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giovedì 6 febbraio 2014

Recensione "Inattesa sul mare" di Marina Pratelli

Ho avuto l'immenso piacere di conoscere di persona l'autrice, persona piena di vita, esperienze interessanti da raccontare ed emozioni da condividere. Poco tempo ho organizzato la presentazione del suo libro nella mia città ed è stato molto bello poterlo fare insieme a Mirial.



Titolo: Inattesa sul mare
Autore: 
Marina Pratelli
Editore: Alzani
Pagine: 157
Prezzo: 9,50 €
Data di uscita:
 2013
voto: 
Trama: Francesco, un contadino migrato dalla Calabria con la promessa sposa per sfuggire ai sicari della ‘ndrangheta che gli hanno sterminato la famiglia. Miroslav, un musicista, disertore della guerra in Bosnia, nauseato dalla violenza che gli ha segnato il corpo e lo spirito. Distanti per generazione, cultura ed etnia ma accomunati da un passato oscuro, approdano a Ventimiglia sospinti dal caso. Doveva essere solo una tappa, nel viaggio verso una nuova vita, invece diventa il luogo in cui fermarsi e ricominciare. E’ ancora il caso che li fa incontrare, regalando a entrambi l’occasione per riscattarsi e un’amicizia più forte delle diversità. Finché, un giorno, una misteriosa figura di donna li riporta indietro nel tempo.


RECENSIONE: Avevo già sentito molto parlare di questo romanzo grazie a Mirial che mi ha permesso di conoscerlo e ho così deciso di presentarlo nella mia città, anch'essa città di mare come Ventimiglia, la città in cui è ambientato il romanzo.
Inattesa sul mare è un romanzo molto breve che ha vinto due premi letterari e che mi ha colpito per la capacità di regalare sorrisi e riflessioni, gioie e dolori.
Miro, Francesco e il cagnolino Pas, tre creature, tre anime, tre passati diversi che si incontrano nella città di Ventimiglia, città di mare e di confine dove convivono realtà diverse e che si rende quasi protagonista accompagnando le vicende dei personaggi, quasi fosse essa stessa autrice del loro destino.
L'amicizia che lega questi personaggi è palpabile e viva, nella loro diversità ritroviamo un'amicizia profonda nata da dolori lontani eppure vicini.
L'autrice ha uno stile particolare, che viaggia come le onde dell'oceano a volte svela a volte cela in un susseguirsi di racconti che compongono il puzzle che alla fine mostrerà la vicenda per intero. Marina è riuscita con maestria a trasportare l'aria ventimigliese tra le pagine del suo libro, possiamo sentire l'aria di sale, il rumore del porto, i suoni della vita cittadina e i colori della vita attraverso i passi dello slavo Miro o i pensieri dell'anziano Francesco.
Ed è proprio attraverso due estranei approdati a Ventimiglia che la città si rivela in tutta la sua autentica bellezza di città di incontri e di addii. Francesco calabrese che scappa dalla mafia nella speranza di poter rendere felice la donna che ama e Miro, musicista scappato da Sarajevo e scampato alla morte, gira per le strade facendo lavoretti occasionali o suonando la fisarmonica come il padre che non ha più rivisto, sempre accompagnato dal fedele cane Pas che come lui ha subito un danno alla gamba.
Tra loro nasce una profonda amicizia che accomuna il focoso e burbero Francesco all'esotico e libero Miro, un legame che va oltre le loro diversità per unirli in un unico destino. Insieme ogni sera fanno un giro in barca per poter liberare un po' del peso che opprime le loro anime e confessare i loro pensieri, seppur hanno ancora molti segreti da svelare. Riescono a capirsi senza bisogno di parole e noi possiamo conoscerli attraverso i loro ricordi, le loro giornate e i loro pensieri narrati attraverso una scrittura che sembra più una melodia accompagnata dal suono del mare che ci guida piano piano a scoprire cosa si nasconde nel passato di questi personaggi così particolari.
E il momento della verità sarà segnato da una misteriosa donna che sembra apparire all'improvviso e che aprirà la via per un epilogo sorprendente pieno di dolce malinconia. Un libro doloroso nella sua semplicità, che rimane nel cuore.

COSIGLI DI LETTURA DEL PORTALE:
UMORE: malinconico
COLORE: nero come la notte
CLIMA E AMBIENTE: a Ventimiglia il 23 agosto

Voi lo avete letto? Che ne pensate?

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