su ogni colore o riflesso che genera particolari interessanti o cromature. Non avendo molte possibilità economiche ho iniziato intorno alle superiori a realizzare ritratti su commisione e via via, scoprendo nuove tecniche come quella digitale a collaborare con gruppi musicali e autori per case editrici. Dalla fine dello scorso anno in veste di tatuatore ho iniziato a conoscere la nostra pelle come un nuovo supporto artistico dove esprimermi il più possibile ed è interessante perchè con aghi e inchiostro mi sembra di tornare ai tempi antichi quando usavano pennino e calamaio!

   Quali sono le tecniche che prediligi per le tue illustrazioni? E quali sono i tempi di realizzazione?
Ci sono molte tecniche che uso e variano in base alla commissione o al momento preciso. Adoro perdermi con la semplice matita o con la tecnica mista acquerellata mischiando acrilici e pastelli. Ad eccezione del pure disegno a matita non mi piace soffermarmi su un' unica tecnica perchè la natura è fatta di molte sostanza e quindi si, potrebbe essere una maestria riprodurre tutto ad esempio ad olio, ma lo trovo limitativo allo stesso tempo.
Il tempo che impiego è relativo, può essere dettato da scadenze, o semplicemente dalle emozioni che provo in quel momento. E visto che sono un essere umano anche dalla stanchezza! purtroppo faccio parte di quella schiera di persone che tende, se l'ispirazione lo chiede o meglio LO IMPONE, a lavorare di notte!


   Come nascono le tue illustrazioni? Ti basi sulla tua personale ispirazione leggendo il libro (o una descrizione) oppure ne discuti con l'autore/editore? Come si arriva dall'idea alla sua realizzazione?
Quando collaboro per illustrazioni di libri di solito è un continuo colloquio con l'autore, scambi di opinioni e immagini impresse nella mente da concretizzare dopo continue letture del libro.. scegliere l'impostazione primaria che mano a mano prende forma rivelandosi completamente una volta terminata. Purtroppo di solito ho molti lavori paralleli da portare avanti ed è anche capitato di dover realizzare tutto di fretta per imprevisti editioriali, il che non va mai bene,... ho bisogno di conoscere l'immagine e studiarla con cura nella mia mente.

   Cosa vuoi trasmettere con i tuoi disegni? Cosa speri arrivi a chi guarda le tue opere?
I miei disegni all'interno di un libro mi piacerebbe che aiutassero il lettore nel cammino della lettura, noterete nei Libri di Fusco che sono molto misteriosi, ho preferito realizzare particolari di scene e non rappresentare volti dettagliati per lasciarli all'immaginazione di ciascuno, una propria visione dell'insieme da rendere quasi partecipe in prima persona.

   Quanto influenza, a tuo parere, una buona copertina sull'acquisto di un libro o sul suo successo?
In questi tempi si sa, l'arte e l'ingegno molte volte sono sacrificati dal marketing, e spesso accade che "prodotti" mediocri vendano più di altri per una maggiore pubblicità, o per una copertina realizzata a regola d'arte.. comunque sia è molto importante, è il biglietto da visita che attrae l'occhio con colori impostazioni grafiche e precise da infondere curiosità nel possibile lettore. chi non investe in essa sicuramente ha minor risalto e più si raggiunge un' immagine simbolo più si aiuterà la divulgazione dello scritto stesso.

   Quali generi di libri o immagini preferisci illustrare?
Da sempre sono legato al genere fantasy, mi permette di entrare in un'altra dimensione dove la natura è più considerata ed è lo scenario di mille avventure finora scritte. Come per i Libri di Fusco in questione, ho cercato di sperimentare un modo di disegnare differente dallo stile realistico a cui mi prefiggo, per uno stile più fiabesco, antico,... che ricordassero le illustrazioni antiche dei volumi dell'ottocento/novecento.

