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16 ottobre 2018

Il Giorno dei Morti in Messico - culto degli antenati (ripubblicazione)

ottobre 16, 2018 11 Comments



Nell'innumerevole serie di incertezze, paradossalmente, la morte è l'unica certezza che abbiamo in vita e quella che ci mettiamo più tempo ad accettare.  Si tratta di un momento fondamentale del ciclo della vita dell'uomo e della natura, per questo motivo in Messico, il Giorno dei Morti diventa un momento per esorcizzare la paura della morte e addirittura ridere di essa e con essa.
Personalmente amo moltissimo questa festa e credo molto nel culto degli
antenati, per cui ho deciso di parlarvi della tradizione messicana relativa a questo giorno speciale.

15 maggio 2013

Once Upon a Witch - danza azteca (Ballet Folklorico de Mexico de Amalia Hernandez)

maggio 15, 2013 2 Comments

Once Upon a Witch è una rubrica che ci terrà compagnia il mercoledì a giorni alterni e rigurda tutto ciò che ha a che fare con le streghe. Ci saranno consigli di rimedi naturali, leggende popolari, cronache di viaggi in posti antichi e magici, storie di streghe, informazioni sul paganesimo e sulle streghe, cristalloterapia, cromoterapia, fitoterapia, libri, film, feste, strumenti... Tutto ciò che riguarda ciò che sta intorno all'Arte e al mio vivere come strega.

Bentrovati Viandanti, finalmente vi mostro uno dei video fatti allo spettacolo del Ballet Folklorico de Mexico de Amalia Hernandez, visto in teatro a Città del Messico. Non posso descrivere le emozioni che ho provato in quel teatro, davvero bellissimo! Consiglio a tutti di vederlo, è una cosa da non perdere soprattutto se vi capita di visitare il Messico. Ci sono tutti i balli tradizionali da quelli aztechi a quelli propri del Messico colonizzato.
Forse è stata una delle più belle cose che ho visto e non vedo l'ora di rivederlo.
Vi mostro solo l'inizio dello spettacolo con alcuni balli aztechi. Purtroppo il suono è pessimo e la mia posizione non permetteva di riprendere al meglio la scena, ma spero che apprezzerete comunque.
Ero indecisa se metterne anche altri, ma ho pensato di non esagerare questa volta XD



Che ne pensate? Vi piace? Lo conoscevate?

06 marzo 2013

Once Upon a Witch - Leggenda messicana: Il fantasma indifeso

marzo 06, 2013 1 Comments

Once Upon a Witch è una rubrica che ci terrà compagnia il mercoledì a giorni alterni e rigurda tutto ciò che ha a che fare con le streghe. Ci saranno consigli di rimedi naturali, leggende popolari, cronache di viaggi in posti antichi e magici, storie di streghe, informazioni sul paganesimo e sulle streghe, cristalloterapia, cromoterapia, fitoterapia, libri, film, feste, strumenti... Tutto ciò che riguarda ciò che sta intorno all'Arte e al mio vivere come strega.

