Visualizzazione post con etichetta storia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta storia. Mostra tutti i post

04 febbraio 2019

La Pietra del Sole Mexica - Calendario Azteca

febbraio 04, 2019 4 Comments
foto di Angie Padilla

Come tutti i popoli mesoamericani, i mexica avevano due calendari: uno rituale e uno solare. Le forme e manifestazioni del Sole sono una componente centrale della cosmogonia mexica. Tuttavia il pezzo conosciuto come Calendario Azteca non è in realtà un calendario.
La Pietra del Sole è uno dei monoliti più antichi che si sono conservati della cultura mexica, la cui data di elaborazione fu datata intorno all'anno 1479. Prima della scoperta del monolito di Tlaltecuhtli (dio-dea della Terra) con i suoi 4 per 3,57 metri di altezza, si pensava che la Pietra del Sole fosse la più grande di dimensioni.


Fu abbattuta e interrata con la Conquista del Messico e rimase così fino al suo ritrovamento il 17 dicembre 1790 nella parte sud del Zocalo della Città del Messico.

La Pietra del Sole è un disco di basalto con iscrizioni allusive alla cosmogonia mexica e i culti solari, probabilmente nella sua concezione originale era una pietra per il sacrificio gladiatorio.
Misura 3,60 m di diametro e 1,22 m di spessore, pesa 24 tonnelate. Il pezzo non fu completato a causa di una profonda rottura in uno dei lati. Nonostante la frattura probabilmente fu utilizzato con il proposito di sostenere la lotta dei guerrieri nella cerimonia del Tlacaipehualiztli.
In nahuatl era chiamata Sole di Movimento (Ollin Tonatiuh) evidenziando la sua visione geocentrica. Fu principalmente un oggetto cerimoniale, il pezzo contiene pittografie che rappresentano come i mexica concepivano il trascorrere del tempo ed è il risultato di secoli di osservazioni astronomiche.

I motivi che coprono la sua superficie sembrano essere un sommario della complessa cosmogonia mexica:
Disco centrale. Nel centro del monolito si trova la faccia del dio solare Tonatiuh Xiutecohtli all'interno del segno del movimento (ollin) con le sue due mani, ognuna con un bracciale. Inoltre i suoi artigli catturano un cuore umano e la sua lingua è rappresentata come un coltello di selce, esprimendo la necessità di sacrifici per la sopravvivenza dell'astro.
Le quattro aree. I quattro quadrati che circondano la divinità centrale, rappresentano i precedenti quattro soli che precedettero l'attuale Quinto Sole.
Il quadrato superiore destro rappresenta il 4 Giaguaro, giorno in cui terminò la prima era, dopo 676 anni al sorgere dalle viscere della terra mostri che divorarono la gente. Rappresenta l'elemento Terra.
Alla sinistra in alto si trova il 4 Vento che ricorda che dopo 364 anni, uragani agitarono la Terra e fecero in modo che coloro che non morirono si trasformassero in scimmie. Rappresenta l'elemento Aria.
Sotto a questa (sinistra in basso) si trova il 4 Pioggia. Questo mondo durò 312 anni e coloro che vissero in questa epoca morirono o si trasformarono in pollame a causa di una pioggia di fuoco. Rappresenta l'elemento Fuoco.
Nel quadrato inferiore destro si trova il 4 Acqua, precedente al nostro mondo, che durò 676 anni e terminò quando coloro che lo abitavano morirono annegati dall'acqua. I sopravvissuti si trasformarono in pesci e anfibi. Rappresenta l'elemento Acqua.

Primo anello. La successiva corona è formata dai pittogrammi dei venti giorni del calendario sacro azteca (Tonalpohualli). Questi si leggono in senso contrario alle lancette dell'orologio e sono: coccodrillo (Cipactli), vento (Ehecatl), casa (Calli), lucertola (Cuetzpallin), serpente (Coatl), morte (Miquiztli), cervo (Mazatl), coniglio (Tochtli), acqua (Atl), cane (Itzcuintli), scimmia (Ozomatli), erba divina (Malinalli), canna (Acatl), giaguaro (Ocelotl), aquila (Cuauhtli), avvoltoio o poiana (Cozcaquauhtli), movimento (Ollin), coltello di selce (Tecpatl), pioggia (Quiahuitl) e fiora (Xochitl).
Secondo anello. La seconda corona contiene multiple sezioni quadrate, in ogni sezione ci sono cinque punti (quincunce). Ci sono anche otto angoli che dividono la pietra nello stesso numero di parti. Si considera che questi rappresentino i raggi solari collocati in direzione dei punti cardinali.
Terzo anello. Nella parte più bassa della pietra ci sono due serpenti di fuoco (Xiuhcoatl) che circondano e incorniciano la pietra e portano il dio Sole attraverso il firmamento, uno di fronte all'altro. I suoi corpi sono divisi in sezioni che potrebbero rappresentare cinquantadue cicli annuali: il secolo azteca consisteva in 52 anni, ogni corrispondenza tra il principio dell'anno civile con quello sacro.
Nella parte superiore del monolito, un quadrato scolpito tra le code dei serpenti rappresenta la data 13 Acatl, che corrisponderebbe al 1479, l'anno in cui il monolito fu completato.