   C'è un'illustrazione alla quale sei particolarmente legato? E una che invece è stata faticosa da realizzare?
Non ho un' illustrazione che preferisco finora... è stato invece faticoso realizzarle in un tempo molto ristretto sempre per quei motivi di tempo e di lavori paralleli sopra citati. Con il nuovo capitolo ci siamo già messi all'opera e sono sicuro che soffermandoci con più calma su ognuna il risultato sarà ancora più soddisfacente. e verranno fuori pure quelle che mi trasmetteranno più emozioni.

   Cosa hai provato la prima volta che hai visto un tuo disegno in tutte le librerie?

Beh stupore e un senso di orgoglio personale!.. divertente è stato quando in una libreria chiedendo del libro in quanto illustratore mi è stato chiesto di firmarne una copia! vedere la felicità sul volto di chi apprezza il tuo operato non ha prezzo.

   Oltre ad illustrare i romanzi, quali altri tipi di illustrazioni hai fatto? E quale hai preferito?
La mia attività abbraccia anche la grafica digitale, realizzando copertine di dischi o loghi per gruppi musicali. Li cerco di raggiungere graficamente ciò che vuole rappresentare con la propria musica. Il metal è il genere che mi ha offerto più collaborazioni, anche se ora generi come folk celtico si stanno imponendo di più nelle mie opere.


   Quali illustratori apprezzi maggiormente? Ci sono illustratori che ti hanno ispirato e influenzato?
La lista dei miei "maestri" è cosi lunga che non si finirebbe più! comunque tendo ad attingere ispirazione da vari movimenti, come quello dei Preraffaelliti, di esponenti come Waterhouse, Dante Gabriel Rossetti per citarne due. Adoro soffermarmi su illustratori "fiabeschi" come Alan Lee, Brian Froud, Arthur Rackham e Cicely Mary Barker,..e cercando anche quei sapori antichi che solo i grandi dell' Umanesimo e Rinascimento mi hanno saputo dare.

   Sei anche un cantante e compositore. Che ruolo ha la musica nella tua vita e nel tuo lavoro?
Musica e disegno sono un'alchimia irrinunciabile. Attraverso la musica riesco ad entrare all'interno dell'illustrazione stessa e definire ogni particolare. Attualmente ho anche un progetto Folk Epic Metal a quattro mani con un mio amico (colgo l'occasione di salutare il Fil!) e speriamo entro l'anno di pubblicarlo, dopo interruzioni per motivi di studio e lavoro!

   La tua canzone/gruppo preferito? O in alternativa dedica una canzone ai lettori del Portale Segreto.
Come gli illustratori anche i musicisti e gruppi sono quasi infiniti, voglio allora dedicare ai lettori del Portale Segreto il pezzo "Princess Me" dei Caprice, gruppo folk russo che ha realizzato questa meraviglia ispirata dalle "avventure di Tom Bombadil" di Tolkien. L'album che la contiene dice tutto.."Elven music".

   Qual è il tuo libro o autore preferito?
Senza dubbio Tolkien. Ormai mi danno del pazzo solo per il fatto che ogni anno rileggo quasi tutti i suoi libri. Ovviamente da molto prima che uscissero i film Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit, Il Silmarillion e i vari racconti minori hanno riempito e sfamato la mia immaginazione, ispirato per bozzetti e illustrazioni di vario genere, e la cosa assurda è che ad ogni nuova lettura si scoprono dettagli e punti di vista sempre nuovi. E la Natura che partecipa attivamente nella vicenda con Il fascino di un seme che germoglia e cresce, Il volo e il punto di vista di un' Aquila, i tramonti con i loro colori....Tolkien mi darà sempre consiglio.
Poi viene la Saga di Alur di Alessandro Fusco, che già dalla prima lettura mi ha convinto ad intraprendere insieme con la mia arte questo viaggio meraviglioso. Leggetelo, sta tenendo sulle spine anche me questo desiderio di sapere come va a finire!!!!!!