 Il fantasma indifeso

Lidia era una bambina che viveva nel campo, con sua mamma; aveva dieci anni e non andava a scuola a causa dell'estrema povertà in cui viveva. Tra i suoi lavori vi erano il raccogliere mais, vendere alcuni frutti nel villaggio e il più difficile, prendersi cura dei suoi fratellini.
Sua madre, sebbene anche lei lavorasse, le piaceva divertirsi nei bar, per questo quotidianamente portava uomini alla sua umile dimora. Un giorno però, un uomo poco raccomandabile, arrivò per rimanere. Si mise comodo e pretese di essere servito come l'uomo di casa. A Lidia non rimase che ubbidire perché non voleva essere picchiata come la madre.
Era passato un mese e l'uomo non aveva dato segno di voler andarsene. Lidia pensò che questa volta la madre avrebbe deciso di rimanere con lui.
Questa situazione non era di gradimento alla figlia maggiore, perché gli adulti si ubriacavano quotidianamente e i bambini sembravano avere sempre più fame, per cui a Lidia non rimase che fare l'elemosina.
Una notte la bambina ottene denaro sufficiente per portare ai piccoli un po' di cibo. Felice attraversò i cespugli per arrivare alla sua casa, mentre all'interno sua madre e il suo padrigno si divertivano a bere tequila. Egli, notando l'arrivo di Lidia, si diresse al patio dove la bambina aveva riunito i suoi fratellini per dargli da mangiare.
Infuriato per questa azione, l'uomo confiscò il pane e il pollo, colpì i piccoli davanti allo sguardo indifferente della madre, il che portò Lidia ad avventarsi contro di lui per evitare che continuasse a picchiare i fratellini. Il patrigno non misurò la sua forza e sotto l'effetto dell'alcol, prese Lidia per i capelli e sbatté la sua testa contro una pietra. Lidia morì all'istante.
Passati alcuni mesi, l'uomo e la madre continuavano la loro relazione, però il rimorso non li lasciava vivere in pace. Decisero di trasferirsi nella capitale, dove nessuno li conosceva, dato che i piccoli dicevano costantemente che vedevano e parlavano con Lidia.
Spaventati perché lo spirito della bambina gli appariva per coprirli di vergogna, fuggirono prima di quanto avevano pianificato; di modo che Lidia non ebbe tempo per far pagare all'uomo il crimine che aveva commesso.
A causa dei dubbi della madre, la sua casa fu venduta. Alcuni forestieri si presero cura dei campi di mais, demolirono la umile casa e costruirono una casa più grande, sebbene mancassero i servizi di base.
Narra la leggenda che l'anima di Lidia continua a penare in quel luogo, perché la sua giovane età non le permise di capire che qualcuno le avesse tolto la vita; è per quello che appare per chiedere l'elemosina o un poco di acqua per i suoi fratellini. Lidia vaga come un fantasma indifeso che non ha potuto riposare in pace perché non si è ancora resa conto che è già morta.

26 dicembre 2012

Once Upon a Witch - Il fantasma del metro Pino Suarez

dicembre 26, 2012 0 Comments
Once Upon a Witch è una rubrica che ci terrà compagnia il mercoledì a giorni alterni e rigurda tutto ciò che ha a che fare con le streghe. Ci saranno consigli di rimedi naturali, leggende popolari, cronache di viaggi in posti antichi e magici, storie di streghe, informazioni sul paganesimo e sulle streghe, cristalloterapia, cromoterapia, fitoterapia, libri, film, feste, strumenti... Tutto ciò che riguarda ciò che sta intorno all'Arte e al mio vivere come strega.

Oggi vi narro la leggenda del fantasma del metro Pino Suarez (leggenda messicana).

 "Tra i corridoi che costruirono per il passaggio del treno elettrico, apparirono cento cadaveri di uomini e donne sacrificati durante l'epoca coloniale. Dicono che anche oggi, di giorno, si sentono rumori di spade e furiose battaglie tra le sue pareti sotterranee.
Si dice - non ufficialmente - che in quel luogo, murarono o imprigionarono due personaggi dell'epoca coloniale al fine di evitare uno scontro mortale tra di loro.
Uno era il conte di Santiago, che abitava nel palazzo nazionale. L'altro era Pedro de Leyva, figlio del viceré della nuova Spagna nel 1664. Secondo la storia che si narra, durante la presa del potere del viceré, De Leyva offese pesantemente i creoli, razza di cui faceva parte il conte Santiago. L'offesa fu la scusa per la sfida a un duello mortale.
Quindi, il vescovo Diego Osorio Escobar, si incaricò di sollecitare le autorità per incarcerare entrambi in modo da evitare che si uccidessero. Tuttavia, entrambi morirono in prigione, senza consumare la tanto agognata battaglia, che secondo alcuni. continua ancora oggi di giorno dall'al di là tra i freddi corridoi del metro Pino Suarez.

Un'altra storia riguardo agli strani fenomeni che accadono nel metro Pedro Suarez, dice che un gruppo di Monaci, tra preghiere e orazioni, attraversano i solitari corridoi del metro, quando tutta la gente se ne è già andata. Alcuni addetti alle pulizie della stazione, assicurano di averli visti e affermano che ogni volta che appaiono è per preannunciare una tragedia. Si dice che, al tempo della Colonia, nel luogo dove si trova ora la stazione Pino Suarez, c'era un tunnel cbe serviva ai monaci di un convento per passare clandestinamente. Con cosa? E per quale motivo? Non lo sappiamo, però a quanto pare i monaci continuano ancora la loro litania dall'al di là."

