16 ottobre 2018

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Il Giorno dei Morti in Messico - culto degli antenati (ripubblicazione)




Nell'innumerevole serie di incertezze, paradossalmente, la morte è l'unica certezza che abbiamo in vita e quella che ci mettiamo più tempo ad accettare.  Si tratta di un momento fondamentale del ciclo della vita dell'uomo e della natura, per questo motivo in Messico, il Giorno dei Morti diventa un momento per esorcizzare la paura della morte e addirittura ridere di essa e con essa.
Personalmente amo moltissimo questa festa e credo molto nel culto degli
antenati, per cui ho deciso di parlarvi della tradizione messicana relativa a questo giorno speciale.

Cosa avviene dopo la morte?

Nella cultura europea, la morte viene vissuta generalmente con un senso di inquietudine e ci chiediamo da sempre, senza possibilità di risposta, quale sia il destino della nostra anima dopo la morte.
In Messico il giorno dei morti (El dia de los muertos) è una data per celebrare la vita in compagnia dei defunti. Questo può sembrare un controsenso, eppure questa festa ci ricorda a non dimenticare mai che la nostra presenza sulla terra è effimera e prima o poi toccherà a tutti passare oltre. Rimembrare i propri cari che non ci sono più con i nostri parenti ancora in vita, ci permette di farli rivivere in qualche modo. Si dice che i morti esigano che li si ricordi, affinché non siano condannati alla morte dell'oblio.

Antica tradizione - accenni storici

Questa festa porta con sé un sincretismo tra il cattolicesimo ispanico e il paganesimo preispanico, portando così avanti una tradizione antichissima.
Nell'epoca preispanica il culto dei morti e degli antenati aveva un'importanza fondamentale per la società. Ogni anno venivano consumati molti sacrifici umani con l'intenzione di mantenere l'equilibrio tra le due esistenze: vita e morte. Essi credevano che il sangue avrebbe fecondato la terra e senza terra fertile non esiste la vita. Vita e Morte erano due facce della stessa medaglia, erano una parte dell'altra.

Gli antichi indigeni dell'America Centrale conoscevano bene la transitorietà della vita. Tra i Nahuas dell'altopiano centrale, si credeva che l'anima andasse in un luogo diverso in base al tipo di morte a cui si andava incontro.
Coloro che morivano per annegamento o in qualche modo legati all'acqua, se ne andavano a Tlalocan; i guerrieri e le donne morte di parto se ne andavano accompagnando il sole nel suo viaggio attraverso l'inframondo o Mictlàn fino all'alba del giorno dopo; le anime dei bambini e i nascituri si stabilivano sotto un albero nelle veci di infermiere a Xochatlapan.
Secondo le antiche tradizioni, una volta all'anno si fa visita ai cimiteri adornandoli con fiori, pane e vino. In questo giorno si cucina un pasto speciale in ricordo del morto e durante tutta la notte del 1° novembre, i familiari non dormono nei loro letti per permettere all'anima del defunto di riposare al loro posto.

Durante il Medioevo, la morte divenne motivo di terrore, al pari del Diavolo, dell'Inferno e del Giudizio Finale. Secondo il concetto cristiano, l'uomo lotta tra bene e male nella speranza di ottenere la salvezza della sua anima. Dopo la conquista spagnola, molti elementi indigeni venivano cancellati o inglobati nella nuova dottrina, oppure camuffati dai pagani per perseverare nelle loro credenze senza subire l'ira dei conquistatori.

Durante i secoli XVII- XVIII, la morte veniva rappresentata seduta su un trono con una corona e successivamente rappresentata intenta in una danza.
La famosa Catrina, interpretazione della Santa Muerte tanto in voga negli ultimi anni, è stata creata sul finire del XIX e all'inizio del XX secolo da José Guadalupe Posada. (ne parlo QUI)

Oggi, nelle comunità indigene e contadine, la morte è concepita come un passo successivo nell'esistenza dell'uomo. Più che essere una rottura con la vita, è la sua continuazione. L'aldilà viene immaginato come molto simile al nostro mondo materiale, dove i morti continuano la loro vita quotidiana.
Durante questa festa si permette ai morti di risalire dal loro mondo per visitare i vivi.

Dia de los Muertos

I giorni tradizionalmente dedicati alle anime dei cari defunti sono: 31 ottobre, 1 e 2 novembre. In alcune zone la festa comincia il 28 ottobre, giorno dedicato alle anime di coloro che morirono a causa di un incidente o per suicidio.
In questo caso si è soliti portare fiori e candele nel luogo dell'accaduto. Il giorno 31 ottobre è generalmente dedicato alle anime dei bambini. Si crede che a causa della loro giovane età e del poco tempo passato sulla terra, la loro anima sia pulita e si diriga direttamente al cielo. I giorni 1 e 2 novembre sono dedicati ai morti adulti.


