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giovedì 5 dicembre 2013

Recensione "Crank" di Ellen Hopkins

Crank è una storia dura, dolorosa e reale. Mi sono avvicinata titubante a questo libro, incuriosita da quelle pagine fatte di parole in versi che componevano strane figure, con mille significati. Il libro mi è piaciuto, sebbene non al livello di altri testi su questo argomento.

Titolo: Crank
Autore: 
Ellen Hopkins
Editore: Fazi Lain
Pagine: 446
Prezzo: 16,00 €
Data di uscita: 29 aprile 2011
voto:
Trama: Kristina Georgia Snow è la figlia perfetta: una studentessa modello, seria e tranquilla. Quando si trasferisce a casa del padre la sua vita cambia: la ragazza giudiziosa scompare e una nuova personalità sembra emergere, quella di Bree.
L'incontro con il mostro, Crank, avverrà per opera di Adam, il ragazzo dei suoi sogni, tutto muscoli scolpiti e sorrisi smaglianti, di cui lei si innamorerà, senza realizzare che quell'amore ne farà a pezzi la vitalità, la giovinezza, l'entusiasmo. Quella che inizialmente sembrava una montagna russa di emozioni e di svaghi ben presto si trasformerà nell'inferno della dipendenza e di una totale perdita di controllo.
Bree tenterà di trovare una via di scampo, tra mille difficoltà, e la sua sarà una battaglia per recuperare la sua anima e la sua mente: in altri termini, la sua vita.
* * *



 RECENSIONE: Kristina è una ragazza come tante altre, una brava studentessa, tranquilla, solitaria, silenziosa, ma ha delle cicatrici, alcuni vuoti d'amore che le si sono attaccati addosso come il petrolio e niente sembra riuscire a scalfire questo soffocante cemento in cui si è chiusa. Il suo bisogno di emozioni represso si risveglia grazie a Bree, la sua controparte capace di essere tutto ciò che Kristina sogna ma non ha il coraggio di fare. Bree è brillante, sveglia, coraggiosa, ribelle e la fa avvicinare ad Adam, il ragazzo che le ha rubato il cuore. Kristina viene da una situazione all'apparenza semplice ma che si rivela molto più problematica e complessa del normale. Ha una madre troppo occupata, un padre che è riapparso dopo molti anni senza un vero interesse nei suoi confronti, una sorella lesbica, un fratellastro rompiscatole e un patrigno invadente. Il suo malessere non viene notato e così ha il tempo di uscire fuori durante una vacanza in cui nasce Bree, colei che è capace di far sentire viva Kristina. L'amore per
Adam trascina Kristina nella droga, sempre più a fondo fino a quando Bree prende il sopravvento sulla volontà di Kristina. Da quel momento il mostro la stringe in una morsa in cui gli eventi degenerano sempre di più. Bree. Kristina. Bree. Kristina. Riuscire a capire chi è veramente è difficile e la dipendenza dal mostro diventa insostenibile. Kristina non è più padrona del suo corpo o della sua mente, annebbiata com'è dalla dipendenza. Una volta scesa nel suo circolo vizioso, uscire è quasi impossibile.
La storia di Kristina è tratta dalla vera storia della figlia della scrittrice. Una storia come tante purtroppo. Pur trattando di temi così duri e pesanti, ho apprezzato il tentativo di sincerità totale della madre che ha provato a mettersi nei panni di sua figlia e rivivere la sua discesa all'inferno, il suo lento suicidio. Da amante della poesia ha deciso di presentarci questa dolorosa vicenda sotto forma di versi, con un dolce ritmo che ti prende e ti trascina, pagina dopo pagina, fino al finale che già conosciamo (l'autrice fa una breve introduzione ed è facile intuire tutta la storia). Il contrasto tra i dolci ed eleganti versi e la storia di disperazione e droga rende questa scelta vincente e originale. Si legge in fretta e con interesse seppure devo ammettere che personalmente non sono riuscita a immedesimarmi come avrei desiderato. Se da una parte apprezzo questo stile innovativo e poetico, dall'altro per me è stato controproducente perché mi ha fatto sentire esterna alla vicenda, come se si parlasse di qualcosa di remoto e lontano. Non riuscivo ad entrare in sintonia con la protagonista o con le vicende. Come uno spettatore senza emozioni.
Si parla dei pensieri della protagonista ma in terza persona e sento come se mancassero dei punti fondamentali per capire davvero la vicenda, come se fosse solo un piccolo frammento raccontato da qualcuno che non ha vissuto davvero la sua storia. Non sono riuscita a emozionarmi come avrei dovuto.
Credo che non sia stato per niente semplice raccontare questa storia, ma l'autrice (e madre) è riuscita a farlo senza falsi moralismi o lezioni e rimproveri, ma mostrando semplicemente i fatti che da soli bastano a far rabbrividire.
Forse sul finale un barlume di emozione esce fuori, come se l'autrice dopo tanto sforzo stilistico, non riuscisse più a contenersi, ma questa è una mia personale sensazione e forse è dettata da una mia soggettiva sensazione.
Nonostante sapessi la storia, il libro mi ha comunque sorpreso in qualche modo e anche se i personaggi non mi sono rimasti nel cuore, la storia di questa ragazza mi ha colpito e ha lasciato il suo piccolo segno dentro di me.

«Il problema dei propositi è che sono forti quanto la persona che li formula.»


COSIGLI DI LETTURA DEL PORTALE:
PER CHI: ha voglia di una lettura particolare e immediata che parli di droga senza essere troppo pesante.
COLORE: bianco
CLIMA E AMBIENTE: una giornata nuvolosa in periferia

Voi lo avete letto? Che ne pensate?

2 commenti:

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