26 gennaio 2011

Per non dimenticare... Libri sulla Shoah

gennaio 26, 2011 0 Comments
Domani sarà il Giorno della Memoria e mi sembra giusto e doveroso ripensare ad uno dei capitoli più orribili della storia dell'umanità, non solo in questo giorno, ma ogni giorno della nostra vita perché purtroppo cose simili accadono ancora oggi e non dobbiamo MAI dimenticare che il passo per ripetere la storia è fin troppo breve. Ognuno di noi è responsabile di quello che accade ed è accaduto, chiudere gli occhi non renderà le persone meno colpevoli. Chi non ha lottato contro quell'orrore è colpevole tanto quanto chi l'ha commesso in prima persona. Non chiudiamo gli occhi, né al presente né al passato.


Per questo giorno vi indico alcuni titoli sulla Shoah che conosco personalmente, ma ci sono moltissimi testi che trattano l'argomento.
Pensavo di parlarne, ma temo che le parole che posso scrivere non renderanno giustizia. Se mi verrà l'ispirazione scriverò qualcosa a riguardo. Per il momento credo che un silenzio di rispetto sia adeguato.

TITOLO: Il silenzio dei vivi. All'ombra di Auschwitz, un racconto di morte e di resurrezione
AUTORE: Springer Elisa
EDITORE: Marsilio
COLLANA: Gli specchi della memoria
DATA DI PUBBLICAZIONE: Giugno 1997
PAGINE: 124

TRAMA: Elisa Springer aveva ventisei anni quando venne arrestata a Milano, dove era stata mandata dalla famiglia per cercare rifugio contro la persecuzione nazista, quindi fu deportata a Auschwitz il 2 agosto 1944. Salvata dalla camera a gas dal gesto generoso di un Kapò, Elisa sperimenta l'orrore del più grande campo di sterminio. Eppure conserva il desiderio di vivere e una serie di fortunate coincidenze le consentiranno di tornare prima nella sua Vienna natale e poi in Italia. Da questo momento la sua storia cade nel silenzio assoluto, la sua vita si normalizza nasce un figlio e proprio la maternità è il segno della riscossa. È per lui che Elisa ritrova le parole che sembravano perdute per raccontare il suo dramma.

AUTRICE: Elisa Springer nasce a Vienna nel 1918 da una famiglia di commercianti ebrei. Con le persecuzioni ebraiche in Austria, Elisa decide di rifugiarsi in Italia, dove si trasferisce nel 1940. Denunciata alle SS da una donna italiana, viene arrestata e deportata ad Auschwitz, "deserto di morte senza speranza". All'età di ventisei anni, Elisa vive le atrocità del regime nazista, cominciando un raccapricciante cammino verso la spersonalizzazione, vittima di un mondo che "stava perdendo il suo io, il suo Dio". Tuttavia la forza fisica e spirituale della donna ne rivelano una capacità di resistenza straordinaria, un bisogno incontenibile di credere ancora nella vita, nonostante il supplizio di quei giorni. Elisa sopravvive e costruisce una nuova vita in Italia. Come molti altri reduci dai campi di sterminio, vive, decide di soffocare il suo dolore nel silenzio: per paura di non essere accettata nasconde sotto un cerotto il marchio tatuato nel campo di Auschwitz sull'avambraccio sinistro. La paura di sentirsi diversa, osservata da chi, non potendo comprendere a pieno il significato di quell'esperienza, rispondeva con scherno e indifferenza, la portano a tacere fino a che Silvio, il figlio di vent'anni, volendo capire il passato della madre, la interroga cercando verità fino ad allora represse. Elisa decide così, all'età di settantotto anni, di parlare "per non dimenticare a quali aberrazioni può condurre l'odio razziale e l'intolleranza, non il rito del ricordo, ma la cultura della memoria". Il racconto dei giorni trascorsi nei lager, redatto in italiano, non solo rende giustizia ai martiri che ne fecero esperienza, non solo permette a Elisa di riacquistare un'identità celata ormai da cinquant'anni, ma parla anche alla coscienza di ogni suo lettore. Inno alla forza della vita, le parole di questa donna non lasciano spazio all'incredulità e all'indifferenza; lucido ricordo di una vita dominata dal silenzio, il libro di Elisa Springer diventa testimonianza di un passato, anche italiano, da non rimuovere.