   Hai altri progetti in futuro? Puoi darci qualche anticipazione?
Oltre alle nuove illustrazioni del prossimo capitolo della saga di Alur, inizia la mia attività di tatuatore, dove spero di poter esprimere sulla pelle sempre di più le mie creazioni. Fa uno strano effetto vedere un tuo lavoro che " cammina e respira"

   Un sogno nel cassetto?
Voglio citare la dedica che mi fece Alessandro Fusco (che non smetterò mai di ringraziare) sulla mia copia del primo libro e che spero sia ciò che il futuro mi regalerà:
 "che vive di Arte, che vive per l'Arte".

   Hai altro da aggiungere per i lettori del Portale Segreto?

Ringrazio Reina per questa chiaccherata e per gli ottimi biscotti, un grazie particolare ad Alessandro Fusco per la visibilità che mi sta dando e a tutti i lettori per aver condiviso questo momento insieme.
...e un consiglio,...
Apriamo il più possibile la mente alla creatività in tutte le sue forme, solo cosi saremo veramente felici. Grazie!

Ti ringrazio per avermi dedicato un po' del tuo tempo, sono felice di aver avuto l'occasione di ospitarti nel mio salotto per fare quattro chiacchiere insieme!

Inutile dire che condivido molte delle cose che ha detto Alexander, l'amore per i preraffaelliti, per Tolkien, per la musica Folk e metal,... Una piacevole scoperta! Non vedo l'ora di ammirare i suoi prossimi lavori. 

Voi che ne pensate?

21 marzo 2013

Salotto letterario: intervista a Chiara Cilli

marzo 21, 2013 3 Comments
Oggi facciamo quattro chiacchiere con Chiara Cilli, scrittrice esordiente. Parleremo del suo primo libro "La regina degli inferi - Il risveglio del fuoco".


Titolo: La Regina degli Inferi - Il risveglio del Fuoco
Autore: Chiara Cilli
Editore: Edizioni Tabula Fati
Pagine: 272
Prezzo: € 18,00
Collana: Narrativa

Trama: Cinque Dee, belle in modo assurdo e spaventosamente potenti, insieme al Dio Mas e al Dio Dahan esercitano il loro dominio sulle cinque Terre che compongono Penthànweald, ma la loro litigiosità è tale da rendere impossibile la condivisione di tempi e intenti.
È così che gli Inferi danno vita a una creatura fantastica, la Fanciulla delle Fiamme, che solo nel momento in cui avrà piena consapevolezza della propria forza, potrà decidere di diventare la sovrana assoluta.
Fino ad allora sarà per tutti l’Erede, avversata ed egualmente temuta, ricercata con ogni mezzo per poter essere eliminata prima di compiere la sua scelta…
Morwen compare a Thera su richiesta di Re Ashiwar.
La Dea Lash sta scatenando il putiferio nella Terra degli Uomini e c’è bisogno che la giovane cominci a saldare il suo debito di gratitudine nei confronti del sovrano che l’ha accolta a dispetto della sua pericolosità.
Ma lo scambio di favori non è esattamente quello che l’anziano Re si aspettava…




Ciao Chiara! Benvenuta nel salotto letterario del Portale Segreto! Ti andrebbe di presentarti ai lettori del blog? Parlaci un po' di te...
Un caloroso saluto a tutti gli utenti del blog! Mi chiamo Chiara e il 24 gennaio compierò ventidue anni. Vivo a Pescara, in Abruzzo, e sono una scrittrice a tempo pieno.Due anni fa mi sono diplomata come estetista specializzata e attualmente lavoro anche come presentatrice di una linea di cosmetici. Amo leggere, ascoltare musica e vedere film e serie tivù. Ho praticato equitazione per dieci anni e da qualche mese mi sono cimentata nei balli di gruppo, l'unica attività in grado di farmi scollare dal PC!

Adesso parliamo del tuo romanzo. Ti va di dirci qualcosa a riguardo? Di cosa parla?
Il risveglio del Fuoco è il primo romanzo di una saga che racconta l'ascesa al potere dell'Erede al trono degli Inferi, Morwen. E' un libro intenso e violento, crudo e tetro, ma con una forte storia d'amore alla base. Tutto ruota intorno alla relazione tra Morwen e Galadir, Principe della Terra degli Uomini, e alla pericolosa attrazione che divampa tra loro come le fiamme da cui lei è stata generata.