31 ottobre 2012

Once Upon a Witch - Il fantasma della piangente (la llorona)

ottobre 31, 2012 1 Comments
Once Upon a Witch è una rubrica che ci terrà compagnia il mercoledì a giorni alterni e rigurda tutto ciò che ha a che fare con le streghe. Ci saranno consigli di rimedi naturali, leggende popolari, cronache di viaggi in posti antichi e magici, storie di streghe, informazioni sul paganesimo e sulle streghe, cristalloterapia, cromoterapia, fitoterapia, libri, film, feste, strumenti... Tutto ciò che riguarda ciò che sta intorno all'Arte e al mio vivere come strega.

 Esiste in Messico una leggenda molto famosa sul fantasma di una donna piangente in cerca dei suoi figli morti. Si tratta della llorona di cui vi narrerò...

"Nell'era preispanica, esisteva una donna azteca che perse suo marito, morto in una grande battaglia. Rimasta sola, perse il senno e affogò i suoi bambini nel lago.
Sebbene fosse intenzionata a togliersi anche lei la vita, il popolo la castigò prima che portasse a termine il suo intento suicida. Fu giudicata, torturata e sacrificata per pagare per la morte dei suoi figli.
Gli dei condannarono la donna a rimanere intrappolata tra la vita e la morte, soffrendo e lamentando sempre di aver ucciso i suoi figli. Ella appariva nel lago ed era conosciuta come la Cihuacoatl (donna serpente). Terrorizzava  tutte le persone della città, li faceva naufragare e se li mangiava. Si dice che un sacerdote di nome Acamapichtli, tentò di fare un rituale per intrappolarla e porre così fine alle sue minacce, però tutto fu vano perché la Cihuacoatl continuò a spaventare gli aztechi.
Ella usciva ogni notte, con il suo noto lamento e rapiva i bambini per portarseli al lago. L'unico modo per placarla era quando sacrificavano i propri figli per retribuirla dei figli che aveva perso. Quindi tornava alla sua abituale rassegnazione caricata di una culla vuota. Ironicamente, le madri i cui figli erano sacrificati per placarela Cihuacoatl, vagavano soffrendo tutto il giorno per le piazze e le strade, gridando:
- Ah! I miei figli! Dove sono i miei figli? -
Quando i conquistatori spagnoli conquistarono la città, decisero che il lago era pericoloso e iniziarono a tagliare  i collegamenti del lago con il mare. Il luogo dove sorgeva il lago, piano piano, si trasformò in una valle. Con il nuovo aspetto della città, riapparve la figura della donna serpente che,  vestita di bianco, continuerà a piangere eternamente i figli che mai torneranno."

03 ottobre 2012

Once Upon a Witch - La leggenda della Strega del Mare (leggenda messicana)

ottobre 03, 2012 7 Comments
Once Upon a Witch è una rubrica che ci terrà compagnia il mercoledì a giorni alterni e rigurda tutto ciò che ha a che fare con le streghe. Ci saranno consigli di rimedi naturali, leggende popolari, cronache di viaggi in posti antichi e magici, storie di streghe, informazioni sul paganesimo e sulle streghe, cristalloterapia, cromoterapia, fitoterapia, libri, film, feste, strumenti... Tutto ciò che riguarda ciò che sta intorno all'Arte e al mio vivere come strega.

Negli ultimi mesi avevo cercato di pubblicare la rubrica settimanalmente, ma ora tornerà ad essere bisettimanale come deciso dall'inizio.

Bentrovati Viandanti! Oggi vi parlo di una leggenda messicana, ovvero la leggenda della Strega del Mare.
  