ESTRATTO:
“Lo strazio più grande, in questi cinquant'anni e stato quello di dover subire l'indifferenza e la vigliaccheria di coloro che, ancora adesso, negano l'evidenza dello sterminio. Come tanti altri sopravvissuti mi ero imposta di non parlare, di soffocare le mie lacrime nello spazio più profondo e nascosto della mia anima, per essere io sola, testimone del mio silenzio; così e stato fino a oggi!"
<...> "Ho taciuto e soffocato il mio vero "io", le mie paure, per il timore di non essere capita o, peggio ancora, creduta. Ho soffocato i miei ricordi, vivendo nel silenzio una vita che non era la mia; non è giusto che io muoia, portando con me il mio silenzio."

_____________________________________________________

TITOLO: Essere senza destino
AUTORE: Kertész Imre
TRADUTTORE: Griffini B.
EDITORE: Feltrinelli
DATA DI PUBBLICAZIONE: Giugno 2004
PAGINE: 223
REPARTO: Narrativa straniera

TRAMA: Gyurka non ha ancora compiuto quindici anni, quando una sera deve salutare il padre costretto a partire per l'Arbeitsdienst. Alla domanda perché agli ebrei venga riservato un simile trattamento, il ragazzo rifiuta di condividere la risposta religiosa, "questo è il volere di Dio". Perché dovrebbe esserci un senso in tutto questo? Poco dopo Gyurka viene arruolato al lavoro forzato presso la Shell, e da lì, un giorno, senza spiegazione, viene costretto a partire per la Germania. La voglia di crescere, di vedere e imparare, l'impulso vitale di questo ragazzo sono così marcati e prorompenti, che la sua "ratio" trova sempre una buona ragione perché le cose avvengano proprio in quel modo e non in un altro.

AUTORE: Nato nel 1929 a Budapest, Kertész è stato deportato nel 1944 ad Auschwitz e liberato a Buchenwald nel 1945. Tornò in Ungheria nel '48 dove lavorò come giornalista in un quotidiano di Budapest fino al '51, quando il giornale, diventato organo del partito comunista, lo licenziò. Dopo due anni di servizio militare, per mantenersi, iniziò a scrivere i suoi romanzi. E' stato autore di pezzi teatrali e traduttore di Freud, Nietzsche, Canetti, Wittgenstein e altri.
Essere senza destino, il suo primo romanzo, è un lavoro basato sulla sua esperienza a Auschwitz e a Buchenwald. Egli stesso ha dichiarato: "Ogni volta che penso a un nuovo romanzo penso a Auschwitz".
Kertész impiegò dieci anni a scriverlo e per molto tempo nessuno lo pubblicò; quando finalmente, nel 1975, apparve in Ungheria, venne totalmente ignorato e l'autore messo al bando. Dovette attendere il crollo del Muro per vedere riconosciuta la sua opera, in patria e all'estero.

ESTRATTO:
“Ogni giorno”, afferma Gyurka, “venivo sorpreso da qualcosa di nuovo, da un nuovo difetto, da una nuova oscenità che colpivano questo oggetto sempre più strano, sempre più estraneo, che pure era stato un buon amico: il mio corpo. Non riuscivo più nemmeno a osservarlo senza provare un sentimento ambiguo, un brivido di orrore”

__________________________________________________

TITOLO: Se questo è un uomo
AUTORE: Levi Primo
EDITORE: Einaudi
DATA DI PUBBLICAZIONE: Giugno 2005
PAGINE: 209
REPARTO: Narrativa italiana

TRAMA: Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò "Se questo è un uomo" nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei "Saggi" e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, "Se questo è un uomo" è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un'analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.

AUTORE: Primo Levi nasce il 31 luglio del 1919 a Torino, da genitori di religione ebraica. Nel '38, con le leggi razziali, si istituzionalizza la discriminazione contro gli ebrei, cui è vietato l’accesso alla scuola pubblica. Il 13 dicembre del '43 viene catturato a Brusson e successivamente trasferito al campo di raccolta di Fossoli, dove comincia la sua odissea. Nel giro di poco tempo, infatti, il campo viene preso in gestione dai tedeschi, che convogliano tutti i prigionieri ad Auschwitz. È il 22 febbraio del '44: data che nella vita di Levi segna il confine tra un "prima" e un "dopo". L’autore è deportato a Monowitz, vicino Auschwitz, in un campo di lavoro i cui prigionieri sono al servizio di una fabbrica di gomma. Primo Levi è tra i pochissimi a far ritorno dai campi di concentramento. Ci riesce fortunosamente, grazie a una serie di circostanze e solo dopo un lungo girovagare nei Paesi dell'est.
Quale testimone di tante assurdità, sente il dovere di raccontare, descrivere l’indescrivibile, affinchè tutti sappiano, tutti si domandino un perché, tutti interroghino la propria coscienza: comincia a scrivere, elaborando così il suo dolore, il suo annientamento, il suo avventuroso ritorno a casa. Nel '47, rifiutato dalla Einaudi, il manoscritto Se questo è un uomo è pubblicato dalla De Silva editrice.
L’11 aprile del 1987 Primo Levi muore. Dirà di lui Claudio Toscani: «L’ultimo appello di Primo Levi non dice non dimenticatemi, bensì non dimenticate»