"La Regina degli Inferi - Il risveglio del Fuoco" è la tua prima opera. Come è nata l'idea di scriverlo? E come ti ha cambiato quest'avventura?
Questa saga è nata dalla mia adorazione per il lato oscuro, se così si può dire. Sono sempre stata affascinata dai cattivi di una storia, quelli in grado di farti tremare le ginocchia con la loro sola presenza e capaci di accenderti di desiderio con un solo sguardo. Mi sono sempre chiesta perché l'eroe debba averla vinta anche se il suo antagonista è letteralmente superiore, così ho creato Morwen. Scrivere di lei mi ha cambiata nel profondo e mi ha fatto capire che genere di scrittrice volevo diventare. E' stato come se Morwen mi avesse affiancato e con un semplice e penetrante sguardo mi avesse indicato la giusta rotta da seguire.

Perché hai scelto di scrivere un fantasy? C'è un autore o un libro in particolare che ti ha ispirata?
Ho scelto il fantasy perché a sedici anni era il solo genere che leggevo! E' stato Christopher Paolini a darmi una spintarella, ad accogliermi in questo magico mondo, poi Licia Troisi è stata la mia 'maestra' fino al terzo libro della saga con le sue avventure nel Mondo Emerso. Infine, mentre scrivevo l'ultimo libro, ho conosciuto la scrittura superlativa di Keri Arthur e da quel momento è cambiato tutto.

I personaggi sono ispirati a personaggi realmente esistenti o sono il frutto della tua fantasia? Che rapporto hai con loro? E qual è il tuo preferito?
Mi ispiro sempre a persone realmente esistenti, in particolare gli attori. Con i personaggi dei miei romanzi ho un rapporto quasi viscerale, ed è inutile dire che sono super possessiva nei confronti di Morwen e Galadir! Qual è il mio preferito? Sicuramente tutti si aspettano che sia Morwen. Be', non è così! Il mio preferito è il Principe Galadir: con lui ho un rapporto speciale, direi empatico; quando scrivevo di lui riuscivo a sentirlo in un modo completamente diverso da come sentivo Morwen. A volte mi sembrava di vederlo voltarsi verso di me e strizzarmi l'occhio per dirmi che approvava la battuta che avevo scelto per lui!

Quale canzone e quale colore abbineresti al tuo romanzo?
A Il risveglio del Fuoco abbinerei la canzone Bring me to life degli Evanescence (le cui opere mi hanno dato l'ispirazione durante la stesura di tutta la saga). Il colore, invece, è un bellissimo rosa vivo come le iridi di Morwen.

Solitamente quali sono il momento e il luogo che preferisci per scrivere?
Scrivo il pomeriggio, perché la mattina la dedico al lavoro di pubblicità sul web e alle correzioni delle bozze. In soggiorno, in cameretta... il luogo è indifferente!

È stato difficile portare a termine questo libro? Cosa hai provato quando hai scritto la parola "fine" alla tua storia?
Scrivere La Regina degli Inferi non è stato mai difficile: sapevo con esattezza tutto ciò che doveva accadere e quando doveva accadere, i retroscena e ciò che succedeva mentre i protagonisti erano intenti a fare qualcos'altro. In realtà non ho ancora lasciato questa saga! Ci sono il sequel (altri quattro libri), uno spin-off e un cross-over, più un racconto erotico tratto da Il risveglio del Fuoco. Perciò no, sono ancora al servizio di Morwen e penso che ci vorrà ancora un bel po' prima di dirle addio!

Come ti senti all'idea di sapere che il tuo libro è in mano al pubblico? Temi il giudizio dei lettori? Cosa speri dalla pubblicazione?
Affidare il proprio romanzo ai lettori è come presentarsi a un esame: temo il loro giudizio, certo, ma credo nei miei personaggi e so che non mi deluderanno. Le critiche ci sono sempre e bisogna saperle accettare, ma quando un'altra persona s'invaghisce di ciò che hai scritto... ah, quelli sì che sono momenti che ti fanno piangere di felicità! Purtroppo la pubblicazione non ha dato i suoi frutti e la CE con cui collaboravo si è chiamata fuori, motivo per cui il secondo libro della saga uscirà in ebook tramite selfpublishing.