Preparativi

Durante questo periodo in Messico si possono osservare gli affascinanti tianguis (piccoli mercatini di strada), luoghi pieni di colori, odori, sapori e vivacità festiva con uno stile unico e rappresentativo. Girando per questi luoghi si coglie subito l'importanza di questa festività. In questo periodo si gira per i mercati per acquistare tutto il necessario per una degna offerta ai defunti e agli antenati. Si acquistano alimenti, colorati striscioni festivi, candele, incensi e fiori.  È evidente l'importanza della presenza dei quattro elementi nell'allestire l'offerta: fuoco, terra, acqua e aria. Dovuto al fatto che i morti non possono consumare fisicamente alimenti e bevande, si alimentano della loro essenza.


L'altare

L'altare per gli antenati si colloca generalmente nel salotto o nella sala da pranzo, per poter condividere con i vivi. Sopra il tavolo si collocano tovaglie di carta ritagliata colorata, occasionalmente con figure di morte rappresentate sopra come la catrina. In alcuni casi si usano altari di Poaceae o Graminacee (una pianta di questa specie) e con tetti di palma o di foglie di banano.
Si è soliti fare un percorso di petali di fiori di tagete erecta dalla porta di entrata fino all'altare, indicando all'anima dove deve dirigersi.


Le offerte

Le offerte devono essere dedicate ad alcune persone in particolare. Si deve collocare la fotografia del defunto o dei defunti che si desidera ricordare. Si può brindare alle persone che si desidera. Possono essere familiari deceduti, persone della storia o personaggi mitici. Dipende dall'intenzione per il quale viene fatto.

Candele

Le candele vengono accese per illuminare il cammino ai defunti e condurli alla casa dei loro cari. La luce permette alle anime di non smarrire la strada.

Sale

Uno degli elementi più antichi nell'offerta agli antenati. Esso rappresenta il sapore della vita. I defunti si alimentano della sua essenza per poter continuare il loro percorso nell'aldilà.

Acqua

Si dice che a causa del lungo tragitto che hanno percorso le anime del mondo dei morti fino alla vostra casa, arrivano molto stanchi e assetati. L'acqua è la prima cosa che bevono per rifocillarsi e continuare il banchetto.

Copale

Il forte aroma di questo incenso, indica alle anime il sentiero che devono seguire dal luogo dei morti fino all'altare della vostra casa.

Cibo

Come alimenti si usa acquistare frutti acidi, agrumi e semidolci; l'impasto per i tamales (piatto tipico messicano), carne ed erbe aromatiche.


Gli alimenti e le bevande (acqua, bibite, alcol) che si cucinano tradizionalmente in questa festa (e si posano sull'altare per gli antenati) sono quelli che più piacevano al defunto. Si cerca di creare un equilibrio tra salato e dolce e ricordare i propri antenati con i loro piatti preferiti cucinati con amore. Le anime si ciberanno del loro aroma e vi ringrazieranno.

Solitamente nella maggior parte delle offerte sugli altari si trovano forti alcolici (aguardiente) come la tequila o il mezcal, ma anche la birra o il vino vanno bene. Sigari e sigarette in caso al defunto piacesse fumare.
Non devono mancare dolci tradizionali, il sale, lo zucchero, il pane dei morti, i teschi di zucchero, il cioccolato e l'amaranto, caffé e tabacco.
Il pane dei morti è il pezzo chiave dell'offerta. Questa è l'unica data in cui si prepara questo tipo di pane. Ai teschi di zucchero e cioccolato, si colloca sulla fronte il nome tanto dei vivi come dei morti. Nel caso di un'offerta familiare, si scrive sopra ognuno dei teschi di zucchero, il nome degli antenati dal più antico al più recente. Questa attività ha una tonalità umoristica, cerando di rendere comica l'idea della morte.
In questo modo gli permettiamo di ricordare per qualche giorno le gioie di cui godeva in vita.

Fiori

Sebbene ci possano essere molti tipi di fiori, il principale e indispensabile è Cempaxòchitl (ovvero la tagete erecta o Garofano d'India) conosciuto anche come fiore dei morti. Il loro colore giallo brillante e il loro odore particolare, decorano le offerte, le case e i cimiteri. Inoltre, è una delle specie che si trovano in abbondanza in Messico (ma non in Italia) insieme alla celosia cristata o cresta di gallo (pata de leòn o terciopelo) in questa data.