ESTRATTO:
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

______________________________________________________

TITOLO: Diario
AUTORE: Frank Anne
CURATO DA: Sessi F.
TRADOTTO DA: Pignatti L.
EDITORE: Einaudi
DATA DI PUBBLICAZIONE: Febbraio 2005
PAGINE: XXII-356
REPARTO: Narrativa straniera

TRAMA: Quando Anne inizia il suo diario, nel giugno 1942, ha appena compiuto tredici anni. Poche pagine, e all'immagine della scuola, dei compagni e di amori più o meno immaginari, si sostituisce la storia della lunga clandestinità: giornate passate a pelare patate, recitare poesie, leggere, scrivere, litigare, aspettare, temere il peggio. "Vedo noi otto nell'alloggio segreto come se fossimo un pezzetto di cielo azzurro circondati da nubi nere di pioggia", ha il coraggio di scrivere Anne. Obbedendo a una sicura vocazione di scrittrice, Anne ha voluto e saputo lasciare testimonianza di sé e dell'esperienza degli altri clandestini. La prima edizione del Diario subì tuttavia non pochi tagli, ritocchi, variazioni. Ora il testo è stato restituito alla sua integrità originale, e ci consegna un'immagine nuova: quella di una ragazza vera e viva, ironica, passionale, irriverente, animata da un'allegra voglia di vivere, già adulta nelle sue riflessioni. Questa edizione, a cura di Frediano Sessi - ora arricchita di una nuova prefazione di Eraldo Affinati - offre anche una ricostruzione degli ultimi mesi della vita di Anne e della sorella Margot, sulla base di testimonianze e documenti raccolti in questi anni.

AUTORE: Anna Frank è una ragazza tedesca di origine ebrea, nata a Francoforte nel 1929, che, prima di morire a soli 16 anni nel campo di concentramento di Bergen Belsen, ci insegna il valore della bontà nonostante il mondo disumano in cui si trova a vivere. Perseguitati dai tedeschi, per la loro origine ebraica, lei, la sua famiglia e in seguito la famiglia Van Daan e il Dottor Dussel, furono costretti a stare nascosti in un alloggio segreto, fino a quando furono scoperti dalle SS. Arrestati e portati nei campi di concentramento, la madre di Anna morì di consunzione, e un anno più tardi morirono Margot e Anna di tifo. Tre settimane dopo la loro morte (1954) gli inglesi liberarono Bergen Belsen. Il diario di Anna Frank, fu trovato nell'alloggio segreto e consegnato dopo la guerra al padre di Anna, unico superstite della famiglia. Fu pubblicato ad Amsterdam nel 1947, col titolo originale Het acherhuiscil (il retrocasa).

ESTRATTO:
"la gioventù in, in fondo è più solitaria della vecchiaia." Questa massima che, ho letto in qualche libro mi è rimasta in mente e l’ho trovata vera; è vero che qui gli adulti trovano maggiori difficoltà che i giovani? No, non è affatto vero. Gli anziani hanno un’opinione su tutto, e nella vita nono esitano più prima di agire. A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato e distrutto, in cui gli uomini si mostrano dal loro lato peggiore, in cui si dubita della verità, della giustizia e di Dio. Chi ancora afferma che qui nell’alloggio segreto gli adulti hanno una vita più difficile, non si rende certamente conto della gravità e del numero di problemi che ci assillano, problemi per i quali forse noi siamo troppo giovani, ma ci incalzano di continuo sino a che, dopo lungo tempo, noi crediamo di aver trovato una soluzione; ma è una soluzione che non sembra capace di resistere ai fatti, che la annullano. Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.

