26 luglio 2011

# libri # Speciale gotico

Speciale Gotico #3

Eccoci al terzo appuntamento con il mondo gotico e in particolare con la letteratura che ci ha donato moltissimi capolavori. Oggi parlerò di altri racconti.


TITOLO: Carmilla e altri racconti di fantasmi e vampiri. Ediz. integrali
AUTORE: Le Fanu Joseph S.
CURATO DA: Pilo G.
EDITORE: Newton Compton
PAGINE: 303
PREZZO: € 6,00
USCITA: 2010

Il primo romanzo gotico vampiresco è quello di Polidori che si ispirò al poeta Byron. Ma Carmilla ha un'importanza fondamentale nel genere gotico.
Il racconto "Carmilla" fu scritto nel 1872 ed è a questo racconto che Bram Stocker trae ispirazione per il suo vampiro. Carmilla è un personaggio di fascino e sensualità, a lei sono dedicati film, fumetti, immagini. Si tratta del primo personaggio femminile emancipato che usa il sesso in modo libero. In Carmilla però mancano quei meravigliosi turbamenti del meraviglioso Dracula di Bram Stocker.


TRAMA: Laura, una ricca fanciulla di origini inglesi vive col padre in un isolato castello della Stiria austriaca. Da molto tempo aspetta l’estate che dovrebbe trascorrere con la nipote del generale Spieldorf, ma purtroppo la giovane, sua coetanea, muore.
In una notte di luna piena, mentre Laura è in giardino con le governanti e il padre, una carrozza esce di strada proprio davanti al suo castello. Le viandanti sono un’elegante signora e sua figlia che per il colpo è svenuta. Dopo i primi soccorsi la signora racconta di avere delle faccende urgenti da sbrigare, così il padre di Laura si offre di ospitarne la figlia sino a quando non tornerà. La signora accetta la cortesia e confida al gentile signore che sua figlia è cagionevole di salute e soggetta a crisi di nervi. Così la misteriosa donna riparte in tutta furia, lasciando lì la giovane. La fanciulla in questione, di nome Carmilla, dall’incarnato splendente e con lunghissimi capelli scuri dai riflessi dorati, è molto bella e ha più o meno l’età di Laura, che rimane estasiata dalla visita, vista la prematura morte della cara nipote del generale. Carmilla e Laura stringono subito un forte legame, Laura adora la nuova compagna che le dimostra molto affetto e tenerezze forse inusitate, ma nonostante ciò non può non notare alcune strane abitudini dell’amica: si desta molto tardi, odia i canti religiosi e assomiglia in modo incredibile ad un dipinto di Mircalla, contessa di Karnstein, che duecento anni prima fu la signora di quella terra.
Nel frattempo si avvicendano vari eventi strani: la morte di numerose fanciulle nel villaggio, una terribile visione onirica che provoca a Laura una strana malattia, le scomparse notturne di Carmilla e infine l’arrivo del generale Spieldorf. Per sbrigare una questione urgente, Laura, suo padre e il generale si recano alle rovine di Karnstein e durante il viaggio il generale racconta gli eventi concernenti la morte della nipote: durante un ballo lui e la nipotina conobbero una bella dama e sua figlia Millarca che fu ospite a casa loro, ma dopo poco tempo la fanciulla si rivelò un vampiro mentre sua nipote cominciò ad avere strani sogni, si ammalò e morì. Nel frattempo arrivano a Karnstein, dove la bellissima residenza cade in pezzi; il generale allora comincia a narrare la storia di quel luogo e dei suoi signori, i Karnstein, che furono creature spietate e sanguinarie. Mentre narra questi eventi giunge la giovane Carmilla e riconoscendo in lei la terribile Millarca subito cerca di colpirla, ma Carmilla lo blocca senza sforzo con la sua delicata mano e poi svanisce. Il generale non ha più dubbi e in attesa di una certa persona va al castello con Laura e suo padre.
Arriva dunque un esperto di vampiri, il barone Vonderbug, e insieme la compagnia - tranne Laura - torna alle rovine di Karnstein dove tra i rovi viene ritrovata la tomba della contessa Mircalla. Quando viene aperta, al suo interno non vi si trova uno scheletro, bensì la bellissima Carmilla integra nella sua immortale bellezza intinta nel sangue. Così la creatura viene giustiziata, le si conficca un paletto nel cuore, viene decapitata e le sue spoglie sono bruciate. Laura non assiste alla fine atroce dell’amata amica, ma conosce i raccapriccianti particolari grazie al resoconto della Commissione Imperiale.
Il barone Vonderbug infine svela gli arcani di questo caso a partire dal nome della vampira: Carmilla e Millarca sono semplicemente anagrammi del nome della contessa Mircalla. Duecento anni prima un suo antenato della Moravia arrivò in quella zona della Stiria dove conobbe e s’innamorò della giovane Contessa Mircalla, purtroppo la cagionevole fanciulla morì presto. Il barone aggiunge anche che i vampiri originali prendono vita quando giovani persone muoiono in situazioni drammatiche attaccandosi al mondo terreno e questo temeva fosse il caso di Mircalla. Il suo antenato conosceva bene come venivano uccisi i vampiri e per evitare che la sua amata subisse lo stesso trattamento ne nascose la tomba. Soltanto nella vecchiaia ripensò a ciò che aveva fatto e così scrisse un resoconto sul caso di Mircalla e su come ritrovare la sua tomba. Così dopo duecento anni, in cui Mircalla, Millarca o Carmilla aveva seminato morte per restare eternamente giovane, il demonio viene ucciso. Laura tuttavia non riuscirà mai a dimenticare la cara amica. (Wikipedia)

