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mercoledì 26 febbraio 2014

Recensione "Senza di te io non esisto" di Marina Valcarenghi

Aspettavo da molto di leggere questo libro. Mi aspettavo qualcosa di più ma nel suo piccolo non mi è dispiaciuto. Ho dato un voto basso perché non è niente di speciale, ma comunque non lo sconsiglio, anzi è una lettura piacevole.


Titolo: Senza di te io non esisto
Autore: 
Marina Valcarenghi
Editore: Bur
Pagine: 106
Prezzo: 8,90 €
Data di uscita: novembre 2009
voto: 
Trama: Perché non hai ancora chiamato? "Mi ami?" "Ti manco?" "È tutto il giorno che ti cerco." "Pensi ancora a lei?" "Non stai bene con me." "Alla fine, lo sai, faccio tutto quello che vuoi tu." Sono tante le donne di ogni età a rivolgersi al loro uomo con parole come queste, le parole della dipendenza amorosa. Perché? Perché questa martellante richiesta di conferme? Perché niente conta se lui non c'è? Perché confondere ancora la passione con l'appartenenza? Che senso ha questo attaccamento così rischioso e autodistruttivo che induce gli uomini alla fuga e impone inutili rinunce alla propria autonomia? Nel nostro tempo una donna può finalmente vivere in prima persona senza affidare la sua esistenza a qualcun altro e amare, semplicemente, rimanendo se stessa, senza ansia di controllo, né immotivate gelosie. In un dialogo immaginario con una giovane amica, Marina Valcarenghi analizza un comportamento ancora molto diffuso soprattutto nelle giovani generazioni, che riconsegna le donne al secolo scorso e le condanna alla particolare infelicità di chi non è capace di vivere nel proprio tempo. Perché l'amore oggi non può che essere un privilegio delle persone libere.

 RECENSIONE: Ci sono argomenti che mi incuriosiscono, mi interessano e mi stanno a cuore. Situazioni che oggi dovremmo analizzare meglio e far conoscere perché purtroppo sono molto più diffuse di quanto si pensi. Così accade alla dipendenza amorosa. Sono passati molti anni da quando ho letto "Donne che amano troppo" di Robin Norwood, forse il libro più famoso sull'argomento e desideravo da molto leggere altro. Così sono incappata in questo libro che mi sembrava interessante, semplice da leggere e immediato e in effetti è così anche se non si è rivelato il tipo di lettura che pensavo. Mi aspettavo un libro incentrato totalmente sulla dipendenza amorosa, i suoi meccanismi e i modi in cui nasce, ma soprattutto consigli su come uscirne. Niente di tutto questo si trova in questo libro. "Senza te io non esisto" è un vero e proprio dialogo, tanto che dopo diverse pagine ci si trova immersi con la sensazione di essere a prendere un té con delle amiche. Gli argomenti che ne vengono fuori sono molto interessanti e interconnessi con questa malattia troppo spesso sottovalutata, ma soprattutto si parla di misoginia, di diritto, di femminismo e libertà senza mai scadere nel patetico, lamentoso o al contrario nell'eccessivo desiderio di rivalsa. Semplicemente si parla in maniera schietta, oggettiva e senza tanti giri di parole sui rapporti malati tra uomo e donna dando qualche indicazione velata sull'origine e su come ripartire cominciando proprio da noi stessi. Ho apprezzato moltissimo la presa di posizione dell'autrice che rimette a ognuno di noi la propria responsabilità nella vita che ci siamo scelti, che non critica e non avvilisce, non compatisce e non consola. È lì con noi a parlare con sincerità e a farci riflettere su tematiche che mi stanno molto a cuore personalmente e di cui mi è capitato molto spesso di parlare. Avrei voluto intervenire, dire la mia, aggiungere o chiedere informazioni. Avrei la curiosità di parlare personalmente con l'autrice di questi temi. Come possiamo immaginare questo piccolo libro non è assolutamente completo o meglio, non vuole essere un manuale, ma solo un piccolo dialogo che possa portarci a riflettere.
Sinceramente all'inizio la delusione era molta perché non mi diceva niente di nuovo, niente che già non sapessi o pensassi, ma man mano che seguivo la lettura ho comunque trovato piacevole leggere questi pensieri. Seppur banali a volte si ha bisogno di un testo per fermarci a considerare seriamente e con calma queste situazioni a cui siamo purtroppo abituati. Non è molto utile a mio parere come testo in sé, ma può esserlo se consideriamo il testo come modo per cominciare perché pur rimanendo generico e limitando gli argomenti, lascia molti spunti da approfondire e quindi se letto insieme a "Donne che amano troppo" potrebbe aiutarci a vedere anche altri aspetti che potrebbero esserci sfuggiti, aspetti più concreti, più logici e più pratici. Quindi anche se rimane una lettura semplice e superficiale, che avrei voluto fosse più ampia e con riflessioni nuove, l'ho apprezzata e credo che potrebbe essere un ottimo punto di inizio per prendere coscienza del nostro bisogno di libertà dagli schemi a cui ci siamo sottoposte. Si tratta di un piccolissimo granello, ma se venisse seguito da altri potrebbe crescere fino a cambiare le nostre vite.

COSIGLI DI LETTURA DEL PORTALE:
PER CHI: ha voglia di un libro leggero per riflettere sul ruolo della donna nelle relazioni
COLORE: bianco
CLIMA E AMBIENTE: in salotto di pomeriggio

Voi lo avete letto? Che ne pensate?

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