29 settembre 2011

# recensioni

Recensione Il domani che verrà di John Marsden

Finalmente vi lascio la mia recensione su "Il domani che verrà" un libro che ho atteso con molto desiderio e grandi aspettative, la cui trasposizione cinematografica uscirà a novembre nelle sale italiane.
Un piccolo riepilogo per chi ancora non lo conoscesse o volesse rinfrescarsi la memoria.


Titolo: Il domani che verrà
Autore: John Marsden
Editore: Fazi
Collana: Lain
Pagine: 250
Prezzo: 14,90€
In libreria dal: 16 settembre 2011

TRAMA: Sullo sfondo di un avveniristico scenario da Terza Guerra Mondiale, i giovani protagonisti esplorano la natura della paura e della violenza e scoprono il coraggio di lottare per il loro futuro.

Da qualche parte, là fuori, Ellie e i suoi amici  si stanno nascondendo. Sono sotto shock, terrorizzati, soli. Non hanno armi, solo il loro coraggio. Non possono contare su nessuno, solo su se stessi. Non gli rimane più nulla, solo la loro amicizia.  Il loro paese è stato invaso. Le loro famiglie sono state impriogionate. Otto ragazzi sfideranno l’inferno per riconquistare il loro futuro.

Australia, contea di Wirrawee. Nella campagna vicino Melbourne la vita scorre lenta e monotona, ma otto ragazzi hanno trovato un modo di sconfiggere la noia che li assale ogni estate: una gita nella natura selvaggia del bush australiano. Macchina, bagagli, tende, provviste, tutto è pronto per una nuova avventura. Hell è la loro destinazione: una radura luminosa e isolata che sarà la loro casa per una settimana, un paradiso chiamato Inferno. Davanti al fuoco a raccontarsi storie, a scambiarsi i primi baci e leggere classici di altri tempi, gli otto ragazzi non sanno che al loro ritorno la vita non sarà più la stessa. Le loro case vuote, i loro animali domestici morti, un’aurea di desolazione che avvolge ogni cosa. L’Australia è stata occupata dalle forze militari, i cittadini sono stati rinchiusi in prigione: tra i detenuti ci sono i loro genitori, i loro fratelli e sorelle. Affrontando paure e indecisioni, gli otto ragazzi decidono di combattere, sapendo di essere i soli nelle cui mani c’è ancora una possibilità di salvezza, di riprendersi il loro domani.

L'AUTORE: John Marsden è nato in Australia nel 1950. I suoi romanzi sono stati tradotti in 13 lingue. Vive vicino Melbourne: preside di un liceo locale, si divide tra l’insegnamento e la scrittura.



VOTO: 7/10



RECENSIONE: Cosa fareste se, dopo qualche giorno di campeggio con gli amici, al vostro ritorno a casa non trovaste più anima viva? Cosa fareste se i vostri animali sono morti, la corrente è staccata, un esercito nemico ha invaso la vostra città depredando e uccidendo e non aveste nessuno a cui chiedere aiuto?
Questo è ciò che succede ne "il domani che verrà".
Un gruppo di amici decide di fare un campeggio, ignari che quello sarà l'ultimo momento felice della loro vita perché al loro ritorno tutto cambierà per sempre.
In campeggio si dedicano al divertimento, al cibo, a raccontarsi storie, all'amore e all'amicizia. Una notte passano sopra la loro testa diversi gruppi di jet in formazione a luci spente, proprio la sera della grande fiera di paese, ma nessuno sospetta quello che è accaduto.
Ellie, Corrie, Kevin, Homer, Fi, Lee, Robyn, a cui si aggiungerà Chris, al loro ritorno si ritrovano in un isolamento e una devastazione totale. Distrutti, soli, disperati, senza nessuna informazione decidono di stare insieme e affrontare quella realtà che è diventata un inferno. L'unica cosa che possono fare è cercare di sopravvivere e nascondersi, ma quello che desiderano e salvare le loro famiglie tenute prigioniere dall'esercito nemico.
Adesso non hanno nessuno e possono contare solo su loro stessi e sulla loro amicizia.
Insieme decidono di organizzarsi per lottare e lottare per vivere, per tornare il più possibile alla normalità, per riprendersi il loro futuro.