C'è un messaggio che vorresti mandare ai tuoi lettori?
A quelli che non vedono l'ora di scoprire cosa accadrà al Principe Galadir chiedo di portare ancora un po' di pazienza, con la promessa di un secondo capitolo ancora più violento e intenso ambientato nell'inquietante Vivar, capitale della Terra Oscura!

Hai qualche consiglio da dare agli aspiranti scrittori? Ti va di raccontarci come sei arrivato alla pubblicazione?
E' stato un percorso lungo ed estenuante che però ha dato i suoi frutti. Lavorare con un editor di aiuta a comprendere molte cose (ad esempio, che c'è una parola per esprimere una frase intera e dove tagliare il superfluo). Essere affiancata da una CE è stato istruttivo ed entusiasmante, soprattutto quando ho partecipato alle manifestazioni del fantasy e ho avuto l'occasione di conoscere e farmi conoscere. Alla fine, purtroppo, è andata male e mi ritrovo con due saghe intere che speravo di pubblicare con questa CE. Ma, ehi, mai disperarsi! C'è l'editoria digitale, ci sono i siti online per autopubblicarsi: solo perché vi dicono di no, non significa che dobbiate arrendervi e mettere tutto da parte. No! Io non lo farò, e non dovreste farlo nemmeno voi: ognuno di voi ha talento, checché ne dicano gli altri, e ognuno di voi merita di vedere la propria opera su uno scaffale - che sia digitale o in legno in una libreria! Mai dire mai e mai mollare, non si sa cosa ha in serbo per noi il destino...

Qual è il tuo libro o autore preferito?
La mia autrice preferita è Keri Arthur, ma devo dire che Beth Kery la sta incalzando alla grande. Ce ne sono molte altre, ovviamente, ma la lista non finirebbe più! Per il libro preferito la scelta è assai più ardua... mi salvo dicendo Riley Jenson Guardian Series, Fifty Shades Series, Chicago Stars Series, Lords of the Underworld...

I libri: cosa sono per te?
La mia fonte di vita.

Hai altri progetti letterari in futuro? Puoi darci qualche anticipazione?
L'11 gennaio è uscito il racconto erotico Assaporare il Fuoco, edito da Lite Editions. A fine febbraio/inizio marzo pubblicherò in ebook La promessa del leone, un urban fantasy autoconclusivo ambientato in Tanzania, la cui cover è stata commissionata al bravissimo illustratore Gaetano di Falco. La collaborazione con Lite Edition conta anche una nuova serie erotica contemporanea intitolata Matt Staton's Agency. Per quanto riguarda il secondo volume de La Regina degli Inferi, Prigionia Mortale, spero di riuscire a pubblicarlo entro la fine di quest'anno.

Hai altro da aggiungere per i lettori del Portale Segreto?
Spero davvero che le mie opere possano emozionarvi tanto quanto è accaduto a me mentre le scrivevo!

Ti ringrazio per avermi dedicato un po' del tuo tempo, sono felice di aver avuto l'occasione di ospitarti nel mio salotto per fare quattro chiacchiere insieme!
Grazie a te di avermi invitata e di avermi dato la possibilità di parlare di me e dei miei libri. Un gigantesco saluto a tutti gli utenti del blog!


07 marzo 2013

Salotto letterario: intervista ad Alessia Mainardi

marzo 07, 2013 2 Comments
Ciao viandanti! Oggi faremo quattro chiacchiere in compagnia di una giovanissima scrittrice e cosplayer, Alessia Mainardi, che con il suo primo libro fantasy ha avuto un grandissimo successo! Si tratta della saga di Avelion, che ha dato il via ad una brillante carriera di scrittrice.