24 gennaio 2011

Novità in libreria...

gennaio 24, 2011 0 Comments
Ecco un paio di titoli interessanti che ho notato e che mi incuriosiscono...
Il primo che vi presento è uscito da poco e sono molto curiosa di leggerlo. Credo che sarà tra i miei prossimi acquisti. Sul secondo invece devo ancora farmi un'idea più precisa.


TITOLO: Il profumo delle foglie di limone
AUTORE: Clara Sánchez
TRADUTTORE: Budetta E.
EDITORE: Garzanti Libri
COLLANA: Narratori moderni
PREZZO: € 18.60
DATA DI PUBBLICAZIONE: 13 Gennaio 2011
PAGINE: 360
Reparto: Narrativa straniera

"Una storia d’amore e di coraggio, di memoria e di colpa, che rimarrà impressa nell'animo per sempre. Il bestseller del passaparola che ha sorpreso la Spagna e ha dominato per mesi le classifiche di vendita." da Il Libraio (http://www.illibraio.it)

TRAMA:
Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c’è nessuno, e l’aria è pervasa dal profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. Si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell’inferno.
Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julián, scampato al campo di concentramento di Mauthausen, che da giorni segue i loro movimenti. Sa bene che le loro mani rugose si sono macchiate del sangue degli innocenti. Ma ora, forse, può smascherarli e Sandra è l’unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi e a leggere dietro quella fragile apparenza. Adesso Sandra l’ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché è impossibile restituire la vita alle vittime, ma si può almeno fare in modo tutto ciò che è successo non cada nell’oblio. E che il male non rimanga impunito.
Un romanzo che ha sorpreso e ha scosso le coscienze, rivelandosi un caso editoriale unico. Uscito in sordina in Spagna, ben presto ha scalato le classifiche vendendo migliaia di copie grazie al passaparola del pubblico. Poi è venuta la consacrazione della critica: la vittoria del Nadal, il premio letterario spagnolo più antico e prestigioso. Il profumo delle foglie di limone racconta una storia di amore e di coraggio, di memoria e di colpa, di speranza e forza, una storia che rimane impressa nell’animo per sempre.

Ecco il Booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=VtNO5xG0eL4&feature=player_embedded

Scusate non so come mettere dei link funzionanti nel post ç_ç


TITOLO: I diari dell'angelo custode
AUTORE: Carolyn Jess-Cooke
TRADUTTORE: Valdrè E.
EDITORE: Longanesi
COLLANA: La Gaja scienza
PREZZO: € 18.60
DATA DI PUBBLICAZIONE: Giugno 2010
PAGINE: 368
REPARTO: Narrativa straniera

"Credeva che i suoi giorni sulla Terra fossero finiti. Stavano solo per ricominciare."

TRAMA:
Margot ha quarant’anni e la sua vita è stata tutta un errore. Cresciuta senza genitori, oggi è una donna incapace di ricambiare un grande amore, una madre incapace di salvare il proprio figlio da un destino di infelicità.
Il giorno in cui muore in circostanze misteriose, Margot è sola. Ma la sua vita non si conclude. Ciò che sembrava la fine è in realtà una trasformazione: Margot diventa un angelo custode e dovrà proteggere una vita mortale.
Scopre però che per volere divino, o forse del fato, l’essere umano che le è stato affidato altri non è che se stessa. Costretta a tornare sulla terra per rivivere la propria vita, dovrà così assistere nuovamente alla vertiginosa altalena dei suoi giorni, fatti di molti dolori e rari momenti di felicità.
Da angelo custode di se stessa, Margot dovrà capire quanto e come potrà intervenire per cambiare il corso degli avvenimenti e sostenere quella fragile bambina, poi ragazza e infine donna nelle mille scelte, a volte felici, più spesso tragiche, della sua esistenza.
Fra i tanti dubbi e rimpianti ha solo una certezza: è disposta a tutto pur di cambiare almeno un evento, uno solo…

"Ci sono quelli che tornano sotto forma di angeli custodi, con il compito di proteggere i propri famigliari, i propri figli, le persone che avevano più care.
Io invece sono destinata a proteggere me stessa. Sono il mio angelo custode.
Ed è così che mi trovo a incespicare nei miei stessi ricordi, nel turbinio di una storia che non so se sarò in grado di cambiare."
Chi parla è Ruth, un angelo custode. Il particolare sorprendente è che Ruth è l'angelo custode di se stessa. Da viva si chiamava Margot Delacroix. Dopo la sua morte violenta, avvolta nel mistero, Margot è diventata Ruth e ha ora il compito di guidare una se stessa più giovane, che ha ancora tutta la vita davanti, che ha ancora tutte le scelte possibili, anche quelle giuste stavolta. Ma il destino si può cambiare?