Vestiti

Un'altra delle credenze, è che l'abbigliamento dei morti sia rovinato e rotto, così per compensare, la famiglia colloca sopra l'altare alcuni abiti che possono essere di qualche utilità ai defunti che così possono cambiare i vecchi abiti per i nuovi.


Altri spazi per i defunti

L'offerta occupa un luogo privilegiato e principale, dato che si colloca in seno al luogo della convivenza con parenti e amici. Però non è l'unico luogo. Il cimitero e il tempio occupano un luogo altrettanto significativo.

Camposanto

Il giorno 2 novembre, dopo che i familiari hanno ricordato i loro bambini, giovani, adulti e anziani, si è soliti andare al cimitero. Le tombe si adornano con fiori, candele e immagini.


Tempio

Un'altra delle abitudini è ricordare i defunti durante la celebrazione della messa. Si possono ricordare in qualunque dei tre giorni della festività senza dare importanza all'età. Non è necessario che nella messa del 31 si preghi per le anime dei bambini, né l'1 o il 2 per gli adulti. Quello che importa è fargli sapere che li ricordiamo e che preghiamo per loro ovunque si trovino. Ovviamente tutto ciò dipende dalla convinzione delle persone.

Togliere l'altare

Una volta che gli alimenti sono stati offerti, dopo che le anime si sono portate via il loro aroma come alimento, questi sono condivisi e consumati dai familiari e amici. Questa tradizione si porta avanti con l'intento di unire la famiglia e godere dei piatti apprezzati dal defunto in vita.


Festeggiare la morte in vita

Negli ultimi anni la festa dei morti messicana è diventata molto di moda, prima con la Catrina usata molto frequentemente nei tatuaggi e successivamente grazie a film d'animazione come "Il libro della vita" o "Coco". La tradizionale festa comincia a cedere il passo al famoso e più globalizzato Halloween, dimenticando spesso l'importanza delle offerte e dei ricordi agli antenati.
L'idea che non rimaniamo mai soli, che i nostri cari defunti possano tornare a visitarci è una consolazione per molte persone, per sentire i propri antenati ancora parte della propria vita. Celebrare la morte significa celebrare la vita e apprezzare ogni momento che possiamo vivere qui sulla terra in attesa di ricongiungerci con i nostri cari.

Tratto dal fascicolo del Museo Nacional de Antropologia di Città del Messico.  
Non prendere senza citare la fonte.

Vi lascio un piccolo corto molto carino scovato qualche anno fa e che riguarda questa festa. Spero che vi piaccia!

11 commenti:

  1. Il corto è davvero carinissimo!!! Io proprio ieri invece ho guardato questo https://www.youtube.com/watch?v=hCKn2Ms6wwA

    Mi piace molto la concezione positiva che danno alla Morte in Messico, mi ci ritrovo molto!

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  2. Ciao
    mi è piaciuto questo post.

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  3. Sera il portale segreto :3 inizio nel dire che: " QUESTO BLOG E' UNA FIGATAA! " *clap, clap* anche a me l'ignoto, la magia e il sovrannaturale affascinano parecchio u.u infatti non mi sono trattenuta dal leggere questo bellissimo post sul 'dìa de los muertos"complimentos! XD

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    1. Grazie mille! Mi fa davvero piacere che apprezzi quello che scrivo e gli argomenti che tratto :D

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  4. Io lo conosco solo come il Dias de los muertos, quindi ha due nomi? mi piacerebbe molto se anche qui fosse in questo modo. Un lutto è sempre tremendo e doloroso, ma sono certa che chi conosciamo che purtroppo non è più qui, sarebbe felice se lo ricordassimo come fanno in Messico.

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    1. Si si, infatti si chiama Dia de los Muertos :)
      Vivere la morte in maniera diversa senza timore ma anzi comprendendola fino in fondo ci migliorerebbe la vita.

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    2. Hai detto bene. Io infatti chiamo le malattie con i loro nomi, non brutti mali. Si sa che lo sono, ma non è che a non nominarli o a chiamarli in questo modo si risolva qualcosa. Come anche se ho paura della morte, ne parlo e dico sempre che non so quanto vivrò, spero molto. E' mi sento sempre dire, ma dai è presto. Ma chi lo dice?

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    3. È sempre bene parlarne non vederlo come un tabù, ma purtroppo non è sempre facile e anche io come te sento la morte molto vicina, non nel senso che mi capiterà presto, ma nel senso che non si può mai sapere quando capiterà.

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    4. Hai perfettamente ragione, nessuno è eterno nella vita vera, quindi dobbiamo esserne sempre consapevoli.

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