Era un pomeriggio di ottobre del 1765, la città di Seybaplaya a Campeche era tranquilla; i pescatori vivevano vicino la costa, dove era più facile portare a termine le loro attività quotidiane. In una di queste case c'era un uomo che stava riposando e non immaginava minimamente quello che stava per vivere.
La notte stava cominciando a cadere quando, all'improvviso, qualcuno bussò disperatamente alla porta di questo pescatore che, sconcertato, si mise dietro la porta per vedere chi era che picchiava duramente alla sua porta. Scoprì quindi che si trattava di una bellissima ragazza che implorava gridando di lasciarla entrare.
Le lacrime le scorrevano sulle guance e un terrore atroce la invadeva; il pescatore rimase in silenzio senza dire una parola. Alla fine, senza aprire la porta, domandò cosa desiderava e perché bussava con grande impazienza.
Lei senza perdere tempo gridò:
- Lasciami entrare! Mi perseguita il diavolo, lasciami entrare! -
A sentire questo, l'uomo impallidì e si assicurò che per nessun motivo la porta venisse aperta, così come le finestre.
La bella ragazza non perse la speranza di ricevere rifugio da qualcuno, per questo bussò in molte case vicine, però non fu accolta da nessuno, al contrario, tutti si chiudevano in casa e non guardavano nemmeno attraverso la finestra.
All'arrivo della mezzanotte, un grido atroce si sentì per tutta la contea. Raccontano che il cielo si tinse di vari colori scuri, i cani, i gatti e gli altri animali si rifugiarono negli angoli, mentre il mare infuriava. Alla fine il diavolo aveva preso la bella ragazza.
I giorni seguenti furono un inferno per gli abitanti, non riuscivano a salire in mare, alcune barche naufragarono e così cominciò a scarseggiare il cibo e alcuni animali morirono di fame.
Secondo la leggenda, la ragazza si era rifugiata in una grotta sul mare, maledicendo il popolo che le aveva negato aiuto. Questo fu il motivo di tanta disgrazia.
Sul posto arrivarono molti sacerdoti per sanare la zona con messe sante, tuttavia morirono tutti nell'intento e i loro corpi furono inghiottiti dalle feroci acque del mare.
Un pomeriggio arrivò un curato sconosciuto che riuscì a raggiungere la grotta dove si trovava lo spirito della giovane e con dell'acqua benedetta, trasformò il suo spirito in acqua e si perse nel mare.
 Il sacerdote sparì misteriosamente, nessuno lo vide più, né si seppe da dove veniva, né la sua identità. Le persone non sapevano chi ringraziare per aver loro ridato la pace. Tuttavia si dice che durante le notti di tormenta, quando le onde minacciano il popolo, appare la ragazza trasformata in strega, che cerca di realizzare finalmente la sua vendetta contro il popolo che le negò l'aiuto

26 settembre 2012

Once Upon a Witch - La Catrina

settembre 26, 2012 5 Comments

Bentrovati viandanti! Come avrete notato, anche il Messico è un posto pieno di tradizioni e mistero e una delle immagini più rappresentative di questo meravigioso paese è la Catrina, ovvero la Morte.
La Catrina è uno scheletro sorridente, che porta un enorme cappello decorato di fiori sulla testa ed è un simbolo molto importante che porta molti nomi.

L'inventore della Catrina fu José Guadalupe Posada, che la disegnò per rappresentare metaforicamente la alta classe sociale dell'epoca e per criticare i molti messicani poveri che rinnegavano il loro sangue indigeno, la loro cultura, il loro patrimonio e la loro razza e pretendevano di vivere come europei.
Il primo a darle il nome Catrina fu Diego Rivera, che la dipinse per la prima volta vestita. Nel suo murale "Sueño de una tarde dominical en la Alameda Central" la vediamo accompagnare il suo ideatore.
La Morte viene vista in molti modi. A volte come un'entità allegra, piena di vita, giocosa, frivola, riccamente vestita e civettuola che si diverte a flirtare con gli umani. Altre invece, come colei che ci porta via improvvisamente. Ma è sempre trattata con rispetto perché è una figura strettamente legata alle tradizioni e alla cultura del Messico, per cui il giorno dei morti è importantissimo e si festeggia con un altare per i cari parenti defunti a cui vengono portati in dono i loro cibi preferiti e molte altre cose. Quindi la Morte è un ospite indispenzabile e ben accetto in queste occasioni.
In Messico, la Morte viene considerata, grazie al ricordo dei cari defunti, come fondamentale per mantenere la propria identità, rimanere legato alla propria cultura e tradizioni. Ci rende uniti in un'unica cultura.
Paradossalmente, la Morte, nostra eterna e costante compagna, è simbolo della gioia di vivere, ci ricorda di vivere in pienezza prima della morte imminente. Con il suo furbo sorriso, tramite la musica e la danza, ci invita a cogliere l'attimo e a trovare il senso della vita.
La Catrina, con la sua ambivalenza, ci ricorda che la vita è qui, ora ed eternamente.