22 gennaio 2011

Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm

gennaio 22, 2011 0 Comments
AUTORE: J.R.R. Tolkien
TITOLO: Il Ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm
CURATO DA: Wu Ming 4
TRADUTTORI: Rosselli Del Turco R., Arduini R., Saba Sardi F.
EDITORE: Bompiani
COLLANA: Tascabili narrativa straniera
PAGINE: 112
PREZZO: 9,00 euro
DATA PUBBLICAZIONE: Giugno 2010


TRAMA
“QUANDO SUONA L’ORA, È PIÙ DURA CHE NON NELLE BALLATE.
AMARO È IL FERRO, E IL MORSO DELLE SPADE CRUDELE E FREDDO, QUANDO ARRIVI AL DUNQUE.”

"Cosa resta dopo la battaglia? Quali domande e quali dubbi aleggiano sui cadaveri nella piana?
Ai poeti che canteranno le gesta dei caduti e li accompagneranno all’ultimo riposo spetta trovare le risposte sulle motivazioni che li hanno sospinti. Risposte che possono essere anche le più scomode e compromettenti, fino a trasformarsi in atto d’accusa verso la prosopopea degli eroi e di coloro che ne esaltano acriticamente le scelte.
Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm – qui riproposto insieme al poema breve che ha ispirato il testo e a un saggio monografico di Tom Shippey – rappresenta un punto cruciale nel percorso letterario di J.R.R. Tolkien.
La sua rilettura radicale della celebre battaglia di Maldon combattuta tra Anglosassoni e Vichinghi, e l’epilogo narrativo da lui immaginato, ribaltano la prospettiva eroica, aprendo la strada all’elaborazione di quel diverso modello d’eroismo che troverà compimento nel Signore degli Anelli."

03 gennaio 2011

Buon Compleanno Professore!

gennaio 03, 2011 0 Comments

Oggi ricorre l'anniversario della nascita di J.R.R. Tolkien.
119 anni fa nasceva a Bloemfontein in Sudafrica un uomo a cui devo molto e non posso non dedicare almeno un piccolo post al Subcreatore che ha creato l'universo che dà pace alla mia anima.
Grazie Professore per aver creato il luogo in cui dimora la mia anima...
Purtroppo le parole non riuscirebbero a esprimere la mia riconoscenza, e mi rammarico di non riuscire a renderti omaggio come vorrei.
Tu mi hai dato la speranza ed io mi impegnerò per portare alto il fuoco che hai acceso nel mio cuore e cercherò di donare agli altri almeno un bagliore lontano di ciò che mi hai così generosamente donato. Spero solo di riuscire a mostrarmi degna di tutto questo.
I tuoi doni vivranno in eterno nei cuori e nelle anime di coloro che sono riusciti a vedere oltre la materia.


"Molti tra i vivi meritano la morte, e parecchi che sono morti avrebbero meritato la vita. Sei forse tu in grado di dargliela? E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi."
Il Signore degli Anelli

Società Tolkieniana Italiana
http://www.tolkien.it
Tolkien Society
http://www.tolkiensociety.org
Per chi vuole fare un brindisi al Professore:
http://www.tolkiensociety.org/toast/2011/index.php

01 gennaio 2011

Un nuovo anno comincia....

gennaio 01, 2011 0 Comments
Buon anno nuovo a tutti!
Con l'inizio del nuovo anno spero di cominciare seriamente a portare avanti questo piccolo blog. Ancora non riesco ad abituarmi all'idea di scrivere su una pagina di internet sapendo che probabilmente nessuno (o quasi nessuno) leggerà i miei post. Non che scriva per farmi leggere, solo che è strano.
Intanto c'è aria di progetti e novità.
Interviste ad autori, novità in libreria, Recensioni, Booktrailer, Anteprime, e per me il tentativo di cominciare a leggere libri in lingua originale. In passato ne ho già letti, ma adesso voglio cominciare seriamente partendo da cose semplici per imparare.
Purtroppo ho molto da studiare quest'anno e quindi il tempo libero per la lettura ed il blog sarà poco, ma spero di fare del mio meglio e di essere costante e organizzata sia per il dovere che per il piacere.
Di nuovo buon anno a tutti! Vi auguro un anno pieno di entusiasmanti letture!