22 gennaio 2019

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Spellbound: Magic, Ritual & Witchcraft di Miranda Corcoran e Andrea Di Carlo


L’Ashmolean Museum fu fondato dal ricco antiquario Elias Ashmole, che lasciò in eredità la sua grande collezione di cose strane alla università di Oxford in 1682. Oltre a essere un uomo politico e un antiquario, Ashmole fu anche un astrologo e uno studioso di alchimia. Quest’età di magia e misticismo è ancora presente nella nuova mostra organizzata dallo Ashmolean Museum dal 31 agosto 2018 fino al 6 gennaio 2019, dal titolo Spellbound: Magic, Ritual & Witchcraft.

I curatori della mostra sono Dr Sophie Page e Dr Marina Wallace, e la mostra presenta più di 180 artefatti da tutta Europa. La varietà di artefatti sviluppa la storia delle più disparate credenze nella stregoneria dal 12° secolo fino ai giorni d’oggi. La storia della stregoneria è la storia degli oggetti.
Le credenze sviluppate intorno alla stregoneria e alla magia si concentravano spesso su oggetti materiali e naturali. Incantesimi, libri di incantesimi, specchi magici, e bamboline erano di fondamentale importanza per fare incantesimi. In questo modo, streghe, cacciatori di streghe, e persone superstiziose ci hanno lasciato molti artefatti che sono una testimonianza di persone che credevano fermamente nella magia.

La mostra Spellbound è una testimonianza residuale della funzione pervasiva della stregoneria e costringe i visitatori a riconsiderare il modo con cui confrontano le loro credenze e superstizioni. I visitatori entrano nella mostra dopoché viene chiesto loro se vogliono passare sotto una scala.
Il museo tiene conto di quanti visitatori intendono passare sotto la scala con lo scopo di stabilire quanto le superstiziosi sono forti al giorno d’oggi. Entrando nella mostra, i visitatori devono affrontare un numero di oggetti ornati, testi medici e astrologici. Bisogna notare come la giustapposizione di magia e medicina possa sembrare strana per noi, ma per un pubblico del medioevo queste due cose erano interconnesse. Testi medici di quel periodo dimostravano, per esempio, come diversi segni zodiacali potevano avere diversi effetti sulle parti del corpo.

Nel medioevo e durante l’età pre-moderna, spesso la magia era ancora rispettata. In questa mostra è possibile vedere uno specchio magico che una volta apparteneva a John Dee, un astrologo e studioso dell’occulto che fungeva anche da consigliere di Elisabetta I.
Forse la parte più interessante della mostra sono incantesimi e altri oggetti in uso nei rituali. Raccolte di capelli, denti umani, ed erbe seccate sono le prove fisiche più vivide di come lavoravano le streghe. La conservazione di organi di animali trafitti da spine e bambole trafitte da stiletti indicano la presenza di una magia più malefica che si svolgeva in secreto. Tuttavia, se esistevano veramente le streghe che praticavano la magia nei campi e foreste inglesi, vi sono anche cacciatori di streghe che lavoravano per identificare ed eliminare la minaccia rappresentata da forze soprannaturali. La mostra offre la possibilità di vedere trattati per la caccia alle streghe; tra questi, il più noto è senza dubbio Matthew Hopkins e il suo The Discovery of Witches, la cui copertina presenta Hopkins che interroga due streghe circondate dai loro famigli. La mostra presenta alcuni dei diversi metodi usati per scoprire la presenza di streghe. Tra questi vi è l’ordalia dell’acqua e quella più inusitata di pesare una strega con una bibbia.

Spellbound prova che la magia era un aspetto centrale nella vita di tutti i giorni, anche di coloro che non si consideravano maghi o streghe. Gli oggetti in mostra includono ferri di cavallo, che si trovavano nell’androne e che avevano la funzione di allontanare le streghe, o anche un gatto mummificato che veniva posto nella mura di casa per allontanare topi. Oltre a ciò, ci sono innumerevoli esempi di bottiglie di streghe, bottiglie di vetro che contenevano urina, capelli, unghie, e altri piccoli oggetti, le quali erano poste sotto caminetti o soglie per allontanare le streghe.

È importante notare come la credenza nella stregoneria non è qualcosa di vecchio. Una delle più interessanti sezioni della mostra sono oggetti che appartenevano a Helen Duncan, una medium che fu l’ultima persona perseguita sotto il la legge contro la stregoneria del 1735. Il processo a Duncan non si svolse nel medioevo, ma nel 1944. Non bisogna stupirsi se la legge contro la stregoneria fu abolita nel 1951.
Spellbound è una mostra bellissima e interessantissima che dimostra non soltanto come la storia della stregoneria sia interessante, ma anche la continua presenza della superstizione al giorno d’oggi.

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Miranda Corcoran ha ottenuto il dottorato nel 2016 dall'University College Cork. I suoi interessi di ricerca includono letteratura e cultura della guerra fredda, fantascienza e horror. È particolarmente interessata alla stregoneria e insegna un corso sulle streghe nella cultura popolare americana. Puoi trovare più del suo lavoro nel suo blog: A Middle Aged Witch.

Andrea Di Carlo è un dottorando al secondo anno in Filosofia presso lo University College Cork. I suoi interessi spaziano dalla letteratura antico inglese alla filosofia, storia e letteratura del 1500-1600. Il suo blog è: The travelling humanist.

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