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22 agosto 2012

Once Upon a Witch - Museo di antropologia (Messico)

agosto 22, 2012 5 Comments

Bentrovati viaggiatori! Uno dei musei più belli che abbia mai visto è proprio il Museo di antropologia che si trova a Città del Messico. Ho fatto più di 300 foto e ne ho selezionate 10 per farvele vedere. Spero vi piaccia! Purtroppo in foto non rendono come è realmente vedere queste meraviglie nel museo e scoprire un intero universo dietro quelle infinite sale.









15 agosto 2012

Once Upon a Witch - Teotihuacan

agosto 15, 2012 2 Comments

Bentrovati viaggiatori! Questi ultimi giorni li ho passati a Città del Messico, la città dove sono nata e quindi ho un legame particolare con questo luogo. Ovviamente è una città enorme quindi non è il tipo di città che amo, però per essere una metropoli simile devo dire di esserne rimasta affascinata. Erano tanti anni che non tornavo e vederla con occhi nuovi è stato interessante. Spero di tornarci per visitarla meglio perché ci sono talmente tante cose da vedere che ci vogliono almeno 2 settimane per visitarla per intero.
Dall'afosa Acapulco sono passata ad una piovosa e fresca città e finalmente ho potuto passeggiare tra i boschi di bellissimi parchi, entrare in un'enorme libreria e visitare interessanti musei.

Oggi però vorrei mostrarvi Teotihuacan uno degli antichi luoghi degli Aztechi. Salire sulla Piramide del Sole e sulla Piramide della Luna è un'emozione incredibile. Vi consiglio davvero di andarci perché merita veramente.

Scusate se non scrivo molto, ma davvero le parole non potrebbero sostituire l'esperienza, quindi vi lascio direttamente alle immagini e se volete farmi domande o sapere di più su un argomento riguardo gli aztechi chiedetemelo e sarò felice di parlarne per quel che posso!

piramide del Sole

Sembra che sia appena inciampata ma in realtà mi ero solo inchinata in segno di rispetto prima di cominciare la salita della sacra Piramide.

alcune rovine viste dall'alto

Piramide della Luna vista dalla Piramide del Sole



 
vista dalla Piramide della Luna

Piramide della Luna


Spero che vi sia piaciuto questo piccolo assaggio di queste antiche e meravigliose rovine, cariche di storia, spiritualità, guerra, dolore, ricordi, magia.

08 agosto 2012

Once Upon a Witch - La leggenda del bosco della città (Messico)

agosto 08, 2012 0 Comments

Bentrovati viaggiatori! Oggi vi racconto una delle leggende messicane che sto scoprendo piano piano. Si tratta di una semplice leggenda popolare preispanicas, del tempo degli antichi Aztechi. Spero vi piaccia!

Narra la leggenda che moltissimo tempo fa, in quello che oggi è il porto di Mazatlàn, si stabilirono diverse tribù indigene. In un deternimato periodo dell'anno erano soliti dedicarsi alla caccia al cervo; tuttavia, tra i cacciatori, ve n'era uno chiamato Mochicaui che non era d'accordo con questa pratica, poiché i cervi si stavano estinguendo a poco a poco. Per questo chiese alla sua tribù, i totorames, di sospendere la caccia e di dedicarsi invece a coltivare la terra, a raccogliere frutta o alla pesca, visto che in quel luogo vi era pesce in abbonzanza.                                                                                                              Il capo della tribù ignorò la richiesta e continuò a cacciare cervi. Xochiquetzal, la dea della Natura, si infuriò con gli umani e invocò altri dei per dare una lezione agli umani che mettevano in pericolo le cose che egli avevano creato.                                                   Il castigo arrivò in forma di siccità, malattie, fame e morte; i pochi che riuscirono a sopravvivere si ritirarono nelle montagne, lontano dalla valle e dalla costa.                       Gli dei mandarono Mochicaui e la sua famiglia a vivere in un bosco, vicino alla laguna, dove vissero felici per molti anni.                                                                                          Quando morirono, furono sotterrati nel luogo dove i cervi accorrevano a bere l'acqua.      Si dice che nelle notti di luna piena, si sentono i loro discorsi e le risate intorno alla laguna del Bosco della Città.