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TITOLO: Acqua e sangue e altri racconti
AUTORE: McGrath Patrick
TRADUTTORE: Cristofori A.
EDITORE: Bompiani
USCITA: 2005
PAGINE: 203
PREZZO: 7,50 euro

TRAMA: In questi racconti dell'autore di "Follia" e di "Spider", i lettori proveranno il brivido di una discesa nell'universo della narrativa gotica, rivisitata in una nuova chiave postmoderna per accrescere l'inquietudine e renderla più attuale, quasi palpabile. Casi di vampirismo, ossessioni mentali, delitti crudeli e passionali, manie inconfessabili, strane visioni angeliche e notti senza fine: tredici avventure della mente raccontate da uno scrittore che ha fatto del graduale e inesorabile spostamento verso la follia il tratto distintivo delle sue teorie e dei suoi personaggi. Ma con un pizzico di imprevista ironia, per dare sollievo e forse per ricordarci che anche il divertimento può trarre alimento dalle regioni oscure dell'Essere.

CITAZIONI:
"Ricordo che pensai: questo vuol dire essere un angelo, almeno nella nostra epoca - la vita eterna ardeva dentro di lui, mentre il corpo, il suo tempio, cadeva a pezzi intorno alla fiamma."
(da L'angelo)

"Il problema di moltissimi artisti era che non accettavano il fatto che tutti i lavori sono comunque destinati a fallire. La paura, ecco cosa impediva loro di realizzare opere davvero buone: la paura di vedere chiaramente."
(da Victor bibulus)

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TITOLO: Il gatto nero
AUTORE: Poe Edgar A.
EDITORE: Ugo Mursia Editore
USCITA: 2007
PAGINE: 15
PREZZO: 2,90 euro

TRAMA: Il narratore, condannato a morte, decide di raccontare la sua storia, dichiarando subito che non verrà creduto da nessuno.
Racconta di essere stato un uomo per bene, di aver avuto una grande passione per gli animali: tra i tanti animali che possedevano lui e sua moglie, il protagonista aveva un debole per un gatto nero, chiamato Pluto. Col tempo, a causa del vizio del bere, l'uomo diviene irascibile ed irrispettoso verso tutti. Un giorno in cui il narratore torna a casa ubriaco fradicio e si trova il povero gatto tra i piedi, lo afferra violentemente e gli cava un occhio con un temperino. L’indomani prova molti sensi di colpa ma con il passare del tempo inizia ad odiare nuovamente Pluto, e una mattina, lo impicca. Durante la notte si sveglia, mentre la casa è in fiamme e quando, il giorno dopo, visita le rovine, trova sul muro del suo letto la figura di un gatto con una corda al collo. Tuttavia il narratore riesce a spiegare logicamente l’accaduto.
Nei mesi successivi inizia a rimpiangere la perdita dell’animale, cercando un altro gatto con cui sostituirlo; una sera in un’osteria ne vede uno che lo attrae: è un gatto nero, quasi identico all’animale ucciso, perfino senza un occhio, ma con una grossa macchia bianca, di forma irregolare che gli copre il petto e che fa ricordare al narratore il suo vergognoso atto. Così inizia ad odiare anche quel gatto. Un giorno, mentre sale le scale della sua abitazione, il gatto gli passa fra le gambe facendolo quasi cadere. Pieno di rabbia, il protagonista prende un'ascia e comincia a tirar colpi dappertutto e, solo quando smette, scopre di aver ucciso la moglie. Il protagonista allora mura il corpo della donna morta in una parete della casa dove precedentemente c'era stato un camino. Passano i giorni, il gatto non si vede più in giro e la polizia non riesce a venire a capo di questa misteriosa scomparsa. Ma un giorno..i gendarmi ispezionano la casa e il delitto viene scoperto perché il gatto, murato vivo nella tomba della donna, inizia a miagolare.


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IL CORVO DI EDGAR ALLAN POE


Fu pubblicato per la prima volta il 29 gennaio 1845, sul New York Evening Mirror. Famoso per la sua musicalità e l'atmosfera sovrannaturale, racconta della misteriosa visita di un corvo parlante a un amante turbato, tracciando la sua discesa nella pazzia.


Qui potete leggere e ascoltare la famosa poesia dell'autore.



Che ne pensate? Vi ispirano? Ne avete letto qualcuno?
Tim Burton per il suo primo cortometraggio si ispirò proprio al Corvo di Poe e ha creato una fiaba gotica meravigliosa che io adoro! Il narratore è proprio Vincent Price, di cui si parla... Vi lascio il filmato... E ditemi che ne pensate! Io conosco il testo a memoria... Si capisce che amo Tim Burton?

5 commenti:

  1. "Carmilla" di Le Fanu: un classico vampirico intramontabile, direi. ;)

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  2. Il gatto nero, fantastico *_*

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  3. MissMeiko sei appassionata di letteratura gotica? :)

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  4. In effetti sì, è un genere che mi affascina da sempre.
    Il problema è selezionare la buona letteratura gotica da quella cattiva, soprattutto in vista delle ultimissime uscite che magari hanno sì un retrogusto gotico, ma non possono essere considerate prettamente gotiche.
    Bello questo speciale che stai mettendo su, ci voleva. ;D

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  5. Carmilla è uno dei racconti più belli che abbia letto ultimamente.. lasciando stare il Gatto Nero.. Poe è un genio!!

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