Il pezzo originalmente veniva utilizzato in posizione orizzontale, oggi per via della sua esibizione, viene mostrato verticalmente come il simbolo principale del patrimonio indigeno dei tutti i messicani.
Attualmente la Pietra del Sole si trova nella Sala Mexica del Museo Nacional de Antropología a Città del Messico.


Bibliografia: Eduardo Matos Moctezuma, Felipe Solis, Roberto Velasco (2004), "El calendario azteca y otros monumentos solares", Mexico, Azabache. 
Tratto dal fascicolo "Mexica" del Museo Nacional de Antropologia de Mexico, Informa, Mario Stalin Rodriguez (2011).

16 maggio 2012

Once Upon a Witch - Gostanza da Libbiano, strega salvata

maggio 16, 2012 6 Comments

Bentrovati ad una nuova puntata di Once Upon a Witch. Oggi vi parlo di una storia di stregoneria a lieto fine. Ebbene si! Ogni tanto qualche anima buona cercava la verità e qualche innocente riusciva a salvarsi. Vi parlo di Gostanza da Libbiano, guaritrice e levatrice che dopo la morte del marito cominciò a praticare questo mestiere grazie alle sue doti speciali.
Siamo alla fine del XVI secolo, nel 1594 e la caccia alle streghe è in piena attività.
Come sempre accade, coloro che possono guarire vengono anche considerati i responsabili delle malattie e della morte se non riescono nel loro intento. Anche Gostanza, ormai non più giovane, venne accusata di stregoneria nel castello di Lari, vicino a Pisa, a causa della morte di alcuni bambini.
Il processo si svolse nella città di San Miniato, sempre in Toscana e Gostanza viene messa sotto tortura per farle ammettere le pratiche di stregoneria contro i bambini e le partorienti di cui era accusata.
Lei ammise l'uso di unguenti, candele e preghiere, ma non ammise mai la pratica della stregoneria nonostante le accuse e le testimonianze contro di lei.
L'inquisitore francescano Mario Porcacchi voleva a tutti i costi una sua confessione sulla natura demoniaca dei presunti poteri della donna e decise di torturarla per ottenere ciò che voleva.
Così appesa ad una fune e straziata dal dolore ammise tutto ciò che le poteva venire in mente, dalla trasformazione in gatto nero ai rapporti con i demoni, ma non negò mai esplicitamente la sua fede.
A questo punto la sua condanna sarebbe stata inevitabile se non fosse intervenuto nel processo un inquisitore fiorentino, Dionigi da Costacciaro, che non accettò la confessione sotto tortura per via dei troppi luoghi comuni confessati e decise di interrogarla personalmente senza sottoporla a nuove torture.
Dopo diversi giorni di prigionia Gostanza confessa all'inquisitore di aver ammesso la pratica della stregoneria solo per timore della fune, ma che in realtà era tutto falso.
Quindi Dionigi la riconosce come innocente e viene assolta, con il consiglio di non utilizzare più gli unguenti e cambiare città.

Storie come questa a lieto fine sono più uniche che rare. Bastava veramente poco per venire processate per stregoneria a volte senza neanche un processo. La tortura era utilizzata molto spesso e le confessioni sotto tortura erano legittime e considerate una prova, senza alcun dubbio. Quindi è ancora più stupefacente scoprire che qualcuno di più ragionevole si è imposto contro una crudeltà ingiustificata e sia riuscito a salvare qualche povera donna innocente da una fine atroce.


E visto che ho parlato di Lari, piccolo paesino intorno a un castello, ne approfitto per consigliarvi di andare a visitarlo. Le segrete sono molto interessanti... Magari quando tornerò porterò con me la macchina fotografica e vi racconterò!
Intanto vi lascio qualche foto del luogo presa dal sito del castello.



le segrete del castello