Titolo: Avelion - La trilogia
Autore: Alessia Mainardi
Editore: Mattioli 1885
Collana: Fantasy
Pagine: 500
Prezzo: € 24,00

Trama: Avelion. Una saga fantasy al femminile che racconta il riscatto del diverso, insegna l'importanza del dialogo e della comprensione dell'altro, per scoprire che il segreto dell'Equilibrio è racchiuso dentro ognuno di noi. Cinque Armi che rispondono al potere degli Elementi, cinque Portatori che devono ritrovare se stessi per lottare insieme e restituire l'Equilibrio al loro mondo, dilaniato dai conflitti tra popoli mossi dalla cupidigia e dall'egoismo.
Un viaggio ricco di incontri e scontri, lungo il quale i protagonisti impareranno a combattere pregiudizi e fantasmi del passato per trovare dentro di sé la forza per riportare la pace e l'armonia in Avelion.
In un mondo fantastico dominato dai cinque Elementi (Terra, Acqua, Fuoco, Aria e Metallo) e in cui convivono uomini, maghi e popoli incantati, prende vita la saga fantasy di "Avelion", con un'ambientazione ispirata a tratti a città come Parma e Venezia.
In un unico volume le vicende della protagonista Riel e dei suoi compagni si snodano attraverso i capitoli originali de "La Figlia dell'Acqua", "Il Figlio del Fuoco" e "Il Sigillo dell'Equilibrio".
Con un finale inedito tutto da scoprire.





Ciao Alessia! Benvenuta nel salotto letterario del Portale Segreto! Ti andrebbe di presentarvi ai lettori del blog? Parlaci un po’ di te...

Sebbene sia una scrittrice non ho il dono della sintesi, soprattutto quando mi viene chiesto di riassumere in poche righe chi io sia. Cercerò comunque di presentarmi seguendo un filo logico che potrebbe essere il seguente: lavorativamente sono una scrittrice, per hobby sono una cosplayer e nella vita di tutti i giorni sono una ragazza disabile, affetta da una malattia genetica rara che si chiama Atassia di Friedreich. 
Il comune denominatore di tutta la mia esistenza è la fantasia, declinata in mille modi differenti.
Posso ragionevolmente dire di avere una vita non comune: con aspetti, come quelli lavorativi e hobbystici, assolutamente gratificanti e altri, causati dalla mia condizione di disabilità, decisamentom più difficoltosi e complicati. Eppure grazie al mio più grande pregio o difetto, a seconda di come lo si vuole intendere, che è la testardaggine ho imparato che con un po' di buona volontà si riesce a fare tutto, anche quello che subito sembra impossibile. Insomma sono una persona che crede fermamente nei propri sogni e pur di realizzali non lascia nulla di intentato.


Adesso parliamo della trilogia di Avelion, la tua opera prima. Ti va di dirci qualcosa a riguardo? Di cosa parla?
Avelion è una trilogia fantasy formata dai tre libri che rispondono ai titoli di "La Figlia dell'Acqua", "Il Figlio del Fuoco" e "Il Sigillo dell'Equilibrio". E' un fantasy di stampo classico o, per chi ama le suddivisioni del genere a differenza di me, un High Fantasy. Vi si ritrovano tutti i canoni del genere: c'è una compagnia che si forma, c'è la 'Cerca', ci sono tutte le razze tipiche come elfi, nani, maghi, fate così come i draghi, eppure tutto è rigirato al femminile. Le protagoniste, quattro componenti su cinque della compagnia, sono ragazze, così come le divinità del mondo di Avelion sono donne conosciute come Dame Elementali. Questo perchè il mondo di Avelion e così tutte le razze e le culture diversissime che lo abitano rispondono alla Legge dei Cinque Elementi che sono: Terra, Aria, Acqua, Fuoco e Metallo. I quali danno ad ogni essere vivente differenti capacità legate all'Elemento più preponderante in loro.
C'è moltissimo da scoprire seguendo il viaggio di Riel e delle sue compagne attraverso Avelion, un Male antico e nascosto da sconfiggere e tanti colpi di scena che non faranno che stravolgere ciò che si pensava.
Insomma Avelion è un fantasy classico tutt'altro che classico!