Il domani che verrà è una storia di amicizia e di coraggio. Un libro in cui sprofondare e lasciarsi catturare per immergersi nella storia di otto amici che si ritrovano soli ad affrontare una guerra.
L'azione si svolge negli anni novanta, periodo che io ho adorato per questo non ci sono telefoni cellulari e internet.
La vicenda viene raccontata da Ellie, con il pretesto che durante questa avventura uno di loro abbia proposto di scrivere ciò che è accaduto per poter essere ricordati un domani, perché si sappia ciò che hanno fatto in questa guerra.
L'idea con cui motiva il racconto è ottima, ma purtroppo a mio parere è stata sfruttata nella maniera sbagliata. All'inizio della lettura, pur trovando interessante il pretesto ho sentito una stonatura nel modo in cui è stata presentata.
I temi presenti nella storia sono temi profondi e importanti. La storia è molto bella, ma contiene purtroppo molte pecche narrative perché lascia diverse cose all'oscuro, per il semplice fatto di evitare di dare spiegazioni. Da una parte non mi dispiace la sua scelta, perché rende la storia più neutrale, ma dall'altra mi impedisce di approfondire e rendere reale il tutto.
Mi è sembrato che tentasse di rendere gli orrori della guerra nella maniera meno drammatica che potesse. Come se volesse insegnare i valori della vita in una situazione drammatica, ma senza sfociare nel dramma, in cui i valori perdono il controllo.
La sensazione che ne è derivata è di vivere più un'avventura che una guerra vera e propria. Un'avventura pericolosa in cui c'è in gioco le loro vite e quelle delle loro famiglie, ma non ho sentito la vera guerra come di solito la immagini e la leggi nei libri di storia. Una guerra a metà, un pericolo a metà, lasciandomi coinvolta a metà.
Non sono riuscita ad affezionarmi ai personaggi, che vengono presentati in maniera superficiale e che all'inizio fatichi a distinguere perché non hai il tempo di conoscerli prima che la storia prenda il via.
Ellie spesso mi è risultata poco simpatica e solo più avanti i caratteri degli altri si allontanano un po' dai cliché.
Il personaggio che ho apprezzato di più alla fine è Fi, ma anche Homer e Lee non mi sono dispiaciuti.
Lo stile di Marsden è lineare e semplice. Segue i pensieri della protagonista e le vicende da vicino, ma questo non riesce ad aiutarci ad entrare in empatia con lei.
La fine mi è piaciuta molto, però non sono riuscita ad emozionarmi come avrei voluto anche se ho trattenuto il respiro in alcuni momenti.
Speravo molto in questo libro e forse è per questo che sono rimasta leggermente delusa.
Le potenzialità c'erano tutte, ma dovevano essere sfruttate al meglio.
Il libro è comunque meritevole di essere letto anche se soddisfa a metà, credo che possa essere apprezzato maggiormente da ragazzi giovani che non hanno ancora mai letto romanzi di guerra cruenti e realistici.
Sono comunque felice di averlo letto e non vedo l'ora di leggere i prossimi per sapere come andrà a finire e nella speranza che più avanti ciò che non ho trovato qui riuscirò a trovarlo negli altri e che riesca ad entrare in sintonia con i personaggi ed emozionarmi di più.

COSIGLI DI LETTURA DEL PORTALE:
MUSICA: In the End dei Linkin Park

UMORE: combattivo
COLORE: rosso cupo
CLIMA E AMBIENTE: in campeggio un fresco pomeriggio in montagna.

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per aver letto questo articolo. Sapere la tua opinione mi aiuta a migliorare.