Come è nata l'idea di scriverlo? E come ti ha cambiato quest'avventura?
Come dico sempre Avelion è nato per colpa della statua di drago bianco che mi regalò mia nonna Betty. 'Un drago delle nevi' pensai subito e avrei voluto ideare una storia che lo avesse all'interno. La sera andai a dormire e il mattino Avelion era nella mia testa, completo, quasi fosse venuto a presentarmi dicendomi 'Salve, piacere sono il suo libro!'. E a me non è rimasto altro da fare che ascoltarlo e cominciare a scrivere.
Avelion mi ha cambiato molto.
Prima che arrivasse ero una delle tante che dicono 'voglio fare la scrittrice' con mille idee per la testa, ma nessuna concreta, anche perchè ero perennemente afflitta dal 'blocco dello scrittore' che mi impediva di concludere anche solo una delle mie storie. 
Dopo, come se qualcuno mi avesse dato una chiave, mi sono sbloccata e ora se devo scrivere un libro non pianifico, mi limito a seguire un'idea e restare in ascolto. La voce dell'ispirazione si fa sentire e io devo solo seguirla... Fidarmi.

Perché hai scelto di scrivere un fantasy? C'è un autore o un libro in particolare che ti ha ispirata?
Non ho scelto io.
Come dicevo Avelion mi è 'capitato' e ammetto candidamente di non essere esperta del genere fantasy più classico. Sebbene ammiri le opere di J.R.R Tolkien come lettrice i miei gusti virano decisamente più al fantastico, o urban fantasy, seguendo le classificazioni, come 'La Bussola d'Oro' di Philip Pullman o 'Harry Potter' di J.K. Rowling. Però non mi sono ispirata a nessuno di loro in particolare, limitandomi solamente a copiare da loro la cura nel realizzare ogni dettaglio della loro opera.
Ho cercato di seguirne il metodo, nient'altro.

I personaggi sono ispirati a personaggi realmente esistenti o sono il frutto della tua fantasia? Che rapporto hai con loro? E qual è il tuo preferito?
I personaggi di Avelion li amo tutti. Molti sono persone reali, i miei più cari amici e amiche, che mi sono divertità a trascinare con me in questo mondo fantastico. Anche perchè, così facendo, descriverne carattere e personalità sarebbe risultato molto più veritiero e realistico.
Altri, ovvero principalmente i cattivi, sono solo frutto della mia immaginazione.
Comunque se devo sceglierne uno tra tutti il mio prediletto è l'elfo oscuro Kalad, che con il suo carattere imprevedibile e irriverente, mi ha dato la possibilità non solo di scompigliare le carte in tavola, ma spesso di mettere in difficoltà i miei personaggi più alteri.

Quale canzone e quale colore abbineresti al tuo romanzo?
Difficile. I colori sono tre: blu per 'La Figlia dell'Acqua', rosso per 'Il Figlio del Fuoco' e verde per 'Il Sigillo dell'Equilibrio'.
Mentre come canzone non saprei proprio, credo sarebbe una colonna sonora più che un solo brano, rigorosamente strumentale e vicina alla musica celtica che adoro e che spesso uso come sottofondo per scrivere.

Solitamente quali sono il momento e il luogo che preferisci per scrivere?
Sicuramente la mattina in camera mia, attorniata dai miei libri e dalle tatuine della mia collezzione di fate.

È stato difficile portare a termine questo libro? Cosa hai provato quando hai scritto la parola "fine" alla tua storia?
Difficile no, se si conto che sono stati scritti consecutivamente nell'arco di meno di tre anni, impiegando nove mesi per il primo volume, sempre nove per il secondo e solo sette per il terzo. La parola 'fine' che pensavo mi avrebbe infuso tristezza è stata invece una liberazione. Scrivendola non ponevo fine a qualcosa, bensì davo inizio alla vita della mia trilogia che, finalmente completa, poteva trasmettere ai lettori ciò che avevo ideato.

Come ti senti all'idea di sapere che il tuo libro è in mano al pubblico? Temi il giudizio dei lettori? Cosa speri dalla pubblicazione?
Io scrivo per essere letta.
Non temo il giudizio dei lettori, anzi lo anelo. Ovviamente spero che ciò che scrivo piaccia, ma ciò che più mi importa è suscitare emozioni e se anche fossero negative avrei comunque raggiunto il mio obbiettivo, no?
Alla pubblicazione chiedo solo la visibilità e raggiungere più lettori possibili, perchè ciò che mi rende felice è condividere i miei scritti, parlarne e, come ora, magari rilasciare qualche intervista.

Dopo il successo di "Avelion" hai scritto un'autobiografia molto interessante incentrata sulla tua passione per il cosplay. Ti va di parlarci di "Alessia in Cosplayland"?
"Alessia in Cosplayland" è un mio progetto con uno scopo ben preciso: raccogliere fondi da destinare alla ricerca per la cura alle malattie genetiche e in particolare all'Atassia di Friedreich, da cui sono affetta. Ho voluto raccontare la mia storia e di come l'essere capitata nel colorato e bizzarro mondo del Cosplay mi abbia aiutato nell'accettazione della mia condizione di disabile e nel trasformare il mio punto di vista da negativo a positivo. Per questo immedeimandomi in una Alice che finisce in un imprevisto Paese delle Meraviglie ho voluto raccontarmi e raccontare qualcosa di differente e veritiero, che spero trasmetta il messaggio che la disabilità non è per forza una fine. E nemmeno un limite se i sa come affrontarla.
Per chi volesse saperne di più vi rimando al link del mio sito dove trovate la spiegazione dettagliata: http://www.ryukicosplay.com/alessia_in_cosplayland.php

C'è un messaggio che vorresti mandare ai tuoi lettori?
Usando la frase che ho coniato per "Alessia in Cosplayland" e che è il mio credo e motto dico solo questo: la volontà è ciò che rende chiunque in grado di realizzare anche l'impossibile!

Hai qualche consiglio da dare agli aspiranti scrittori? Ti va di raccontarci come sei arrivato alla pubblicazione?
L'unico consiglio è credeteci, lavorate, cercate sempre di migliorarvi e non smettete mai di provare. Io stesso sono partita dall'autoproduzione, venendo personalmente nelle fiere i miei libri fino a quando la casa editrice con cui pubblico a tutt'ora non si è convinta, vista la visibilità che avevo acquisito in tre anni di promozione, vendite e sito internet, ad offrirmi il contratto per la pubblicazione e distribuzione a livello nazionale.

Qual è il tuo libro o autore preferito?
Tutti e nessuno. Amo i libri in generale, ognuno mi trasmette qualcosa di diverso ed è adatto ad un momento e ad uno stato d'animo particolare. Così come magari autori che adoro per un libro non mi piacciono affatto in un altro.
Non mi metto limiti, da brava lettrice compulsiva!

I libri: cosa sono per te?
Viaggi.
In luoghi, spazi, tempi e perfino dentro ad altre persone. Ogni libro è un viaggio a se stante che mi conduce in mete diverse trasmettendomi emozioni e lasciandomi ricordi sempre differenti.

Hai altri progetti letterari in futuro? Puoi darci qualche anticipazione?
Lo vedrete concretizzato entro il 2013 e posso dirvi che sarà nuovamente una saga, questa volta in quattro volumi, a metà tra l'urban-fantasy e la fantascienza. 
Ovvero con ambientazione moderna e odierna e una parte 'magica' estremamente legata alle leggende irlandesi.

Hai altro da aggiungere per i lettori del Portale Segreto?
Aggiungo solo un: non smettete mai di leggere, è il migliore dei vizi!

Ti ringrazio per avermi dedicato un po' del tuo tempo, sono felice di aver avuto l'occasione di ospitarti nel mio salotto per fare quattro chiacchiere insieme!

Che ne pensate? Vi ha incuriosito il suo libro?